Il Papa: «Evangelizzate su Internet» Affidato ai giovani il «continente digitale»

(fonte: Corriere.it) CITTÀ DEL VATICANO – «Andate e fate discepoli tutti i popoli», dice Gesù nel Vangelo di Matteo, e «i popoli» non sono solo gli altri Paesi del mondo, avverte Benedetto XVI. Che si rivolge ai giovani e affida loro «in particolare» la missione nel «mondo di internet»: «A voi, che quasi spontaneamente vi trovate in sintonia con questi mezzi di comunicazione, spetta in particolare il compito della evangelizzazione di questo “continente digitale”».

RIO 2013 – Il Papa lo scrive nel messaggio rivolto ai giovani di tutto il mondo per la Giornata Mondiale della Gioventù che si svolgerà in Brasile, a Rio de Janeiro, dal 23 al 28 luglio 2013. Il tema dell’incontro, nell’«Anno della fede» indetto dal pontefice, è lo stesso del sinodo dei vescovi da poco concluso: la nuova evangelizzazione. «Cari giovani, voi siete i primi missionari fra i vostri coetanei!», scrive Benedetto XVI. E, ricordando la celebre statua del Cristo Redentore che sovrasta Rio, «il suo cuore è aperto all’amore verso tutti, le sue braccia sono tese per raggiungere ciascuno», dice ai ragazzi: «Siate voi il cuore e le braccia di Gesù!».

LA RETE – A dispetto dei suoi 85 anni, Benedetto XVI ha dato un grande impulso alla presenza della Chiesa e della Santa Sede su Internet. Entro fine anno è atteso pure il debutto del suo profilo su Twitter. Come San Paolo non temeva di andare nell’agorà, bisogna prendere il largo in Rete. Seppure con prudenza: «Sappiate usare con saggezza questo mezzo, considerando anche le insidie che esso contiene», avverte. «In particolare il rischio della dipendenza, di confondere il mondo reale con quello virtuale, di sostituire l’incontro e il dialogo diretto con le persone con i contatti in Rete». Del resto «l’annuncio gioioso del Vangelo è destinato a tutti gli ambiti della nostra vita, senza alcun limite». Tanto che il pontefice parla anche dei «movimenti migratori, per motivi economici e sociali», dei «milioni di persone, spesso giovani» che cambiano regione o Paese: «Anche questi fenomeni possono diventare occasioni provvidenziali per la diffusione del Vangelo».

L’EREDITÀ DEL CONCILIO – È significativo, tra l’altro, che il Papa richiami ciò che scrisse Paolo VI alla fine del Concilio Vaticano II, del quale si sono appena celebrati i cinquant’anni: «È a voi, giovani uomini e donne del mondo intero, che il Concilio vuole rivolgere il suo ultimo messaggio… Siete voi che, raccogliendo il meglio dell’esempio e dell’insegnamento dei vostri genitori e dei vostri maestri, formerete la società di domani: voi vi salverete o perirete con essa. Costruite nell’entusiasmo un mondo migliore di quello attuale!».

MOMENTO STORICO – Il tema è decisivo, nel pontificato di Benedetto XVI, e basterebbero i toni del messaggio consegnato ai giovani del mondo: «Stiamo attraversando un periodo storico molto particolare: il progresso tecnico ci ha offerto possibilità inedite di interazione tra uomini e tra popolazioni», scrive. E tuttavia «la globalizzazione di queste relazioni sarà positiva e farà crescere il mondo in umanità solo se sarà fondata non sul materialismo ma sull’amore, l’unica realtà capace di colmare il cuore di ciascuno e di unire le persone. Dio è amore. L’uomo che dimentica Dio è senza speranza e diventa incapace di amare il suo simile». Per questo, conclude Benedetto XVI, «è urgente testimoniare la presenza di Dio affinché ognuno possa sperimentarla: è in gioco la salvezza dell’umanità e la salvezza di ciascuno di noi».

Gian Guido Vecchi

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