Il nuovo numero di Radici Cristiane

(Mauro Faverzani) Dopo il successo dell’Acies ordinata, tenutasi sabato scorso a Castel Sant’Angelo con più di 200 adesioni da tutto il mondo ed il toccante «Appello agli Angeli» ed, in particolare, a san Michele, principe delle milizie celesti, quanto mai attuale appare l’editoriale del numero di ottobre di Radici Cristiane, in distribuzione in questi giorni a tutti gli abbonati. In esso il direttore, Prof. Roberto de Mattei, incoraggia a «credere fermamente nel ruolo degli Angeli», «con devozione, come fondamento della resistenza cattolica all’autodemolizione della Chiesa. È una condizione necessaria per la restaurazione della Civiltà cristiana. Nel Cielo è pronta una milizia angelica, quell’Acies ordinata di cui ci parla san Luca, pronta a combattere il male e l’ingiustizia per fare la gloria di Dio e portare in terra pace agli uomini di buona volontà».

Il dossier di questo numero è interamente dedicato al muro di Berlino, a trent’anni dal suo crollo: la costruzione avvenne, infatti, su ordine di Mosca nella notte tra il 12 ed il 13 agosto 1961, nel tentativo di arginare la fuga della popolazione civile dalla Germania dell’Est, la caduta avvenne il 9 novembre 1989. Quando gli storici occidentali ebbero accesso agli archivi del Kgb e dei Servizi segreti d’Oltrecortina, scoprirono la lotta silenziosa della resistenza anticomunista, sempre abilmente occultata dal regime sovietico e dimenticata dal mondo. Eppure non tutto è andato come previsto: oggi la memoria del crollo del Muro di Berlino si è sbiadita, nessuno ne parla più. Il relativismo ha offuscato le coscienze. E, sotto altre forme, il totalitarismo ateo veicolato dal pensiero unico è tornato ad affacciarsi. Avrà avuto ragione l’esule russo Vladimir Volkoff, quando paragonò il comunismo alla bomba atomica, che continua silenziosamente ad uccidere anche dopo decenni.

In Attualità si parla di islam: Lorenza Formicola evidenzia come il rapporto col potere abbia carattere ossessivo nell’islam. Ed è in virtù di questo che ha senso e si può parlare di islamizzazione ovvero del complicato processo in virtù del quale le popolazioni musulmane soppiantarono e soppiantano i popoli, le civiltà e le religioni dei Paesi vinti. Un processo a due fasi: quella della fusione e quella della conflittualità, che peraltro possono coesistere. Un processo, di cui l’Europa oggi è vittima.

In un’intervista un medico, il dottor Pietro Venezia, specialista in oncologia e chirurgia d’emergenza, racconta dell’incontro casuale avuto all’aeroporto di Addis Abeba con la Madre Generale delle Suore Missionarie del Catechismo, che lo invitò a visitare il loro ospedale in Kenya. Così anni fa iniziò la sua lunga attività sanitaria ed umana in Africa. Esperienza, che lo ha condotto ad una conclusione e cioè che questa gente va curata a casa propria. Per evitare nuovi schiavismi, contro il “pizzo” e contro la tratta.

Radici Cristiane offre anche un’ampia cronaca della sesta edizione dell’Università d’Estate, promossa dalla Fondazione Lepanto presso il monastero benedettino di Santa Scolastica, a Subiaco, sul tema «La Cristianità tra passato e futuro». Vasta la partecipazione, soprattutto di giovani, con obiettivi forti: costituire una famiglia di anime accomunate dall’amore alla Verità e ritrovare il primato della contemplazione di Dio. Nella consapevolezza, come scrisse San Pio X in Notre Charge Apostolique, che esiste una sola civiltà, quella cristiana.

Oltre allo splendido articolo del card. Raymond Leo Burke sul celibato sacerdotale, di cui abbiamo ampiamente dato conto sul numero scorso di Corrispondenza Romana, la rubrica Tesori d’Italia ci porta a Vigoleno, un tempo Comune autonomo, oggi frazione di Vernasca: in pratica, si tratta di un paese tutto racchiuso all’interno del suo castello, la cui storia si lega per secoli al casato degli Scotti. Una storia illustre e gloriosa, che volle il borgo addirittura centro operativo delle insorgenze antinapoleoniche nelle valli dell’Arda e dello Stirone. Qui la vita e la fede si sono svolte praticamente immutate ogni giorno come in un eterno Medioevo: la popolazione ha intessuto incontri, relazioni, commerci e devozioni attorno alla piazza principale, alla fontana, vitale per la sopravvivenza idrica, ed alla difesa garantita dal mastio maggiore. Affidando poi le proprie preghiere e recitando i rosari alla Beata Vergine nell’omonimo Oratorio, nonché ospitando i pellegrini nello Spedale di San Rocco. Il cuore della fede di Vigoleno è però rappresentato dalla chiesa di San Giorgio, presente probabilmente già nell’VIII secolo. Il Santo patrono, cui la pieve è intitolata, è stato raffigurato sia nella lunetta sulla facciata, sia al centro dell’abside con un affresco, che simboleggia anche la vittoria del bene sul male e la guerra santa condotta contro gli infedeli.

Michela Gianfranceschi parla, invece, degli affreschi conservati nella Basilica Superiore dedicata a San Francesco, ad Assisi, uno dei cicli pittorici più importanti della storia dell’arte italiana, perché, realizzati sul finire del XIII secolo, rappresenta una nuova concezione nell’arte.

Sara Magister ci conduce idealmente al secondo piano della Galleria Borghese, piano in cui si concentra la vera e propria pinacoteca: qui una sala accoglie, tra gli altri dipinti cinquecenteschi di produzione lombardo-veneta, anche l’opera Tobiolo e l’angelo del bresciano Giovanni Girolamo Savoldo, «uno degli esemplari più importanti» dell’artista per molti motivi; innanzi tutto per la magistrale tecnica compositiva e pittorica, tutta giocata su una luce fredda, che porta alla massima esaltazione la definizione di ogni singolo dettaglio. Chiudono il numero di ottobre di Radici Cristiane le consuete rubriche. Chiunque volesse riceverne una copia, sottoscrivere un abbonamento od avere ulteriori informazioni, può farlo contattando la Redazione tramite il sito www.radicicristiane.it 

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