Il grande pellegrinaggio a Roma delle scuole di Fanjeaux

pellegrinaggio(di Cristina Siccardi) Dal 9 al 14 febbraio Roma è stata attraversata da un vento edificante: per celebrare i loro 40 anni di vita le Domenicane del Santo Nome di Gesù di Fanjeaux (Aude), insieme alle allieve, agli insegnanti e ai familiari dei loro istituti scolastici, hanno compiuto un gioioso Pellegrinaggio di ringraziamento. I romani e gli abitanti del Vaticano hanno potuto ammirare la compostezza, la pietà e l’ordine manifestati dalle 200 Suore e da 1500 persone provenienti dalla Francia, dalla Germania e dagli Stati Uniti.

La prima tappa è stata la Basilica di San Giovanni in Laterano, dove hanno potuto cantare il Credo, pregare per il Santo Padre e seguire la Via-Crucis. Riti poi ripetuti nella altre Basiliche romane. Ad oggi le Domenicane del Santo Nome di Gesù dirigono 6 scuole primarie ed 8 secondarie. Nelle loro scuole la religione cattolica è rimasta tale e non ha subito né annacquamenti, né derive. Esse sono legate alla Tradizione della Chiesa e alla Messa tridentina. La tradizione pedagogica della Chiesa è ricca di grandiosi risultati sia nelle congregazioni maschili che in quelle femminili: Gesuiti, Fratelli delle Scuole Cristiane, Suore del Sacro Cuore, Dorotee, Salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice… un vero e proprio trionfo di evangelizzazione e di cultura trasmessa valorosamente ed efficacemente.

Generazioni e generazioni di persone che hanno potuto attingere e godere nelle e delle radici cristiane d’Europa, custodite non soltanto dai vescovi e dai parroci, ma anche dalla mirabile opera compiuta proprio dalle scuole cattoliche, che hanno dato vita ad alberi carichi di prodigiosi frutti. Tuttavia il florilegio pedagogico di stampo cattolico è venuto meno, con un crollo impressionante nel corso degli ultimi 50 anni. Ma l’allarme continua drammaticamente a non sentirsi.

La rinuncia ad una buona battaglia per sostenere le scuole cattoliche ed impedire la chiusura di tanti istituti educativi in Europa è espressione di una rinuncia alla difesa della fede, perché proprio nell’età dell’infanzia e della giovinezza si è più liberi di ascoltare e assaporare la verità del destino umano. Ecco perché tante scuole chiudono: oltre a perdere sempre più vocazioni religiose, c’è una perdita di identità e, di rimando, un venir meno della domanda da parte di quelle famiglie che non trovano più in esse i parametri che soddisfino le legittime aspettative formative. I media di area cattolica non trattano quasi mai delle problematiche pedagogiche.

“Avvenire” il 19 dicembre 2013, segnala che l’incremento di allievi nelle scuole cattoliche è riscontrabile in Africa, Asia e Oceania, mentre due milioni di studenti si sono persi fra Europa (con una presenza di solo 177 mila alunni) e America. Ma è proprio l’Europa a registrare ogni anno un’impressionante emorragia, che colpisce sia gli studenti sia gli istituti, che chiudono, come rilevato nel triennio compreso fra il 2008 e il 2012: 1.189 in meno rispetto a tre anni prima (dati della Congregazione per l’Educazione cattolica).

Il cardinale.Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica, ha ricordato, che «secondo i dati dell’Unicef del 2013 nel mondo i bambini che non vanno a scuola sono oltre 70 milioni ». La scuola, aggiunge il cardinale Grocholewski: «deve educare secondo i valori cristiani, altrimenti è bugiarda. E non deve lasciarsi influenzare dalle correnti gender». Temi drammatici troppo urgenti per non essere considerati. Ecco che nel desolante panorama di una Chiesa che non affronta una questione basilare come è quella dell’educazione delle nuove generazioni, le scuole gestite dalle Domenicane del Santo Nome di Gesù di Fanjeaux sono garanzia per il mantenimento di un’identità pedagogica cattolica, oltre che di un’identità umana, affinché la scuola cattolica non sia “bugiarda” e tradisca in tal modo sempre più se stessa. (Cristina Siccardi)

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