Il governo piange, l’Italia e il pudore singhiozzano

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(di Paolo Deotto su Riscossa Cristiana del 5/11/2011) Ci piacerebbe sapere cosa stiano pensando,nel segreto del loro cuoricino, le schiere di politici, giornalisti, guitti televisivi, magistrati d’assalto et similia, che hanno espresso per anni un solo ossessivo concetto: bisogna scacciare Berlusconi, demone per antonomasia, poi inizierà l’età dell’oro, scorreranno fiumi di latte e miele e il popolo danzerà felice.

Parliamo del segreto del cuoricino, perché all’esterno è in moto un’impressionante macchina del consenso. Monti non è un uomo, è un benefattore, bonario ed elegante, che finalmente porterà il popolo italiano fuori dalle secche della recessione. Non solo: ha formato un Governo con ministri che arrivano a commuoversi, perché si rendono conto che che devono chiedere sacrifici, ma lo fanno col cuore esulcerato dal dolore.

Ma stiamo diventando tutti pazzi o qualcuno crede che siamo diventati tutti scemi?

Ieri abbiamo potuto vedere la scena della ministra in lacrime. La signora ministra Elsa Fornero non riesce a terminare la conferenza stampa, perché le basta pronunciare le prime sillabe della parola “sacrifici” e la commozione la supera. Con tutto il rispetto per la commozione della signora Fornero, ci spaventa (verbo scelto non a caso) il tono elegiaco con cui tutto ciò viene riportato dall’Agenzia ANSA, la principale agenzia italiana. Leggere per credere, cliccando su http://ansa.it/web/notizie/photostory/primopiano/2011/12/04/visualizza_new.html_10163974.html


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Ecco solo alcune perle: “I sacrifici non e’ solo difficile farli, ma anche decidere di farli fare. Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, illustra con precisione, fermezza e molti dettagli tutte le norme pensionistiche ma quando arriva all’illustrazione del blocco della rivalutazione degli assegni la voce si ferma. Non riesce a finire la parola ”sacrificio”, si commuove, piange. Un momento di grande umanità’, inatteso per chi immagina le manovre solo come un’alchimia tra numeri e tabelle. E non come misure che interessano persone in carne ed ossa. “

Ma interviene Monti, e come interviene? “con disinvoltura e padronanza “. Dopo l’intervento del Salvatore della Patria la signora ministra riesce a riprendere la parola. E ANSA ci tiene a sottolineare che “…il ministro tecnico ha cosi’ dimostrato che, anche quando come economista ha elaborato le sue teorie in materia previdenziale, non ha mai dimenticato che dietro numeri e tabelle ci sono anziani che hanno lavorato per tutta la vita e giovani che devono entrare nel mondo del lavoro.”

Francamente, è difficile capire se fa più paura una manovra che colpisce, more solito, le classi più deboli, o questa macchina del consenso corale, che colpisce la dignità di tutti gli italiani e che è l’anticamera di una cosina brutta, che si chiama dittatura.


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Un Governo eletto da nessuno, con ampia e qualificata rappresentanza bancaria, colpisce le pensioni, la casa di abitazione, aumenta l’Iva (e quindi colpisce il consumatore finale, l’unico che non può scaricare l’imposta), non tocca le aliquote Irpef per i redditi più alti, inventa nuove imposte comunali, e il tutto deve essere accettato con gioia collettiva, consci dello stato di necessità che muove queste misure.

I politici più abituati a scodinzolare si sono subito accodati. Casini, disposto a tutto per di far sapere che esiste, consente. Bersani parla di “equità” (sì, ha detto proprio così…). Qualche dubbietto viene espresso dal PdL, ma chi sa dire ormai quante anime ci siano nel PdL?

La sinistra più sinistra (Vendola & associati) inizia ad accorgersi che forse c’è qualcosa che non va. Complimenti per l’intuizione.


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La ministra piange, come è umana, Monti è bravo, ha disinvoltura e padronanza. Cosa vogliamo di più?

Quanto piangeranno le famiglie che non hanno più la “crisi della terza settimana”, perché già a metà mese i soldi scarseggiano? Quanto piangeranno tutti gli italiani, che si vedono ogni giorno privati di un pezzetto di libertà, condotti per mano a un consenso corale orchestrato dal potere grazie a pennivendoli da strapazzo?

Nessuno fa parola di un’Europa che ci ha strozzato, di un sistema dell’euro che si è rivelato la truffa del secolo. L’Europa è sacra, “indietro non si torna!”. Perché?

Ora molti guardano a Bossi, che guida l’unica formazione politica che, piaccia o non piaccia, ha saputo, in questo pasticcio, conservare la propria dignità e non tradire gli elettori. Chi lo guarda con speranza, chi lo guarda con diffidenza o dice che è solo folclore invocare la secessione. Siamo proprio sicuri?

Adesso vedremo che accadrà in Parlamento, anche se le premesse non fanno sperare in bene. Deputati e senatori dovrebbero rendersi conto che sono stati spossessati del potere che il popolo (sovrano quando fa comodo dirlo) aveva loro conferito con le elezioni. Che faranno? Dato il nuovo clima politico scoppieranno anche loro in lacrime, come la signora Fornero? Tanto, poi interverrà Monti, “con disinvoltura e padronanza”…

Siamo alla frutta. Dio aiuti l’Italia

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