Il Giorno del Timone a Staggia Senese

(di Marcella La Gumina) Il Giorno del Timone della Toscana, organizzato dal Centro Culturale “Amici del Timone” di Staggia Senese e dal Centro Culturale “San Tommaso Apostolo” di Certaldo, è divenuto uno dei più grandi eventi culturali della regione e uno dei principali appuntamenti della cultura cattolica in Italia.

Il 15 settembre di quest’anno è stato aperto nella parrocchia di Staggia Senese da una Santa Messa celebrata da S.E. Mons. Fausto Tardelli, Vescovo di San Miniato, a cui hanno fatto seguito la conferenza “Evoluzionismo fallito” del prof. Roberto de Mattei, Presidente della Fondazione Lepanto, l’intervento di Virginia Coda Nunziante, coordinatrice della Marcia per la Vita, e la conferenza di Antonio Socci sul tema della sofferenza e della testimonianza della figlia Caterina. Al termine Gianpaolo Barra, direttore del Timone, ha consegnato il premio “Viva Maria!” ad Antonio Socci. Gli onori di casa erano fatti da don Stefano Bimbi, infaticabile organizzatore dell’incontro.

 Il prof. de Mattei, affrontando il tema dell’evoluzionismo, ha voluto spazzare via l’equivoco ricorrente secondo cui solo gli scienziati potrebbero discutere di questo argomento. L’affermazione «L’uomo deriva dalla scimmia», ha poi spiegato nel suo intervento, è un’affermazione immaginaria, perché riguarda un passato che non è suffragato né dal metodo scientifico, basato sulla riproducibilità, né da quello storico, basato sulle testimonianze. La trasformazione dalla scimmia all’uomo non può essere né riprodotta scientificamente, né testimoniata da alcuno. Sorgono  infatti troppe domande che restano senza risposta: perché le scimmie esistono ancora accanto agli uomini e perché invece non c’è traccia degli ominidi, cioè degli esseri di passaggio fra la scimmia e l’uomo? E ancora: il processo evolutivo si è arrestato? L’unica certezza è che non c’è minima traccia di tale processo nella realtà.

Antonio Socci ha fatto un toccante intervento su Gesù Cristo, Verità incarnata che ci possiede e ci guida. È difficile – ha affermato tra l’altro Antonio Socci – dover scegliere ogni giorno per il bene o per il male e la tentazione è quella di farsi comandare da delle regole imposte. Ma è degradante per il cristianesimo essere ridotto a regole. Noi cattolici non dobbiamo semplicemente seguire delle regole, ma imitare Cristo. Dio ci vuole liberi perché siamo destinati alla divinizzazione e la caratteristica fondamentale della divinità è la libertà.

Al termine di queste riflessioni, Giampaolo Barra, direttore del Timone e presidente dell’associazione “Fides et ratio” ha consegnato ad Antonio Socci il premio Viva Maria! per il suo coraggio e la sua fierezza nel dimostrarsi cattolico con la parola, attraverso i suoi scritti e con l’esempio. Il premio è stato dato per il libro scritto in merito alla vicenda della figlia Caterina, la quale sta dando la più grande testimonianza di vita cristiana, perché partecipa con tutta se stessa al mistero della redenzione introdotto nel mondo da Gesù attraverso la crocifissione e quindi la sofferenza.

Il Premio Viva Maria! è dedicato alla Vergine del Conforto che è conservata ad Arezzo. Quando la Toscana fu conquistata da Napoleone, i Toscani reagirono al grido di Viva Maria! e, a partire da Arezzo, liberarono tutta la regione dall’invasore francese. «Il motivo per cui abbiamo chiamato “Viva Maria!” questo premio è evidente – ha spiegato don Bimbi –: come ai tempi di Napoleone, è in atto un attacco alla fede cattolica. Ora come allora c’è bisogno che ci sia un forte movimento di popolo che difenda la Chiesa da questi attacchi». Il Premio Viva Maria! è stato consegnato nel 2009 all’attrice Claudia Koll, nel 2010 allo scienziato Antonino Zichichi e nel 2011 allo scrittore Vittorio Messori. (Marcella La Gumina)

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