Il francescanesimo del futuro annunciato da Radio Vaticana

(di P. Paolo M. Siano) Lo scorso 10 aprile i Ministri Generali di 3 delle 4 grandi antiche Famiglie Francescane hanno rilasciato un’intervista a Radio Vaticana rivelando che nei loro Ordini è in azione un movimento (guidato dalle rispettive gerarchie) che punta:

1°) a permettere a frati laici (professi di voti, non sacerdoti né diaconi) di accedere a uffici di “superiorato” (es.: Guardiano, Ministro provinciale, Ministro generale), il che viene ritenuto addirittura «una grazia» per i Francescani;

2°) a realizzare l’«unificazione» dei 4 Grandi Ordini (solo di quelli?), OFM, OFMConv., OFMCap, TOR. Sarebbe interessante sapere se questo progetto sia condiviso dalla maggioranza dei rispettivi Ordini (e in che misura), o se ci sia magari qualche perplessità di natura giuridica, storica, spirituale, amministrativa, economica. Nei limiti dello spazio concessomi offro qualche considerazione. Inizio dal 1° punto. Per capire meglio, guardiamo alla storia. Nel 1241 con il generalato di frate Aimone da Faversham comincia la vera e propria clericalizzazione dell’Ordine minoritico: l’Ordine e la Santa Sede vogliono che le cariche di superiore siano affidate solo a chierici, ossia a frati ordinati in sacris.

Si cercava così di evitare alcuni abusi addebitati al generale Frate Elia, accusato tra l’altro di aver scelto come superiori i frati laici in quanto illetterati e perciò più manipolabili e usati come “controllori” dei frati sacerdoti a lui avversi. Nel movimento francescano dell’Osservanza, nel ‘400, solo per pochi anni è consentito a frati laici l’accesso ad alcune cariche di superiorato. I Cappuccini, nati nel ‘500, riprendono l’uso di consentire il superiorato anche a frati laici. Nonostante il can. IV della sess. 22a del Concilio di Trento (17-09-1562), i Cappuccini ottengono nel 1566 la dispensa (pro-laici) da Papa Pio V, ma dal 1605 comincia anche per loro la clericalizzazione.

Ancora nel 1646, il cappuccino P. Paulino da Bouvvais difende l’accesso dei frati laici alle cariche dell’Ordine. Tra i Frati Minori Osservanti Riformati (almeno nel XVII sec.) i frati laici possono essere superiori di “ritiri” (ad es., il B. Bonaventura da Barcellona, 1620-1684). In ogni caso, negli Ordini francescani le cariche “maggiori” rimangono riservate, fino ad oggi, a frati chierici. Come la Chiesa, anche gli Ordini Francescani (Ordini e riforme) da secoli sono guidati da coloro che in virtù del Sacramento dell’Ordine sono resi conformi a Cristo Servo e Pastore.

A questo punto chiediamoci: perché, oggi, c’è così tanta insistenza nel volere i frati laici come superiori? Si dirà: per recuperare lo spirito delle origini! Ce ne rallegriamo. Ma a ben guardare, questa risposta suona strana e alquanto contraddittoria, dato che in epoca contemporanea proprio tra gli Ordini “storici” si è abbandonata la povertà comunitaria, lo stile austero, l’abbondante orazione, l’apostolato apologetico che hanno sempre caratterizzato origini & riforme francescane!

Perché allora non recuperare prima queste cose più importanti? A questo punto temo che la vera risposta alla nostra domanda, sia da ricercarsi nel ritorno dello “spirito” di Paul Sabatier (1858-1928) piuttosto che nello “spirito” delle origini francescane. Sabatier fu pastore calvinista “sui generis”, uno degli agenti del modernismo europeo di fine Ottocento e inizi Novecento, e filo-massone. Fece scalpore con il suo libro Saint François d’Assise (1893/1894) in cui presentava un (san) Francesco a sua immagine e somiglianza. Il libro finì all’Indice dei Libri Proibiti, mentre poteri e ambienti mondani lo osannavano e lo premiavano.

Sabatier inventa un (san) Francesco che sogna di creare una Fraternità laicale ma viene costretto, controvoglia, dalla Curia Romana a fondare un Ordine religioso clericale e ad accettare il diaconato. Secondo Sabatier, gli agiografi san Bonaventura e beato Tommaso da Celano avrebbero deformato e “soprannaturalizzato” la figura del Santo secondo i progetti della Curia Romana. All’inizio il mondo francescano reagisce compatto contro le tesi di Sabatier, anche se qualche critica antibonaventuriana viene condivisa da qualche frate tra i Minori e i Cappuccini.

Dopo il Concilio Vaticano II, lo spirito di Sabatier ricompare più potente e baldanzoso proprio all’interno delle Famiglie Francescane, assieme alle nuove teologie dell’immanenza… Interessanti al riguardo le memorie del beato Gabriele Allegra OFM (1907-1976), il quale criticava la corrente de-clericalizzante e sabatieriana del suo Ordine. Interessanti anche gli studi di padre Giuseppe Buffon OFM sul neosabatierianesimo penetrato nell’OFM.  Ai nostri giorni, Sabatier è stato definito da studiosi laici, suoi ammiratori, «padre della moderna storiografia francescana».

Pregiudizi sabatieriani, o neosabatieriani, sono condivisi anche da prestigiosi studiosi dell’Ordine minoritico (es.: Esser, De Beer, Matura) secondo i quali da ben 7 secoli e mezzo l’Ordine è incatenato dal clericalismo, dal monasticismo e dal giuridismo! Inoltre, secondo padre Andrea Boni OFM, San Francesco non fu diacono e con i suoi primi compagni non ricevette tonsura clericale quando nel 1209 Papa Innocenzo III diede approvazione orale alla loro Proto-Regola. Ecco servita la tesi del Francesco laico e dell’Ordine laicale! E così Sabatier è superato dai suoi discepoli.

In realtà lo studio critico e spassionato delle fonti attesta che san Francesco fu diacono e che la tesi della tonsura laicale non regge o perlomeno non gode di maggior probabilità della tesi tradizionale (tonsura clericale). Pertanto è certo che con l’approvazione di Papa Innocenzo III e il conferimento di quelle tonsure (clericali), l’Ordine dei Minori nacque clericale. I primi 12 Frati Minori, incluso san Francesco, furono aggregati al clero romano (a quel tempo si distinguevano chierici di ordini maggiori e di ordini minori). È vero che nei primi decenni dell’Ordine, anche laici divennero superiori, ma poi, la saggezza della Chiesa e l’esperienza (es., il caso di frate Elia) fecero riservare a frati chierici le cariche maggiori di superiorato. Che dire? Se proprio si arriverà alla novità laicale, ci si augura che i futuri superiori laici siano preparati dal punto di vista dottrinale e spirituale oltre che giuridico e amministrativo.

Passo al 2° punto con alcune domande. L’unificazione di OFM, OFMConv., OFMCap., TOR, è davvero una mèta luminosa e divina di progresso nello Spirito Santo (l’Ispiratore di riforme & nuove fondazioni nella Vita Consacrata), oppure è una strategia umana dinanzi al calo numerico dei membri e ai relativi problemi amministrativi ed economici?

Che sarebbe accaduto alle Famiglie Francescane se in questi ultimi 50 anni, avessero dato più accoglienza, sostegno e protezione a quei moti interni di riforma un pò’ “tradizionali” (più preghiera, austerità, recupero intellettuale e pratico della teologia e della pietà francescana, inclusa la mariologia, impegno apologetico, ecc.) che invece, accusati a torto di essere pre- o anti-conciliari, sono stati scoraggiati, o ridotti, o soffocati, o, nel migliore dei casi, costretti a continuare in autonomia giuridica, additati persino come non-francescani?

Si stia attenti a non “paralizzare” i doni dello Spirito sotto il pretesto di conformismo spacciato come unità o addirittura obbedienza”… Tanto prima o poi, san Francesco sa farsi sentire… Eccome! Ringraziamo la perspicacia di un Pontefice come Giovanni Paolo II, il quale, tra l’altro, fece nascere noi Francescani dell’Immacolata salvandoci dall’essere “abortiti””… Speriamo che il nostro Santo ci salvi anche dall’ “eutanasia””… (P. Paolo M. Siano)

 

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