Il Comune vuole strappare le radici cattoliche di Madrid

Pasqua MadridDi per sé non v’è da stupirsene: è piuttosto scontato che per un Sindaco di Sinistra ogni religione sia, tutto sommato, eguale all’altra, all’insegna di un sincretismo spinto ed anarchico. Votarlo vuol dire accettare tutto questo. Non ci si stupisca, dunque, delle acrobazie di Manuela Carmena, alla guida della capitale spagnola dal giugno scorso. Eletta nelle fila di Ahora Madrid, frutto di un pateracchio tra Podemos e Ganemos Madrid col sostegno attivo di Izquierda Unida, è politicamente figlia dei collettivi e del movimentismo antagonista. Il suo stesso curriculum parla molto chiaro: è stata membro del partito comunista, la sua carriera nella Giustizia l’ha sempre vista sostenuta dalle “toghe rosse” al punto da fondare lei stessa l’associazione ultraprogressista Giudici per la democrazia. Ed ora, giunta ad amministrare la capitale, applica i criteri di sempre. I propri. Che non sempre, però, tengono nel dovuto conto quelli degli altri.

Così non ha minimamente valutato quanto profonde e radicate siano a Madrid le tradizioni cattoliche, quando ha incluso nel bilancio 2016 del Comune, tra le voci di spesa, anche quella che destina pro capite 150 mila euro tanto al capodanno cinese di febbraio quanto alla Settimana Santa di marzo ed al ramadan di giugno. Indistintamente. E’ la prima volta, che accade una cosa simile: finora, chi aveva amministrato, aveva tenuto conto delle oggettive radici storiche e culturali del luogo. Lei no. Lei farà gestire tutte queste iniziative da un apposito ente pubblico, Madrid Destino, secondo una programmazione standard, che, alla fine, vedrà sfilare per le vie della capitale oltre una dozzina di cortei. Fiesta!

I dati sono contrari

Perché non celebrare, allora, anche le ricorrenze della “chiesa pastafariana” o della “church of all worlds”? Semplice. In ballo c’è dell’altro. Per il capodanno lunare si è mossa direttamente l’ambasciata cinese, promettendo cucina, arte, cinema ed eventi di richiamo. La sindachessa confida davvero tanto di poter migliorare le sue relazioni con uno degli ultimi baluardi del comunismo internazionale, promettendo un «appoggio esplicito» della sua amministrazione ed un’inusuale «rapidità nella concessione dei permessi» relativi. Confidando di poter fare addirittura di più e di meglio «negli anni a venire», come riporta il quotidiano Abc, che ha dedicato alla notizia ampio risalto. Che aspettarsi invece dal ramadan, con l’aria che tira a livello internazionale, è invece un mistero: sperando che non accadano disastri…

Tale fregola sincretica non troverebbe riscontro neppure nei dati: il Cis, Centro di indagini sociologiche spagnolo, nel gennaio 2015 ha diffuso una propria indagine, dalla quale emerge come il 69,3% degli intervistati si definisca cattolico, mentre solo l’1,9% dichiari di credere in altre religioni, il 16% si professi non credente ed il 10,3% ateo. La Conferenza episcopale spagnola, a giugno, ha invece contato i luoghi di culto: in tutto il Paese ammontano a 29.368. Di questi, 23.098 sono cattolici (78,65%), mentre 6.270 sono complessivamente quelli di tutte le altre confessioni (21,35%). Per intenderci, solo 1.334 (il 4,54% del totale) sono islamici. I dati diffusi a luglio dallo stesso Comune di Madrid parlano di 380.272 stranieri in città: di questi, il 41% è latino (155.853 persone), l’8,76% è africano e l’8,7% cinese. Nello specifico, solo il 5,56% viene dal Marocco e lo 0,28 dall’Algeria. Facile fare le debite proporzioni religiose…

Il vero obiettivo

Anche solo da un punto di vista demografico e quantitativo, per quanto coinvolgimento vi sia, insomma, v’è da dubitare che il capodanno lunare ed il ramadan riescano a coinvolgere quelle folle, che caratterizzano di contro la Settimana Santa, capace di provocare il “tutto esaurito” in alberghi e hotel (secondo il ministero del turismo, 80% di occupazione media dei posti-letto sull’intero periodo, punte del 95% il giorno della S. Pasqua, nella foto).

Ma il vero criterio non è quantitativo o numerico: le cifre dimostrano solo come, a determinare la scelta, non siano stati certo il riconoscimento di nuove rappresentanze sociali (inesistenti) od inedite pressioni demografiche (insussistenti). Il sapore amaro è quello di un attacco ideologico, l’ennesimo, all’identità dichiaratamente cattolica di una popolazione, quella madrilena, e di una Nazione, quella spagnola. Per scardinarle dalle proprie radici e snaturarle (fonte: Corrispondenza Romana).

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