Il caso del prof. de Mattei – Avvenire si arruola negli Ascari del conformismo

PINOCCHIO(di Paolo Deotto) Era inevitabile. Il caso del professor Roberto De Mattei, oggetto di attacchi e richieste di dimissioni da parte dei soliti sinistri (in tutti i sensi) sta facendo venire a galla quel tipo di italiano medio che il 24 luglio del 1943 inneggiava al Duce e la sera del giorno dopo ne bruciava in piazza le fotografie. Il conformista vocazionale, il piccolo profittatore. Sì, insomma, il vigliacchetto.

Il prof. Roberto De Mattei viene attaccato dal conformismo delle sinistre? Perbacco, è grave, anche perché sappiamo bene quanta editoria e mezzi di comunicazione sono in mano alla sinistra. Per un giornalista urge mostrarsi subito ossequiente, onde non rischiare, in un domani, di perdere il posto. E magari se ci si mostra molto ossequienti, in un domani, quando comandassero “loro” anche in Parlamento (non si sa mai…), si può sperare in qualche beneficio in più. La vocazione a fare l’Ascari, e il terrore dello Sciumbasci, fanno purtroppo parte dell’italica Storia.

Capita così che su “Avvenire” del 31 marzo compaia un pezzo di rara volgarità, e scritto da qualcuno che ha poche idee ma ben confuse. Ha una sola idea chiara: quella di far sapere bene, senza equivoci, che lui non sta con De Mattei. Provate a cliccare qui, e avrete il piacere (si fa per dire) di leggere la rubrica “Lupus in pagina”, a cura di Gianni Gennari. Già il personaggio si qualifica abbastanza per il suo vissuto, ma limitiamoci a quello che dice qui. Subito usa il dileggio per mostrarsi ossequiente nei confronti dei Califfi sinistri. De Mattei diventa non solo uno “storico” tra virgolette (come dire, presunto), ma anche uno che “si dice” cattolico. Insomma, lo dice lui, De Mattei, ma Gennari (che come cattolico, se vogliamo parlar franco, avrebbe da gettarsi in testa tanta cenere…) non è d’accordo. Poi parte in un groviglio di discorso para teologico. Riporto testualmente: “Leggi, rileggi, ci pensi e ti basta poco per capire che qui non si esprime la fede cristiana e cattolica, ma una visione antichissima di origine pagana…”

I casi sono due: o Gennari era alticcio quando ha scritto il pezzo, o ben poco ha capito delle scritture che cita per appoggio alla sua partecipazione al linciaggio di De Mattei.

È penoso. È penoso vedere che questo giornalista non ha nemmeno capito nulla di ciò che è accaduto, non si è nemmeno accorto del fatto che con De Mattei si attacca tout court non solo la visione cattolica e il diritto di esprimerla, ma anche il fatto stesso di avere una visione religiosa della vita. Anche un ateo onesto si ribellerebbe, perché si attenta comunque e pesantemente alla libertà, di tutti.

Ora, visto che Gennari si arroga questo diritto, anche noi ci chiediamo che razza di cattolico sia Gennari. Ma forse la domanda è oziosa, perché ormai Avvenire si è gioiosamente arruolato in quel magma di conformismo che vuole portarci verso il pensiero unico e stabilito nei salotti radical chic.

Comunque, caro signor Gianni Gennari, si tranquillizzi. Può sempre svagarsi un po’ andando alle “giornate della laicità” a Reggio Emilia. Troverà persone a lei vicine, come Don Farinella, con cui respirare l’aria che fa bene ai suoi polmoni. Oppure può scrivere un articolo elogiativo sul prof. Lamberto Maffei, presidente dell’Accademia dei Lincei, che ha fornito un raro esempio di raffinatezza e di serietà, affermando che “Da certe funzioni di responsabilità ci si aspetterebbe, in ogni contesto, un maggiore controllo nella libertà di dire castronaggini”. Come vede, ha buona compagnia tra quanti sono ansiosi di mostrarsi ossequienti al conformismo.

A Riscossa Cristiana continuano ad arrivare adesioni alla lettera di solidarietà al prof. Roberto De Mattei. E, se lei sa leggere meglio rispetto a come scrive, provi a scorrere l’elenco dei firmatari. Troverà alcune firme di teologi illustrissimi, che forse ne capiscono un po’ più di lei. Forse le verrà il sospetto che De Mattei sia proprio un cattolico, e che non esprima “una visione antichissima di origine pagana”.

Ma questo sospetto lo terrà chiuso nel suo cuoricino, perché l’ansia di essere “à la page” è troppo forte. Si rotoli bene nel suo conformismo. Lei è uno di quelli che sapranno sempre restare a galla. Noi preferiamo restare uomini liberi, anche se difficilmente questo ci porterà qualche vantaggio…

Tanti auguri.

 

PS: viviamo in tempi davvero difficili. Lei, che è uomo di cultura, di certo sa che Teofilo Folengo scrisse nel 1517 (sotto lo pseudonimo di Merlin Cocai), il famoso “Liber macaronices”. Motti e aforismi in latino “maccheronico”, storpiato per ottenere un effetto comico.

In uno di questi aforismi si legge che “in tempora diluviorum, omnia XXXXXXXX galleggiant” Se saprà indovinare la parola celata sotto le otto “x”, riceverà in premio una maxi foto di Margherita Hack

PER ADERIRE ALLA LETTERA DI SOLIDARIETA’ AL PROF. ROBERTO DE MATTEI, CLICCATE QUI

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