I pro-life per le strade di Roma

(su l’Osservatore Romano del 15-05-2012) In quindicimila alla marcia nazionale contro l’aborto.
Dal Colosseo a Castel Sant’Angelo: in quindicimila, secondo gli organizzatori, hanno partecipato domenica alla marcia nazionale per la vita. Un’iniziativa nata per affermare che «la vita è un dono indisponibile di Dio» e per dire nuovamente «no alla legge 194», approvata 34 anni fa.

L’appuntamento promosso dall’associazione Famiglia domani e dal Movimento europeo per la difesa della vita e della dignità umana (Mevd), con l’adesione di circa 150 gruppi e organizzazioni, ha dichiarato Virginia Coda Nunziante, portavoce della marcia, «segna una svolta storica in Italia, perché dimostra l’esistenza di un movimento pro- life deciso ad affermare pubblicamente i propri convincimenti».

L’incontro si è aperto con gli interventi delle delegazioni straniere prolife provenienti da diversi Paesi europei, tra cui Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Spagna. Di particolare rilievo l’intervento di Xavier Dor, pioniere della battaglia per la vita in Francia e presidente dell’associazione “Sos Tout-Petits”, che ha sottolineato l’importanza del ruolo paterno nell’accompagnare la donna nella sua scelta per la vita.

Particolarmente significativa anche la testimonianza di Gianna Emanuela Molla, figlia di Gianna Beretta Molla, canonizzata nel 2004 da Giovanni Paolo II, che, come noto, preferì morire piuttosto che accettare delle cure che avrebbero arrecato danno alla figlia che portava in grembo. Tra le presenze, quella del cardinale Raymond Leo Burke, prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, del sindaco di Roma e di numerosi parlamentari di diversi schieramenti.

Tra i partecipanti — hanno reso noto gli organizzatori — anche esponenti della comunità evangelica italiana, alcuni buddisti e non credenti. «La marcia per la vita è volutamente laica, interconfessionale e apartitica». Per questo, i promotori hanno tenuto a precisare che «ogni simbolo politico è stato espressamente vietato e i parlamentari hanno partecipato a titolo personale». Al termine del corteo, e prima della messa celebrata nella basilica Vaticana dal cardinale arciprete, Angelo Comastri, è stato dato appuntamento al prossimo anno

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