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I parlamentari cattolici di fronte all’UNAR

(di Danilo Quinto) Sembra che parte dei parlamentari aderenti a Scelta Civica abbiano scoperto che il Governo Renzi, così come quelli precedenti, voglia perseguire una strategia di genuflessione nei confronti della cultura omosessualista dominante.

Al Senato hanno presentato nei giorni scorsi un’interpellanza al Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere «quali iniziative intenda assumere per rispondere all’allarme educativo creato in molte famiglie dalle iniziative dell’UNAR; in qual modo intenda muoversi per ricondurre l’UNAR ai suoi compiti istituzionali evitando per il futuro che tale ufficio possa occuparsi di rieducare gli italiani e in particolare gli studenti al  politically correct  di quello che agli interpellanti appare il «pensiero unico» delle associazioni LGBT; se non ritenga opportuno sostituire urgentemente il direttore dell’UNAR, che secondo gli interpellanti ha abusato della delega ricevuta, sostituendosi all’autorità politica in iniziative che coinvolgono aspetti molto rilevanti della vita sociale e ambiti molto delicati del processo educativo delle giovani generazioni; se risulti alla Presidenza del Consiglio che lo stesso funzionario sia stato già oggetto di censure analoghe a quelle richieste dal Vice Ministro  pro tempore Guerra nel corso di  precedenti incarichi presso altri uffici governativi; se la nota del Vice Ministro  pro tempore Guerra sia stata effettivamente inserita, come da lei richiesto, nel fascicolo personale del funzionario e, in caso contrario, quali siano le ragioni del mancato inserimento; se sia stato avviato in Commissione disciplinare un procedimento contro il funzionario per il danno di immagine provocato alla pubblica amministrazione e quali siano le risultanze di tale  procedimento; chi abbia autorizzato la spesa di fondi europei generata dalle iniziative del predetto direttore dell’UNAR e, nel caso essa non fosse stata autorizzata, quali iniziative si intendano assumere nei confronti dello stesso funzionario; se non intenda risolvere immediatamente il contratto con l’istituto Beck, in essere dal 2012 per evidente uso a fini ideologici del rapporto con la pubblica amministrazione».

Gianluigi Gigli – primo firmatario dell’interpellanza, insieme ai colleghi Dellai, Binetti, Sberna, Iori, Patriarca – dopo aver ascoltato la risposta del sottosegretario Sesa Amici, che ha sottolineato come sia importante che l’UNAR svolga un lavoro autonomo ed imparziale, per promuovere la parità in qualunque settore, a partire dalla scuola, ha affermato che se «il Governo dovesse continuare su questa strada, sarebbe per me personalmente un motivo serio per ripensare il sostegno che sto dando nell’azione parlamentare». Un’anima che si è data coraggio, insomma. Non c’è che da augurarsi che le intenzioni manifestate da Gigli siano condivise dai suoi colleghi parlamentari di Scelta Civica, movimento che ricevette un anno fa la “benedizione” perfino della Conferenza Episcopale Italiana, che ha poi dirottato le sue “attenzioni” sul Nuovo Centro Destra di Angiolino Alfano, i cui esponenti – cattolici – rimangono in silenzio nei confronti della strategia adottata dal Governo che hanno concorso a formare e di cui fanno parte.

Una strategia che oltre a ledere la libertà religiosa e la libertà di espressione – ci riferiamo alla proposta di legge sull’omofobia di Ivan Scalfarotto, promosso a sottosegretario – intende sottrarre ai genitori il diritto-dovere d’insegnare ai bambini i principi del diritto naturale, che superano qualsiasi legge, qualsiasi direttiva europea e qualsiasi opuscolo ministeriale.

Se volessero stare dalla parte della Verità e non essere conniventi, ai cattolici che sono presenti in Parlamento consigliamo di praticare l’istituto obsoleto delle dimissioni. (Danilo Quinto)