I nuovi untori delle odierne democrazie

(di Alfredo De Matteo) Le attuali democrazie relativiste negano l’esistenza di principi e valori universali e di conseguenza dichiarano lecito qualsiasi comportamento o inclinazione umana, anche (o soprattutto) se esso calpesta brutalmente i diritti fondamentali delle persone, come il diritto alla vita (aborto, eutanasia, divorzio ecc.). Malgrado ciò, gli stessi governi non esitano a condannare i comportamenti particolarmente nocivi alla società civile e considerati tali sulla base di criteri di opportunità sociale, politica o economica.

Quello della lotta all’evasione fiscale è un tema definito di cruciale importanza per le sorti, anche morali, dell’Europa; questo perché nell’attuale situazione è funzionale al sistema identificare il classico capro espiatorio su cui addossare tutte le responsabilità della persistente e profonda crisi economica in atto.

In realtà, i veri motivi di tale crisi vanno ricercati, piuttosto che nell’evasione fiscale, nella politica dissennata ed antiumana scientemente portata avanti dalle lobby di potere europeiste negli ultimi decenni. Il 22 agosto in una intervista al quotidiano della CEI “Avvenireˮ, l’ex presidente della autorità garante per la privacy, Francesco Pizzetti, ha lanciato una proposta che ha avuto grande risonanza nel mondo politico ed istituzionale: togliere il diritto di voto ai grandi evasori.

Il principio  richiamato dal giurista rimanda alla norma costituzionale secondo cui «il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale». In sostanza, la proposta lanciata al mondo politico è di varare una norma che faccia rientrare l’evasore fiscale nella categoria della indegnità morale.

Sul quotidiano dei vescovi italiani molto risalto è stato dato all’iniziativa ed alle svariate ipotesi di pena pensate per l’evasore fiscale: c’è chi propone la galera oltreché l’interdizione al voto; addirittura, c’è chi invoca l’ergastolo, l’eliminazione dall’assistenza sanitaria e dall’accesso a tutti i servizi pubblici, la revoca della cittadinanza e della nazionalità. Ci manca solamente la pena di morte in questo elenco di misure punitive contro l’evasore fiscale riportato, come se nulla fosse, dall’“Avvenireˮ! Ora, Lo Stato di polizia introdotto in Italia dal governo Monti ha i suoi nuovi untori. (Alfredo De Matteo)

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