I nostri figli senza Sacramenti. Fino a quando?

(di Mauro Faverzani) Ha suscitato un vasto dibattito l’editoriale pubblicato in merito al percorso di iniziazione cristiana, varato dalla Diocesi di Padova (CR n. 1246 del 12 giugno 2012), sulla falsariga di quanto già avvenuto anche altrove. Un percorso, che di fatto – moltiplicando gli incontri per i piccoli e per i loro genitori, nonché i “riti” (quello della consegna della Bibbia, del Credo, del Padre Nostro e via dicendo) – rischia di procrastinare troppo le tempistiche, allontanando pericolosamente le anime dai Sacramenti.

Esattamente l’opposto di quanto auspicato da San Pio X nel decreto Quam Singulari del 1910, con cui anzi anticipò l’ammissione alla Prima Comunione già ai 7 anni, affinché nel cuore dei piccoli Gesù entrasse prima di satana, specie in un contesto sociale già allora ritenuto ricco di tentazioni. A fronte dei numerosi commenti giunti in merito alla nostra Redazione, riteniamo opportuno pubblicarne uno tra i più significativi, affinché la lettura possa contribuire alla comune riflessione e alimentare magari nuove testimonianze.

 

Padova, 26 giugno 2012

Qualche giorno fa un mio caro amico mi ha girato via mail questo vs. articolo.

Io sono della città di Padova, sono sposata, ho 2 figli; per otto anni ho donato parte del mio tempo alla mia Comunità Parrocchiale, facendo catechismo.

Devo dire che mi ritrovo molto nelle Vostre considerazioni in quanto esprimono ciò che penso riguardo alla proposta di posticipare le tappe dell’Iniziazione Cristiana e quindi dei Sacramenti.

Vorrei raccontarVi un po’ la mia esperienza ma soprattutto mi spinge a scriverVi  il fatto che, come madre, sono molto preoccupata per il futuro dei miei figli:

che tipo di comunità stanno venendo su in questa diocesi? A che età, soprattutto il mio figlio più piccolo, potrà ricevere i Sacramenti della Confessione, Comunione e Cresima? Quando? Quando sarà pre-adolescente o adolescente ( età mica tanto semplice) ?  Come faranno a stare senza la Grazia  Divina, che sgorga dai Sacramenti, fino a questa età?

Perché devo privare di un Dono Divino così grande  i miei figli ?

Davvero questo posticipare i Santi Sacramenti farà affluire numerose famiglie, i genitori, alle parrocchie?!!

La mia esperienza di 8 anni di catechesi “alternativa” (alternativa a quella tradizionale) cioè di catechesi familiare è piuttosto deludente.

Mi tornano in mente le innumerevoli ore dedicate alla programmazione degli incontri di catechesi famigliare.

Spesso dei catechisti ed anche il sacerdote avevano paura di dire la Verità .

Si parlava dei Sacramenti parlandone come segni e non come Sostanza e Presenza Divina.

Mi risuonano nelle orecchie le frasi di alcuni catechisti in merito a determinate proposte;   in sede di programmazione, ho sentito affermazioni come “l’Eucaristia è un segno… l’Eucaristia è il simbolo dell’ultima cena…la Cresima è un segno”…oppure…

no, non si può parlare dell’inferno, sono troppo piccoli…non si può parlare dei defunti, è troppo triste,….. no l’adorazione per i bambini è troppo, no questo canto è troppo vecchio, no non parliamo del timor di Dio perchè fa paura, ….no, questa preghiera è troppo lunga”, (ricordo che i tre pastorelli di Fatima volevano dire il rosario in forma molto abbreviata e la Madonna , a questi bambini, ha detto che dovevano dire il rosario intero!! Se lo dice Lei, come possiamo pensare di fare diversamente…- ah! ricordo che le apparizioni di Fatima sono state riconosciute come vere dalla Chiesa )

…quanta povertà!!! Com’è riduttivo parlare di segni anziché di sacramenti….di preghiera, di Amor di Dio.

Con la preoccupazione “accettabile “ di offrire un percorso più appetibile alle famiglie, ai genitori dei ragazzi, nella mia parrocchia si è sempre cercato di   proporre segni che, appunto, lasciassero il segno nei genitori.

Indubbiamente, metodologicamente parlando, un’attività o un segno (ad es. “consegna del Credo”) sono cosa buona se sono però, a mio avviso, a contorno di una Sostanza ben più concreta che è appunto Gesù Cristo.

I vari tentativi di “migliorare “ la catechesi tradizionale hanno, secondo me, lasciato da parte il fatto che Gesù stesso ha detto “senza di Me non potete fare nulla “.

Ho spesso avuto l’impressione che fosse più importante la forma piuttosto che la Sostanza.

Dato che si fa riferimento al modello finora adottato, dicendo“che non è più funzionale” allora chiedo cosa c’è di funzionale nello  sforzo di preparare i bambini,  i ragazzi ed i loro genitori ad essere dei “buoni cristiani” ma nel senso “formalistico” del termine?.

La filantropia umana indubbiamente è cosa buona ma non ha alcun valore se non viene attuata per un amore più grande che è l’Amore di Dio.

Mi hanno insegnato che “vale di più sollevare uno spillo arrugginito da terra, per amore di Dio che fare un’azione molto lodevole ma solo per amore per gli uomini”.(Questa frase la diceva qualche santo ma ora non mi viene il nome)

Il buonismo credo abbia sostituito la vera Carità cristiana, che è ben diversa dalla filantropia appunto.

Penso che la catechesi possa essere migliorata nei dettagli, ma non c’è nulla da cambiare se la Sostanza è quella Vera, quella che ti porta a Gesù.

Ecco io credo di aver visto che la gente si allontanava perché non trovava nulla di concreto, di Vero, di soddisfacente e questo naturalmente è solo Gesù.

Spesso i genitori mi dicevano a fine riunione, che avevano perso tempo, che non volevano più venire, che si sentivano trattati come bambini e che non trovavano niente di valido.

Perfino i ragazzini spesso se ne uscivano dal catechismo dicendo che avevano solo giocato o che non avevano fatto niente.

Non credo affatto che chi non ha interesse al catechismo, rimanga disinteressato. Rimane tale se non doni la Verità perché è solo Gesù che attira davvero.

Tanto per essere chiari nella mia annata ( un’annata ha dai 40 ai 70 bambini/ragazzi) eravamo 10 catechisti e i genitori ai quali faccio riferimento non sono solo quelli del mio piccolo gruppo, una dozzina, ma anche ad altri della mia stessa annata ma anche di altre annate, inoltre queste considerazioni sono state da me condivise con altri catechisti.

Questa esperienza mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca e una spiacevole sensazione di aver perso tempo, anche se niente è perso quando si fa qualsiasi cosa per Amor di Dio.

Non ho la pretesa di raccogliere dove penso di aver buttato un piccolo seme, ma la pretesa di non perdere tempo quella sì che la voglio avere.

Nel mio cammino di fede e crescita spirituale ho avuto la grazia di incontrare un sacerdote, divenuto nel tempo mio direttore spirituale ,che mi ha sempre detto la Verità, anche quando non mi piaceva e non la capivo, anche quando mi era scomoda. Mi ha sempre invitato e spinto a pregare, non mi ha mai dato “segni – chiavi in mano” a risolvere i miei problemi ma bensì mi ha nutrito della Parola, La sola in grado di farmi crescere.

Ho anche avuto la grazia di incontrare sacerdoti che sì, hanno cambiato qualcosa nel modo di fare catechesi , ma non nella sostanza. Mi vengono in mente in particolare i seminari (ce n’è per tutti i gusti e tutte le esigenze) di Mons. Renzo Bonetti, parrocchia di Bovolone (Vr) il quale, nei suoi seminari usa svariati segni per far “fermare “ un concetto ma il bello è che tutto si basa sulla Parola, la Bibbia, la preghiera – tantissimissima preghiera!!!- l’Adorazione e i Sacramenti; il segno è un mezzo, non è la sostanza appunto, quindi siamo ben lontani dalla proposta che viene fatta nella mia diocesi, in particolare da certi sacerdoti.

Tornando ai Sacramenti, dato che  non sono un punto di arrivo , come molti ricordano, ma fonte inesauribile di Grazia Divina, credo sia da “folli”, scusate il termine, pensare di non ammettere i fanciulli alla Prima Comunione ancora piccolissimi, (debitamente preparati, appena abbiamo raggiunto l’uso della ragione , 4-5- anni)come molti santi invitano a fare (vedi S.Pio X, San Padre Pio, don Bosco…) prima che Satana entri in loro, come dite anche Voi, appunto.

Non saranno mica santi per niente questi qua, o no?!! Se dunque i Sacramenti sono fonte di Grazia Divina, non posso pensare neanche per un minuto che il mio figlio più piccolo debba aspettare l’età adolescenziale per ricevere Gesù vivo nell’Eucaristia, o il sacramento della Confessione, quando?

Vi ringrazio, perché finalmente qualcuno comincia a dire la verità e spero sia solo l’inizio perché davvero, non si può più stare a guardare, oltre che pregare, naturalmente!
Chiedo scusa se ho un po’ spaziato ma volevo dare la mia testimonianza.

Distinti saluti.          Lettera firmata

PS:…ma forse prima di formare i genitori dovremmo pensare che i catechisti andrebbero ben valutati dal parroco prima di affidargli la catechesi dei nostri ragazzi…si può crescere insieme certo ma bisogna avere anche un Buon Pastore…ma questa è un’altra faccenda.

 

 

 

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