I Neo-Templari del Prof. Aleksandr Dugin: Nazional-bolscevismo e la Via della Mano Sinistra…

I Neo-Templari del Prof. Aleksandr Dugin: Nazional-bolscevismo e la Via della Mano Sinistra…
FONTE IMMAGINE: CNN (https://edition.cnn.com/)
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Tra luglio e agosto 2021, su “Corrispondenza Romana”, ho pubblicato uno studio in quattro puntate dal titolo “La metafisica del Caos e il Soggetto Radicale di Aleksandr Dugin” (qui. https://www.corrispondenzaromana.it/la-metafisica-del-caos-e-il-soggetto-radicale-di-aleksandr-dugin-1a-parte/; qui: https://www.corrispondenzaromana.it/la-metafisica-del-caos-e-il-soggetto-radicale-di-aleksandr-dugin-2a-parte/; qui: https://www.corrispondenzaromana.it/la-metafisica-del-caos-e-il-soggetto-radicale-di-aleksandr-dugin-3a-parte/; qui: https://www.corrispondenzaromana.it/la-metafisica-del-caos-e-il-soggetto-radicale-di-aleksandr-dugin-4a-ed-ultima-parte/), poi pubblicato sotto forma di libretto, nel 2022, dalle Edizioni Fiducia con il titolo “La metafisica del Caos di Aleksandr Dugin”. 

Prima e dopo di me, anche il Prof. Roberto de Mattei ha scritto sulla figura di Aleksandr Dugin (qui: https://www.corrispondenzaromana.it/george-soros-e-alexander-dugin-due-facce-di-una-stessa-medaglia/, 9 giugno 2021; qui: https://www.corrispondenzaromana.it/dugin-putin-e-gli-scenari-del-caos/, 24 agosto 2022; qui: https://www.corrispondenzaromana.it/la-russia-diffondera-i-suoi-valori-nel-mondo/, 9 novembre 2022; qui: https://www.robertodemattei.it/papa-francesco-e-il-conflitto-globale-nel-2024/, 10 gennaio 2024).

 In Italia gli scritti del politologo russo sono pubblicati dall’editrice AGA di Maurizio Murelli, un esponente di spicco nella destra radicale italiana (qui: https://www.quotidiano.net/cronaca/la-sponda-nera-italiana-i-seguaci-dellideologo-8be5f120, 22 agosto 2022). In un video del 2020, Murelli e il suo amico Rainaldo Graziani avrebbero dichiarato di chiudere con l’ambiente e la cultura neofascista per radicarsi altrove, in particolare nella Quarta Teoria Politica di Dugin (qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Maurizio_Murelli). Sembra che lo “strappo” sia stato confermato dal Murelli anche con un articolo (qui: http://www.fascinazione.info/2022/08/cammerati-addio-lo-strappo-di-murelli.html).

Su “Repubblica” del 15 febbraio 2024, leggiamo che i suddetti Maurizio Murelli, Rainaldo Graziani e sua moglie Ines Pedretti hanno partecipato a un ricevimento dell’Ambasciata Russa in Roma per festeggiare i diplomatici del Cremlino e commemorare la figlia di Aleksandr Dugin, Darya Dugina, a circa un anno e mezzo dalla morte   (qui: https://www.repubblica.it/politica/2024/02/15/news/ambasciata_russa_neofascisti_interrogazione_pd_parlamento-422140144/; qui: https://formiche.net/2024/02/dugina-ricordo-paramonov-cina/#content). Secondo fonti americane (il “Washington Post”, che citerebbe funzionari ucraini e americani), Darya è rimasta vittima di un attentato preparato da agenti di servizi ucraini, il cui vero obiettivo era suo padre Aleksandr (qui: https://www.repubblica.it/esteri/2023/10/23/news/dugina_omicidio_007_ucraini_cia-418593935/; qui: https://www.agi.it/estero/news/2023-10-24/bomba-uccide-dugina-russia-trasportata-gatto-23625227/). È bene precisare, a scanso di equivoci, che, dal punto di vista cristiano, una cosa è la critica scientifica e pacifica all’ideologia di un filosofo come Dugin, ma un’altra cosa è addirittura pianificarne l’eliminazione fisica e questa  è ovviamente da condannare.

 Riassumendo i dati sopra riportati, è possibile concludere che: 1) il Dr. Murelli è persona gradita all’Ambasciata Russa in Italia per la sua opera editoriale pro-Dugin; 2) il Prof. Aleksandr Dugin continua ad essere un punto di riferimento culturale nella Russia odierna e, perciò, una persona rispettabile agli occhi dell’establishment russo (qui: https://centrostudiamericani.org/russia-scoppia-il-caso-ilyin-dugin-imbarazzo-del-cremlino/).

Desidero ritornare sul pensiero del celebre politologo russo, specialmente dopo aver letto di recente il suo libro “I Templari del proletariato. Metafisica del Nazional-bolscevismo” (edizione russa: 1997), edizione italiana di AGA Editrice di Maurizio Murelli, finito di stampare nel 2021.

All’epoca dei miei 4 articoli su “Corrispondenza Romana”, ancora non conoscevo questo libro di Dugin, nel quale trovo ulteriori conferme a quanto ho già scritto e pubblicato nel 2021 e 2022 (vedi sopra).   Anche in “I Templari del proletariato. Metafisica del Nazional-bolscevismo”, il Prof. Dugin elogia la Gnosi, la Via della Mano Sinistra, facendosi così promotore di un pensiero che non è affatto cristiano (né cattolico romano, né ortodosso) e che può indurre a una prassi davvero diabolica, eversiva e omicida.

All’inizio del libro c’è la “Nota dell’editore” Maurizio Murelli (pp. 7-12), poi l’ “Introduzione all’edizione italiana. Un documento del passato o un programma per il futuro?”, scritta da Aleksandr Dugin (pp. 13-20). Secondo Dugin, l’estrema Destra e l’estrema Sinistra, dunque il Nazional-Bolscevismo, devono unirsi nella lotta contro il Liberalismo occidentale totalitario (cf. p. 15). Dugin esalta i Templari nel senso inteso da esoteristi (“di destra”) come René Guénon e Julius Evola, ossia quali custodi-guerrieri di una società tradizionale e gerarchica (cf. p. 17)… Già, ma di quale Tradizione sta parlando Dugin? Quella iniziatica, esoterica, gnostica. Non certo quella cattolica e apostolica.

Entriamo nel libro di Dugin e vediamone alcune tesi portanti. Il corsivo è del testo, il grassetto è mio.

Dugin scrive: «Il nazional-bolscevismo è la meta-ideologia comune a tutti i nemici della società aperta. Non solo una delle ideologie ostili a tale società, ma la sua antitesi totale ed essenziale. È una sorta di visione del mondo fondata sulla negazione totale e radicale dell’individuo e del suo ruolo centrale; in essa l’Assoluto, in nome del quale l’individuo viene negato, è inteso nel suo senso più vasto e generale. Possiamo addirittura affermare che il nazional-bolscevismo è all’origine di ogni idea di Assoluto, di ogni rigetto della società aperta» (p. 27).

Nel suo concetto di Assoluto, Dugin si ispira all’Induismo: «Potremmo dire che la massima metafisica suprema del nazional-bolscevismo è la formula induista l’Atman  è il Brahman» (p. 29). Dugin spiega che l’Atman è il Sé, lo Spirito interiore che è nell’uomo, al di là del sé individuale… Il Brahman è l’Assoluto… L’Atman deve congiungersi al Brahman, l’uomo deve superare, oltrepassare, il suo «piccolo sé individuale» (cf. p. 29).

Il pensiero di Dugin trasuda di odio ideologico verso tutto ciò che non è russo : «la Russia ideocratica-terrestre […] contro l’Occidente anglo-sassone plutocratico-insulare. L’orda degli angeli dell’Eurasia contro gli eserciti del capitalismo atlantico» (p. 41).

Dugin condivide il punto di vista di Guénon e di Evola: «[…] In altri termini, dal momento che le istituzioni conservatrici tradizionali – la monarchia, la Chiesa, la gerarchia sociale, il sistema delle caste, eccetera – degenerano, ad acquisire pertinenza sono le pratiche iniziatiche particolari, pericolose e rischiose, legate alla Via della Mano Sinistra» (p. 46).

«Il tradizionalismo proprio del nazional-bolscevismo, in generale, è certamente l’esoterismo di sinistra, le cui caratteristiche ripetono i princìpi del Kaula tantrico e la dottrina della trascendenza distruttrice» (p. 46).

«Il dominio del nazional-bolscevismo, il Regnum, l’Impero della Fine è la realizzazione perfetta della più grande rivoluzione della storia, continentale e universale. È il ritorno degli angeli, la resurrezione degli eroi, la rivolta del cuore contro la dittatura della ragione. Questa Ultima Rivoluzione è il compito dell’Acefalo, il portatore senza testa della croce, della falce e martello, coronato dall’eterno swastika solare» (p. 48).

«La Russia è divenuta il regno eletto, i russi ricevono davvero una missione escatologica da compiere» (p. 56).

Dugin congiunge: «nazional-bolscevismo», «Stato russo come via messianica per gli eletti», «impresa escatologica della comunità ortodossa con tutti gli estremi, tutti gli eccessi e i paradossi […]» (cf. p. 79). Ecco servita la giustificazione ideologico-messianica dell’Eurasia e della guerra (anche atomica) all’Occidente!

In effetti, più avanti, c’è il paragrafo «La legittimazione dell’aggressione nella Tradizione» (pp. 118-119), e non è la Tradizione cristiana, bensì quella pagana, gnostica…

Secondo Dugin, la «Tradizione» considerava l’esistenza stessa dei confini come «espressione dell’incompletezza del cosmo in relazione alla sua causa, pensata come qualcosa di assoluto e unico, al di là da ogni limite» (p. 118). Perciò l’aggressione, ovvero l’estensione oltre i propri confini, era considerata come «l’impulso profondo di un movimento verso il divino […]» (p. 118). Così «tutte le pratiche metafisiche e ascetiche» sono «pure forme di aggressione; in tali pratiche gli iniziati cercano di trasgredire tutti i limiti […]» (p. 118).  L’«adorazione diretta» è il fine del «massimo impulso aggressivo» perché «il divino coincide con la rimozione di tutti i confini e i limiti che costituiscono l’essenza del non-divino, dell’immanente» (p. 118).  Quindi Dugin spiega che «Satana» vuol dire “ostacolo”, “confine”, da ciò scaturisce la «tappa successiva», ossia la «“demonizzazione del nemico”» (cf. p. 118). Ed ecco così giustificata la guerra russa all’Occidente! Pura ideologia, gnostica.

Con un ragionamento contorto, capovolto, ideologico, Dugin rimprovera il mondo moderno, l’umanesimo, l’illuminismo, ecc., di aver rovesciato la Tradizione come intesa sopra, e di aver «inculcato una visione unilaterale dell’aggressione, basata esclusivamente sul punto di vista della vittima» (cf. p. 119).  Dugin rimprovera alla modernità, all’Occidente, al liberalismo, di aver presentato l’aggressione come una trasgressione illegale, e di aver esaltato invece l’individuo, il suo diritto naturale (cf. pp. 119-121)… Dugin ammette che «il terrorismo» diviene «l’ultimo rifugio» di chi aspira «alla totalizzazione di un mondo nel quale quest’ultima è messa fuori legge» (p. 122). È logico affermare che nel nome della sua idea di Tradizione, Dugin, in tal modo, giustifica – o almeno induce altri a giustificare – aggressione, guerra, terrorismo… Ma dalla giustificazione culturale/ideologica alla messa in pratica, il confine è lungo o breve? Dipende dai discepoli di queste teorie duginiane.

Dugin esalta il «“soggetto senza limite”», il «soggetto assoluto», che indica «in modo purissimo il senso metafisico dell’aggressione» e può attuare «l’atto finale del dramma escatologico» (cf. p. 124). Tale Soggetto corrisponde in sostanza alla figura dell’Operaio (“Der Arbeiter”) teorizzata dallo scrittore tedesco Ernst Jünger (cf. pp. 125-128), anche lui punto di riferimento culturale in quella destra radicale italiana la quale elogia il pensiero di Dugin e quindi la sua idea di Russia e di Eurasia…. Più avanti, Dugin scrive: «Prima di morire, lo scrittore fascista francese Robert Brasillach pronunciò una singolare profezia: “A Oriente, in Russia, vedo ascendere il fascismo, il fascismo immenso e rosso”» (p. 145).

Dugin dimostra anche varie conoscenze in campo esoterico. Nel capitolo “Il potere dei bambini incoronati” (pp. 163-169), scrive: «La Tradizione trattava i fanciulli come esseri speciali, direttamente legati al mistero dell’anima universale. […]. La magia operativa cerimoniale richiede la partecipazione dei bambini ai rituali […]» (p. 163).  In «una civiltà sacra», il bambino «era considerato quasi soprannaturale, uguale a sacerdoti e veggenti» (p. 164). «Il bambino incarna il possibile» (p. 165). «Il bambino non appartiene alla terra. Più precisamente, è al di sopra della polarizzazione sessuale, della rigida distribuzione dei ruoli» (p. 165). «Non è un caso che in alchimia – la scienza che afferma come tutti gli oggetti (compresi i minerali) abbiano un’anima e come tutti gli esseri siano occultamente androgini –, il simbolismo dell’infante sia sviluppato al massimo grado» (pp. 165-166). Dugin prosegue: «La Pietra Filosofale – coronamento dell’Opera al Rosso, la rubedo – è raffigurata come un bambino che gioca» (p. 166). Crescendo, i fanciulli perdono «la sottile connessione con i mondi invisibili» (p. 167)… Dugin auspica uno Stato, una società retta da «bambini incoronati» o «da quelli più vicini a uno status fanciullesco: veggenti, santi, profeti, credenti nei miracoli, nei giusti, in contatto con il mondo dell’anima prima della nascita» (p. 168).

Poi Dugin dedica un capitolo al matriarcato (pp. 170-174), elogiando «la venerazione del principio superiore in quanto femminile» (p. 171). «La perdita del matriarcato ha rappresentato una catastrofe nel mondo della Tradizione» (p. 171). «Il tantrismo indù, il mito della Sofia gnostica e l’idea cabalistica della Shekinah, presenze femminili di divinità, sono motivi che risalgono ai più antichi periodi del matriarcato ario» (p. 172). «Pertanto, […], la restaurazione del matriarcato nordico iperboreo, il trionfo tantrico della Shakti, l’enunciazione della grande formula degli iniziati indù “Io sono Lei” (identica all’affermazione “Io sono il Sole”), è la nostra causa sacra, il compito della nostra rivoluzione. Impresa nazionale, messianica della Russia, causa del socialismo» (p. 174).

Molto interessante è anche il capitolo “Lo gnostico” (pp. 181-185). Dugin elogia «la Via della Mano Sinistra», che è «distruttiva, terribile, è il regno della furia e della violenza» (cf. p. 183). «Catene di iniziati» la percorrono e sanno che condurrà a «il trionfo della liberazione totale» (p. 183). «La Via della Mano Sinistra si chiama gnosi, conoscenza» (p. 183).  Essa è seguita dal «rosso» e dal «nero» (nazional-bolscevismo), è la via dello gnostico che «ha tutte le ragioni per trionfare interiormente» (p. 185).

(Circa l’Androgino, il Femmino, il Caos, la Via della Mano Sinistra in Dugin, già ho scritto qui: https://www.corrispondenzaromana.it/la-metafisica-del-caos-e-il-soggetto-radicale-di-aleksandr-dugin-1a-parte/ e qui: https://www.corrispondenzaromana.it/la-metafisica-del-caos-e-il-soggetto-radicale-di-aleksandr-dugin-2a-parte/).

Più avanti Dugin elogia i Templari quali «portatori» di «conoscenza esoterica» (p. 193). Poi dedica un capitolo a “Il pentagramma” (pp. 199-208), ossia la Stella a cinque punte, che «nella Tradizione» indica l’«“esercito angelico”» (p. 200). Dugin si sofferma sulla «stella del mattino», chiamata anche «Venere» o «Lucifero»… Tale stella è simbolo «dell’angelo caduto», della «dea dell’amore e dell’erotismo», e anche di Cristo (cf. pp. 202-203).

Dugin sa bene che la stella a 5 punte, simbolo importante nella Massoneria, nei Rosacroce, nell’occultismo, è diventata simbolo del bolscevismo. Dugin sa che l’umanesimo rivoluzionario ha radici iniziatiche, gnostiche (cf. pp. 207-208). «La stella rossa splende sopra il Cremlino, centro della Terza Roma, della Terza Internazionale. È l’immagine del centro del mondo, del polo» (p. 208). Più avanti, Dugin parla della «“dottrina della Stella”», ossia il superamento di ogni dualismo (cf. pp. 221-222). «L’alto e il basso cambiano di posto, il matrimonio impossibile e impensabile di Paradiso e Inferno, che il brillante William Blake aveva intuito, si realizza. È la cosiddetta “dottrina della Stella”» (p. 222), che è anche dottrina dell’Ordo Templi Orientis di Aleister Crowley (cf. p. 222).

Più avanti, Dugin scrive: «È ora il momento di chiederci: qual è la differenza tra l’iniziazione e il dogma religioso ordinario?» (p. 236). Dugin risponde: «La religione è spiritualmente analoga al mondo newtoniano: tutte le affermazioni sono sorprendentemente simili alla verità, infinitamente vicine ad essa, ma comunque un po’ diverse. […] L’iniziazione segue un percorso radicalmente diverso. È una differenza di capitale importanza. La ricerca dell’assoluto elimina i compromessi. Dobbiamo scendere all’inferno, immergerci nel caos» (p. 236). Poco oltre, Dugin afferma: «Solo attraverso questa esperienza traumatica è possibile emergere dall’altra parte della materia, in modo radicale e irrevocabile. Ecco il grande ideale della liberazione. Il percorso è estremamente pericoloso, ma inevitabile» (pp. 236-237). «La conoscenza del male non è, in fin dei conti, il male. Se non ci fosse, non ci sarebbe nemmeno la salvezza. Felix culpa. Eva ha fatto la cosa giusta. Eva è la vita. […]. Il creazionismo, il razionale sono senza speranza. La loro esattezza è ripugnante» (p. 237).

Il colore «rosso-bruno» non indica solo l’alleanza nazismo-bolscevismo, ma anche il «dio indù Shiva» la cui personalità è vicina all’elemento «rosso-bruno»… Shiva è il protettore del tantrismo (cf. pp. 262-263)… 

Più avanti, Dugin mostra una concezione gnostica della vita cristiana, allorché ritiene superati i 10 Comandamenti per un cristiano (cf. pp. 350-351): «L’umanità del Nuovo Testamento è fondamentalmente diversa da quella antica, giudaica (o pagana). È sotto il segno dell’amore trascendente; quindi, le dicotomie della legge – adorare o non adorare, uno o molti, rubare o non rubare, sedurre o non sedurre, uccidere o non uccidere – in ultima analisi non hanno più senso. […]. In ogni caso, la piena esistenza cristiana non ha nulla a che fare con i dieci comandamenti dell’Antico Testamento, superati una volta per tutte dal santo battesimo. C’è solo la realizzazione della grazia» (p. 350).

Più avanti, Dugin afferma: «Più un uomo è santo, più appare miserabile, peccaminoso, malvagio davanti al volto della Trinità irradiante. […]. Il rispetto dei dieci comandamenti non ha significato decisivo per il cristiano ortodosso. […]. In mancanza d’amore, i dieci comandamenti portano all’inferno. Se l’amore c’è, allora non hanno senso. Tutto ciò è stato compreso chiaramente dagli intellettuali russi radicali» (p. 351).

Poi Dugin dedica un capitolo allo scrittore russo Pimen Karpov (1886-1963) e al suo romanzo gnostico “Fiamma”, pubblicato nel 1913, ripubblicato nel 1924, e poi nel 1991. Dugin scrive: «Il punto è che Pimen Karpov ha codificato nel suo romanzo un messaggio esoterico unico, un grandioso mito gnostico […]. Ha svelato i segreti della profonda sacralità russa, messo a disposizione del pubblico gli insegnamenti nazionali segreti […]» (p. 359).

Il romanzo parla di: «oscurità, crimini sanguinosi, feroce sadomasochismo, perversioni, morti, marciume, messe nere, sacrilegi, bestemmie […], suicidi materni, stupri di gruppo, torture» (p. 359).  Dugin osserva che «le descrizioni cruente e oscene hanno il solo scopo di illustrare alcuni concetti gnostici, che costituiscono la spina dorsale dell’opera» (p. 360).

Dugin fa ben capire che dai principali personaggi di “Fiamma” di Karpov emergono concetti gnostici come: la Necessità del Male, il Male quale via al Bene e al Trascendente, la discesa all’Inferno necessaria per risalire al Cielo (cf. pp. 360-364). Questa è la «tradizione gnostica, la Via della Mano Sinistra (come la chiama l’induismo)» (p. 361). Secondo Dugin, il personaggio Gideonov di “Fiamma”, capo di una setta di satanisti, ricorda Aleister Crowley e Julius Evola (cf. p. 364)…

Nel romanzo “Fiamma” (1913) il satanista Viacheslav dice: «Serviamo tutti l’Oscuro… Insieme prenderemo il mondo … Solo attraverso il dio russo l’Oscuro… Non ha eguali! Presto il mondo crederà in lui! Il pianeta sarà nostro!» (cit. da Dugin, p. 368).  Viacheslav dice anche: «Ora che abbiamo conquistato l’Europa tocca all’America. E perché? Perché l’Europa si è inchinata davanti all’Oscuro. […] E l’Oriente è nostro da molto tempo… Là, il drago e Maometto sono l’essenza dell’ipostasi dell’Oscuro…» (cit. da Dugin, p. 369). Ecco il commento, positivo, di Dugin: «L’Oscuro, dio del sangue e della vita, unisce l’estrema destra e l’estrema sinistra in un fronte unico contro la gelida civiltà liberale. I conservatori rivoluzionari tedeschi degli anni Venti e Trenta e gli eurasisti russi erano giunti alla stessa conclusione» (p. 369).

Al termine del romanzo, non si realizza l’agognata «sintesi nazional-bolscevica» o «il matrimonio tra rosso e bruno» (cf. p. 371), però avviene quanto scrive Dugin: «“L’America sotterranea”, bastione dell’oscurità non-russa, anti-russa, dell’oscurità anti-gnostica, è stata conquistata» (p. 371).

Con il Viacheslav di “Fiamma”, Dugin: a) auspica «una cospirazione globale contro il freddo» (p. 372), ossia contro la civiltà liberale, occidentale e americana (cf. p. 373); b) sostiene la necessità della «Via della Mano Sinistra, la “via del sangue”» per unirsi all’Assoluto (cf. p. 372). Dugin sa che questa «via del sangue» («crocifissione di donne, orge collettive di adepti russi del Tantra, sacrifici redentori di giovani sull’oscuro altare “satanico”», ecc.) è «la dottrina segreta descritta da Pimen Karpov» ed è «molto pericolosa» (cf. pp. 371-373).

Dugin scrive:«La Russia è un paese straordinario e le creature che lo abitano […] sono circondate da un significato metafisico, le “profondità degli abissi”. Questo è avvincente, dà speranza, è terrificante… Le idee di Karpov sono dirette a noi e sono attuali (per quanto possibile) anche oggi: “Tutti noi, fratelli delle tenebre, abbiamo una nostra luce – oscura, invisibile, non scientifica – ultravioletta… Ecco quel che erigeremo sul nostro pianeta comune e sul vostro… Ma per essere governati dai russi…”. Sangue contro freddo. La Russia danza, angelica e folle, contro l’ “America sotterranea”. È un assordante grido nostalgico per la Tradizione, contro la silenziosa degenerazione dei morti gelati. La rivoluzione mondiale è inevitabile. Impossibile sfuggire al Giudizio Universale e alla Comunione del Fuoco» (p. 373).

Nell’ultimo capitolo del suo libro, Dugin tratta del romanzo “Cavallo pallido” di Boris Savinkov (1879-1925), rivoluzionario (terrorista, assassino) e politico russo. Dugin lo ritiene «un testo brillante» (p. 376), «È un testamento. È letteratura. È una guida all’azione» (p. 376). Dugin scrive: «Savinkov è chiaramente dominato da un motivo apocalittico. “Ti donerò la stella del mattino”: questa espressione compare più volte, ipnoticamente, nel diario di un terrorista. “Stella del mattino” indica Lucifero, il giorno. Un angelo caduto ma intatto, prima creazione di Dio, archetipo atemporale del vero rivoluzionario15» (p. 376). Poi nella nota 15, il curatore dell’edizione italiana di questo libro di Dugin, Andrea Scarabelli, scrive circa Lucifero: «Su questa figura, metafisicamente e simbolicamente opposta al Diavolo e al Satana giudeo-cristiani, cfr. Otto Rahn, La Corte di Lucifero, cit.» (p. 376). Dunque Scarabelli sembra accogliere la distinzione esoterica e gnostica tra Lucifero e Satana… Anche Dugin conosce quel libro del nazista Otto Rahn (pubblicato nel 1935) in cui Lucifero viene elogiato (cf. p. 369).

Dugin prosegue, circa la stella del mattino/Lucifero: «“La stella del mattino” è una promessa ambigua, simbolo di una scelta e di una maledizione, che infesta l’arida immaginazione di un uomo che della morte ha fatto una professione, una vocazione, un destino. “La stella del mattino” è la ricompensa per lo spietato castellano, per il portatore del mistero della vendetta assoluta, che deve colpire sia il bene sia il male» (p. 376).

Dugin sembra proprio condividere l’elogio del terrorismo e dell’omicidio che Savinkov fa nel suo romanzo: uccidere diventa addirittura un atto di fede in Dio, in Cristo, un atto nel nome del popolo russo (cf. p. 376)… Poi Dugin scrive: «Il russo uccide in modo diverso. Ha dietro lo strato profondo della metafisica nazionale ortodossa, l’intero dramma tragico dell’Apocalisse […]. Il terrorista russo è la vittima. Compie un atto magico destinato a salvare non solo la società, le persone, la classe, ma tutta la realtà» (p. 377).

Dugin afferma che Boris Savinkov «è attratto dal fascismo, da Mussolini; nella Russia bolscevica , si scopre vicino ai comunisti. Questi cambiamenti politici lo rendono organicamente un nazional-bolscevico. È al di là delle dottrine partitiche. Un eroe devoto a un’idea metafisica. La morte eroica. Un assassino freddo con l’anima di un agnello» (p. 378).

Verso la conclusione del suo libro, Dugin scrive: «Leggiamo Cavallo pallido di Boris Savinkov. Respiriamo la descrizione della sua vita, del suo erotismo, della sua lotta. Vogliamo così tanto la Stella del Mattino – la vogliamo appassionatamente» (p. 379). 

Quella «Stella del Mattino», tanto bramata anche da Dugin, è Lucifero, lo stesso Lucifero del nazista Otto Rahn…

Poi segue la “Postfazione. Il Sole occulto della città luminosa” di Andrea Scarabelli (pp. 381-413) il quale riassume gli elementi salienti del pensiero Dugin, e in particolare di questo suo libro “I Templari del proletariato”: 

  • «nichilismo attivo» (p. 385);
  • la «Via della Mano Sinistra», o «Tantra» quale «metafisica del nazional-bolscevismo» (cf. pp. 393-396), la stessa «Via» in cui converge anche il filosofo neo-nazista Miguel Serrano (cf. p. 396);
  • i “Templari” di Dugin sono dunque adepti della Via della Mano Sinistra, nazional-bolscevichi (cf. pp. 400-403);
  • il Soggetto Radicale, quale incarnazione e compimento dei “Templari del Proletariato” e quindi protagonista assoluto della Via della Mano Sinistra (cf. pp. 406-413). Sul Soggetto Radicale di Dugin, ho scritto qui: https://www.corrispondenzaromana.it/la-metafisica-del-caos-e-il-soggetto-radicale-di-aleksandr-dugin-3a-parte/

Secondo Scarabelli: «è possibile vedere nella Via della Mano Sinistra de I Templari del proletariato il fondamento stesso della Quarta Teoria Politica» (p. 402, nota 56) in cui si riassume, appunto, il cuore del pensiero di Dugin.

Concludo, ribadendo che il pensiero di Aleksandr Dugin, fin qui delineato, è gnostico, esoterico, e le sue teorie costituiscono una giustificazione ideologica, folle e diabolica, della guerra, del terrorismo, della devastazione più totale e apocalittica, ecc., insomma di tutto quanto contemplato dalla “Via della Mano Sinistra” e dai romanzi di Pimen Karpov e Boris Savinkov.

Ho già scritto altrove di una certa somiglianza tra la “Via della Mano Sinistra” e la Gnosi presente nel pensiero del cabalista eterodosso Jakob Frank (https://www.corrispondenzaromana.it/quella-gnosi-tra-sabbatiani-frankisti-e-massoni-la-redenzione-attraverso-il-peccato-o-via-della-mano-sinistra/) e nella Massoneria (qui: https://www.corrispondenzaromana.it/naturalismo-gnosi-in-un-testo-massonico-del-rsaa/; qui: https://www.scuoladieducazionecivile.org/aspetti-esoterici-della-massoneria/). 

Nella Massoneria russa come vengono giudicate le tesi gnostiche di Dugin? La Gran Loggia di Russia e la Gran Loggia di Ucraina sono entrambe Massonerie regolari, riconosciute dalla United Grand Lodge of England (qui: https://www.ugle.org.uk/about-us/foreign-grand-lodges) e sono in rapporti fraterni tra loro visto che hanno inviato rispettive delegazioni alla Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia nell’aprile 2022 (qui: https://www.grandeoriente.it/la-massoneria-ucraina-e-quella-russa-si-sono-incontrate-a-rimini-durante-la-gran-loggia-del-grande-oriente-ditalia/).

Russi, cristiani ortodossi, e italiani, cattolici romani, non dovrebbero assumere le idee nichiliste, gnostiche ed eversive del Prof. Dugin. Contro la “Via della Mano Sinistra” desiderata da Dugin, ascoltiamo invece, con speranza, le parole dette dalla Madonna ai tre pastorelli di Fatima il 13 luglio 1917,  al termine della terza parte del “segreto”: «Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace». (https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20000626_message-fatima_it.html).

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