I disastri della sinistra che governa

(di Danilo Quinto) L’ultimo articolo della campagna di “la Repubblica” su Roberto Formigoni, si apre così: «Scene da una vita di corte al largo della Sardegna o di altri lidi del Mediterraneo, dove il principe è il presidente di una Regione e i servizievoli cortigiani sono uomini e donne che grazie a lui fanno affari e acquisiscono potere. Il racconto di questa piccola Versailles galleggiante è agli atti dell’inchiesta dei pm Greco, Orsi, Pastore, Pedio e Ruta sulla fondazione Maugeri nella quale è indagato, per corruzione aggravata, Roberto Formigoni. E la parte più consistente dei 7 milioni e 800mila euro calcolati dai pm come tangente pagata al governatore lombardo dai due faccendieri Pierangelo Daccò e Antonio Simone, per gli oltre 200 milioni di finanziamento regalati alle cliniche di cui erano consulenti, riguarda proprio quelle vacanze in barca. Tra acquisto, leasing, remunerazione dell’equipaggio, spese telefoniche e approvvigionamento, si arriva a 4.634.578 euro».

Accuse tutte da dimostrare, ma resta il fatto che dal novembre scorso il Presidente della Regione Lombardia conosce la gogna pubblica, un’opera di demolizione politica che obiettivamente non ha precedenti in Italia. Dall’altra parte, nel profondo sud, c’è un altro Presidente di Regione, Nichi Vendola – già rinviato a giudizio per concorso in abuso di ufficio in relazione al concorso da primario di chirurgia toracica all’ospedale San Paolo di Bari, (il processo si aprirà il prossimo 27 settembre) – che si erge a moralizzatore della vita pubblica del paese e consolida giorno dopo giorno la sua immagine nazionale di leader.

Il paradosso di questa situazione che riguarda Vendola non è costituito da parole, da «racconti» – espressione a lui tanto cara – ma da una serie impressionante e circostanziata di fatti, di numeri. É sempre “la Repubblica” a fornirli, nella cronaca locale di Bari, che qualche giorno fa riportava questi dati: all’Istituto Oncologico Giovanni Paolo II di Bari, una donna che vuole fare una mammografia, deve attendere dicembre 2013. Il secondo screening richiede tre anni e quattro mesi. Per un’ecografia all’ex Ospedale Cotugno bisogna aspettare aprile del 2013.

Per una tac o una risonanza, è necessario attendere febbraio 2013. Una visita cardiologica per pazienti oncologici richiede sette mesi di tempo e quindici per pazienti non oncologici. Novembre 2012 è il primo mese disponibile per fare una seduta di radioterapia con l’acceleratore lineare per un malato di tumore che deve effettuare in tempi rapidi la radioterapia. Al Policlinico di Bari, la prima data utile per una mammografia è fra quattro mesi, a gennaio del 2013. Servono 180 giorni per un holter cardiaco, 220 giorni per una tac all’addome.

Per un elettrocardiogramma e un ecocardiogramma, se ne parla nella prossima estate. A febbraio del prossimo anno c’è spazio per una risonanza al cervello. Per una mappatura dei nei bisogna aspettare maggio del 2013. Stessi tempi per una visita oculistica. Servono 530 giorni per una visita neuropsichiatrica infantile, 370 giorni per una visita cardiologica e 240 per una reumatologica. Se c’è un settore nel quale si misura la capacità di Governo di una Regione, è quello della sanità. In Puglia, non solo la sanità “mangia” quasi il 90% del bilancio regionale e provoca voragini di debiti, ma rende un servizio che in molti casi non esiste e nega il diritto costituzionale alla salute.

Tutto questo, mentre il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola – che governa ininterrottamente da oltre sette anni – propaganda l’eccellenza pugliese, richiede diritti interi e non dimezzati per il suo proposito di unirsi in matrimonio con l’uomo che ama e si candida a leader del centrosinistra. Se si deve guardare ai risultati del suo Governo regionale, una prospettiva inquietante per il paese. (Danilo Quinto)

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