Ha usato la chiesa per un tributo ad un attivista Lgbt, l’ira del Vescovo

ZeroloAvevamo chiesto provvedimenti o, quanto meno, una presa di posizione da parte dell’autorità competente. Ed è giunta. L’Arcivescovo di Madrid, mons. Carlos Osoro, con una breve, ma precisa dichiarazione ha formalmente ed ufficialmente intimato a padre Angelo, responsabile della chiesa di Sant’Antonio e fondatore del gruppo Messaggeri della Pace, di esser coerente con la missione ricevuta e di non utilizzare mai più l’edificio sacro per manifestazioni ideologiche o politiche. Ricordiamo che lo scorso 17 giugno vi aveva organizzato un tributo pubblico in memoria di Pedro Zerolo, leader della lobby Lgbt in Spagna ed in America Latina, recentemente deceduto. La notizia del dissacrante utilizzo del tempio è stata appresa «con dolore» dal prelato, del tutto ignaro in merito: ne è venuto a conoscenza soltanto tramite i media.

«La chiesa, aperta a tutti – ha dichiarato mons. Osoro – è un luogo di preghiera, un luogo ove celebrare i Misteri del Signore e non per manifestazioni ideologiche o politiche, di qualunque natura esse siano, del tutto estranee alla missione ecclesiale, per la quale il tempio è stato consegnato. Chiedo ai responsabili di rimanervi coerenti».

La celebrazione svoltasi ieri in Sant’Antonio ha assunto toni nettamente contrari alla Dottrina cattolica e, come prevedibile, dissacranti per il contesto in cui ha avuto luogo: l’”omaggio” reso all’ex-consigliere Zerolo si è trasformato in un manifesto-appello a favore delle tesi promosse dalle sigle Lgbt. E’ stato, tra l’altro, invitato in chiesa anche il “marito” di Zerolo, un altro uomo (nella foto), con cui, in base alla legge spagnola, il defunto aveva contratto “matrimonio” nel 2005. Il tutto a pochi passi dal Santissimo: un autentico sacrilegio.

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