GRECIA: violenza organizzata dai movimenti di sinistra

Dopo l’ascesa al potere di Nea Demokratia, partito centrista (ma definito di destra dai media), la sinistra cerca un’occasione per destabilizzare il Paese. Alcuni movimenti di sinistra hanno deliberatamente provocato disordini nel mese di dicembre. Ciò non ha niente di spontaneo e non corrisponde a un vasto movimento di indignazione popolare come i media vogliono far credere.


Sorprendentemente, da quando il Pasok è al potere, poiché i problemi sociali sono esattamente identici, questi stessi movimenti simpatizzanti di estrema sinistra non provocano nessuna sommossa. Quando, tuttavia, interviene Nea Demokratia, iniziano le violenze urbane. Per queste operazioni di guerriglia è disponibile un intero arsenale, com’è successo con gli attentati bomba piuttosto regolari e l’utilizzo di gas lacrimogeni nelle ultime dimostrazioni di vandalismo urbano.

La morte di Alexis Grigoropoulos, il ragazzo del quartiere di Exarchia che lanciava pietre contro i poliziotti in tarda serata, non sembra essere stata la causa degli avvenimenti che sono seguiti e che attendevano solo un pretesto per esplodere.

Il partito simpatizzante di estrema sinistra Syriza e il gruppo comunista KKE erano pronti a intervenire. Qui la disinformazione dei media, che prendono sistematicamente le difese dei rivoltosi, è eclatante: alcuni poliziotti, che agiscono chiaramente per legittima difesa, vengono considerati assassini e le sommosse sarebbero l’espressione di una popolazione in preda alla disperazione.

Il governo greco, da parte sua, ha ampiamente contribuito alla diffusione dei tumulti. Due poliziotti sono stati arrestati e la polizia ha ricevuto l’ordine di essere presente, in una «posizione difensiva», ma di non intervenire. Il ministro dell’Interno Prokopis Pavlopoulos si è scusato per aver dato questa disposizione.

Come osserva Takis Michas (“Wall Street Journal Europe”, 12 dicembre 2008), «l’abdicazione alle responsabilità del governo è in parte il risultato dell’abbandono da parte di Nea Demokratia dei valori della destra classica, che sono lo Stato di diritto e il rispetto della proprietà privata. Sotto la direzione del Primo ministro Costas Karamanlis, il partito ha per anni liberato i suoi ranghi da tutte le voci a favore di un liberalismo classico».

Se il governo greco, infatti, fosse veramente un governo di destra, non avrebbe proclamato che «la violenza non può essere combattuta con la violenza», per scusare la sua inoperosità; non avrebbe fatto arrestare due poliziotti che facevano solo il loro lavoro, o ancora non avrebbe annunciato che le vittime dei saccheggi e delle distruzioni sarebbero state rimborsate dallo Stato, ossia con i soldi dei contribuenti, mentre i devastatori rimangono impuniti.

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