Grecia. Blasfemia a teatro scatena fine settimana di scontri

(ASI) Centinaia di persone sono scese in strada per impedire che uno spettacolo blasfemo esordisse a teatro. E’ successo lo scorso fine settimana ad Atene, dove stavolta il fuoco delle molotov si è acceso non per reclamare pane e lavoro o per contestare la Troika e la Merkel, bensì per difendere Gesù Cristo dagli insulti di uno sceneggiatore in vena di provocazioni

 Così come accaduto per il film che dileggiava il profeta dell’Islam Maometto, anche questo spettacolo proviene dagli Stati Uniti. Scritto dal drammaturgo americano Terrence McNally, uscito per la prima volta a New York nel 1998, Corpus Christi (questo il titolo dell’opera) raffigura Gesù e i suoi Apostoli come una congrega di omosessuali che vivono nel Texas dell’epoca contemporanea.

Già da giovedì sera centinaia di greci sono accorsi nei pressi del teatro al fine di proibire l’ingresso agli spettatori. La presenza di un gruppo di esponenti del partito di sinistra Syriza, intenti ad invocare slogan sulla libertà d’espressione, ha acceso la miccia trasformando le tensioni in veri e propri tafferugli. La polizia si è schierata al fianco dei difensori della blasfemia ed ha caricato gli attivisti che volevano impedire l’ingresso degli spettatori. Il bilancio è di almeno trenta attivisti arrestati, tra i quali alcuni membri del partito nazionalista Alba Dorata. Uno di loro, il deputato Ilias Panagiotaros, ha spiegato ai giornalisti che la loro mobilitazione è stata dettata dai contenuti blasfemi, intollerabili dell’opera.

Ilias Kasiriadis, il portavoce di Alba Dorata, ha annunciato che il partito “interverrà con la forza ovunque vengano offese la sensibilità religiosa e la storia collettiva dei greci”. Dal Paese ellenico un avviso verso chi trama per falcidiare la cultura dei popoli e sopprimere la presenza di Dio da società riluttanti ai dettami mondialisti.

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