Grazie alla Chiesa, evitate sterilizzazioni di massa in Kenya

KenyaEra stato presentato da Oms e Unicef come un vaccino antitetano, in realtà, se somministrato nelle cinque dosi previste, avrebbe provocato la sterilizzazione di 2 milioni e 300 mila donne, a loro insaputa: è accaduto in Kenya, dove solo l’intraprendenza dell’Associazione dei Medici Cattolici nazionali, nonché della locale Conferenza Episcopale ha evitato il peggio. Mostrati i risultati delle analisi compiute in proprio sulla sostanza somministrata, hanno convinto la Commissione parlamentare per la Salute a sospendere le “vaccinazioni” tra la popolazione, scongiurando così il disastro.

A suscitar sospetti, era stata la prassi seguita, il fatto che nel Paese non vi fosse un’emergenza tetano ed il fatto che il provvedimento riguardasse soltanto le donne tra i 14 ed i 49 anni: la somministrazione, ad esempio, sarebbe dovuta passare esclusivamente attraverso i funzionari delle Nazioni Unite e non attraverso gli operatori sanitari del posto, come normalmente avviene. Pertanto sono stati analizzati sei campioni differenti del “vaccino”: il che ha dato risultati sconcertanti. Seguendo un copione già “testato” nelle Filippine, in Messico ed in Nicaragua.

In un primo tempo il governo non ha risposto all’appello lanciato dall’Associazione dei medici cattolici e dalla Conferenza Episcopale. Per questo sino allo scorso mese ad un milione di donne sono state inoculate 3 dosi su 5. Ancora due e sarebbe stato fatto il danno. Un altro milione e 300 mila vittime sarebbero state sterilizzate entro i prossimi mesi. Invece no. Il governo si è convinto di fronte alle prove scientifiche prodotte ed ha bloccato tutto. Non solo: ha imposto che eventuali, nuove iniziative da parte dell’Oms vengano prima vagliate dalle valutazioni congiunte dello Stato, dei medici e della Chiesa. Una garanzia in più, a tutela della sua gente…

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