GRAN BRETAGNA: segnali di insoddisfazione rispetto alla crisi dei giovani

La personalità dei giovani britannici è sempre più logorata dalla loro sottoposizione continua a massicce dosi di pubblicità, dall’assuefazione ai giochi elettronici invasivi e ad un uso compulsivo delle nuove tecnologie. Scenario nel quale si colloca un’educazione indifferentista ed un’affettività deprivata che è conseguenza della disgregazione della famiglia.

Sono questi i principali risultati e moniti di uno studio firmato da più di 200 esperti, fra professori universitari, insegnanti superiori, saggisti ed operatori sociali nel campo dell’infanzia, che è stato pubblicato con risalto da uno dei maggiori quotidiani inglesi (cfr. Graeme Paton, Childhood being eroded by modern life, experts warn, in “The Daily Telegraph”, 23 settembre 2011).

Secondo il “rapporto”, che ha la forma di una lettera aperta scritta al “Daily Telegraph”, il benessere psico-fisico e la salute mentale dei giovani britannici è seriamente minacciata dalla situazione descritta e dalle pressioni sistematiche che ne scaturiscono per la loro vita sociale. La lettera si conclude con un appello al Governo Cameron affinché assuma urgentemente contromisure nei confronti di quella che è individuata come una delle principali cause della drammatica situazione giovanile, che è la cultura diffusa, di derivazione sessantottina, del «tutto e subito» («too much, too soon»).

Nonostante il conformismo e la subalternità culturale alla c.d. Stampa estera di gran parte dei giornalisti italiani, la lettera e gli articoli che ne sono seguiti sono stati completamente ignorati dalla grande stampa quotidiana italiana. Eppure sulla questione è emerso un vivace dibattito che, per quanto riguarda solo il “Daily Telegraph”, si è concretizzato in oltre 300 commenti al “rapporto” inseriti in pochi giorni nel forum di discussione presente sul sito del quotidiano (cfr. http://www.telegraph.co.uk/).

Negli stessi giorni “Il Corriere della Sera” riteneva meritevole di tradurre e ripubblicare integralmente il commento acido pubblicato sul “Financial Times” dall’opinionista Beppe Severgnini contro il presidente del Consiglio Berlusconi (l’eloquente titolo dell’articolo è How at last my fellow Italians fell out of love with Silvio, così tradotto dal quotidiano di via Solferino: Così i miei compatrioti smisero di amare Silvio, “Il Corriere della Sera”, 27 settembre 2011).

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