Gli ultimi attacchi criminali agli Stati Uniti

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(Maurizio Ragazzi) Che cosa sta succedendo negli USA nelle ultime settimane? Lo spieghiamo attraverso l’analisi di un nostro corrispondente da Washington

1. La morte di George Floyd
La scintilla e’ stata, il 25 maggio a Minneapolis nel nord degli USA, la morte di George Floyd, un uomo di colore con un passato violento che, uscito di prigione, si era impegnato in un’attivita’ presso una comunita’ protestante. Floyd era stato fermato da quattro poliziotti (non tutti bianchi) con l’accusa di aver usato una banconota contraffatta in una drogheria. (Secondo quanto dichiarato dal negoziante, la banconota era palesemente falsa, ma Floyd si era rifiutato di rendere le sigarette che aveva acquistato con quella banconota). Dopo averlo ammanettato, un poliziotto bianco (Derek Chauvin) aveva effettuato la mossa del ginocchio sul collo di Floyd, che mori’ minuti prima della cessazione, dopo oltre otto minuti, di quella mossa immobilizzatrice. Chauvin venne prontamente accusato di omicidio, e poco dopo vennero incriminati anche gli altri tre poliziotti.

Mentre un coro unanime di osservatori ha giudicato il comportamento della polizia inaccettabile, vari interrogativi restano aperti, che si spera possano trovare una risposta nel corso del processo: (a) di cosa e’ morto Floyd (alcune conclusioni delle autopsie effettuate sono fra loro contrastanti); (b) c’erano gia’ dei trascorsi burrascosi fra Chauvin e Floyd, come affermato da qualcuno che li conosceva; e (c) quanto e’ ancora usata la mossa del ginocchio, da decenni ufficialmente rigettata dalle forze di polizie? (Che poi tale mossa sia riservata ai fermati di colore sarebbe un’ipotesi balzana che nessuno, a quanto mi risulta, ha prospettato, almeno esplicitamente).

2. Un episodio di razzismo?
L’interpretazione che e’ stata subito data alla tragica morte di Floyd, da parte dei giornali alfieri della “political correctness”, dei contestatori di professione, e dei politici Democratici (assieme a Repubblicani confusi), e’ che si tratti indiscutibilmente di un episodio di razzismo (senza addurre nessuna prova oltre all’evidenza visiva che Chauvin e’ bianco e Floyd nero), e non solo razzismo individuale di un poliziotto, ma “razzismo sistemico” che, a loro dire, permea tutti e solo i contesti dominati dai bianchi. Quindi, in barba alla dottrina del peccato originale, trasmesso indistintamente a tutti i discendenti di Adamo ed Eva (con eccezione solo per il privilegio concesso alla Madre di Dio), tutti e solo i bianchi sarebbero geneticamente razzisti, mentre gli altri sarebbero immuni da questa tara. Davvero un’affermazione tanto ardita quanto assurda!


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Veri aspetti di razzismo, invece, a cominciare dalla percentuale stratosferica di bambini afro-americani fra quelli uccisi tramite il crimine di aborto, pur essendo una manifestazione evidente del razzismo sistemico di tutta la storia del movimento abortista sin dai suoi albori, vengono convenientemente ignorati. Tutto cio’ gia’ indica come la narrazione del “razzismo sistemico” faccia acqua da tutte le parti, e non sia altro che un pretesto per fini politici.

3. Bande criminali e gruppi eversivi si scatenano
Se ci fosse bisogno di conferma, basta guardare a cosa e’ successo dopo. Molte citta’ americane (particolarmente quelle amministrate da compiacenti amministrazioni Democratiche, che fanno di tutto per ostacolare una risposta efficace alla violenza di questi giorni e preferiscono chiedersi se… non sia meglio dissolvere i corpi di polizia o comunque togliere loro fondi!) sono state messe a ferro e fuoco da criminali comuni alleati a gruppi eversivi, chiamati “terroristi domestici” in alcuni pronunciamenti autorevoli (si vedano, ad esempio, il tweet del Presidente Trump e la dichiarazione dell’Attorney General Bill Barr, entrambi in data 31 maggio).

Quando quest’ondata di follia sara’ cessata, si fara’ (auspicabilmente senza censure politiche) la conta del numero dei morti (poliziotti e civili), delle persone rese permanentemente disabili, e dei danni economici di questa violenza. Ma sin d’ora e’ evidente come siano proprio le minoranze, a cominciare da quella afro-americana, le sue principali vittime, a testimonianza della pretestuosita’ delle ragioni addotte per scatenarla. Rivelatrice in tal senso e’ una tele-conferenza molto tesa del 31 maggio fra 50 aldermannni (che sono, grosso modo, consiglieri municipali), tutti Democratici, e la Sindaca di Chicago (anche lei Democratica) in merito alle violenze in corso nei vari quartieri della citta’ orchestrate da bande criminali organizzate: “cosa faremo quando, assaltati i negozi, cominceranno a buttar giu’ gl’ingressi delle residenze private per trovare qualcosa da rubare?”, “nel mio quartiere ci sono delle bande armate con fucile automatico AK-47 che si aggirano per saldare conti in sospeso”, “il mio quartiere e’ a pezzi: che cosa dovrebbe indurre la catene Walmart e CVS a ritornare da noi?”. Non ci vuol molto a capire che gli sviluppi oggetto di tanto allarme non hanno niente a che vedere con pretese idealita’ di lotta al razzismo, e che l’idea di togliere fondi alla polizia e’, piu’ che demenziale, criminale, dato che finirebbe per lasciare le citta’ (con i loro quartieri piu’ poveri) in mano a queste bande omicide.


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4. E la Chiesa?
Di fronte a questa situazione drammatica, alcune gerarchie ecclesiastiche, spalleggiate da esponenti di altre comunita’ cristiane, non hanno pensato di meglio che (a) criticare il Presidente Trump per essere coraggiosamente andato, con Bibbia in mano, davanti alla “Chiesa dei Presidenti” data alle fiamme dai teppisti proprio di fronte alla Casa Bianca (un gesto, quello di Trump, volto a dimostrare che ideologia eversiva e pratica violenta non prevarranno sui valori cristiani degli USA), e (b) disertare la sua visita del 2 giugno al Santuario Giovanni Paolo II a Washington, retto dai Cavalieri di Colombo. Anzi, l’Arcivescovo di Washington non ha lasciato adito a dubbi sulle ragioni della sua assenza durante la visita del Presidente, rilasciando una dichiarazione che (a) suggerisce una motivazione interiore di Trump per la sua visita che non corrisponde al fatto che questa visita era in programma gia’ da tempo per celebrare la liberta’ di religione della quale Giovanni Paolo II era stato indiscusso campione, (b) accetta come dati di fatto quelle che restano illazioni sull’uso di gas lacrimogeni, e (c) contrariamente alle dichiarazioni di Papa Francesco, non condanna come auto-distruttive le espressioni di teppismo ed intimidazione usate da molti manifestanti.

5. Verso le elezioni di novembre
Le violenze negli USA delle ultime settimane sono la prova (che si assomma alla farsa dell’impeachment e ad altre) che e’ in corso un tentativo eversivo, con molti protagonisti, di rovesciare in maniera anti-costituzionale un Presidente democraticamente eletto. Se non si vogliono trovare le loro citta’ pattugliate, non dalla polizia, ma da squadracce di facinorosi, oltre alla riproposizione delle immorali e fallimentari politiche di promozione di aborto, distruzione della famiglia, ed attacco alla liberta’ di religione, portate avanti dall’amministrazione Obama, e’ meglio che gli uomini e le donne di buona volonta’ aprano gli occhi e votino con giudizio alle elezioni di novembre, destinate a diventare spartiacque fra civilta’ ed incivilta’. 


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