GIUSTIZIA: scelte razziste per l’adozione dei minori?

La Procura della Cassazione ha presentato ricorso alla Corte suprema per un caso avvenuto a Catania, in cui il Tribunale dei minori aveva accolto la richiesta d’adozione di una coppia col vincolo di non accettare un figlio di colore.


Nel ricorso il Procuratore generale della Cassazione, Golia, ha messo in evidenza come tale decisione, oltre a violare la Costituzione (il principio di uguaglianza tra le persone), viola anche la Convenzione dell’Aja sull’adozione dei minori, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e la Convenzione internazionale dell’Onu sulla discriminazione razziale. La procura della Cassazione ha sollecitato una decisione che impedisca ai genitori di operare scelte razziste, che rivelerebbero una mancanza dei requisiti necessari negli aspiranti genitori. A breve è prevista la decisione delle Sezioni unite civili (“Avvenire”, 29 aprile 2010).

Tale episodio, apparentemente marginale, è lo specchio delle contraddizioni e delle pericolose insidie presenti nella società pluralista e relativista attuale. Innanzitutto, viene da chiedersi se nel caso contrario, ossia di una coppia che ponesse il vincolo di adozione di non accettare un bambino bianco, la Procura avrebbe comunque presentato ricorso, denunciando la discriminazione razziale. Viene inoltre spontaneo chiedersi dove è finita la tanto osannata libertà di scelta dell’individuo, cardine ideologico di leggi omicide come la 194 sull’aborto, che sancisce il diritto della donna di sopprimere l’innocente che porta nel grembo, e come la legge 40 sulla fecondazione artificiale, che consente la produzione di esseri umani in laboratorio; eppure il medesimo apparato legislativo si prepara ad obbligare un genitore ad adottare un bambino secondo i parametri da esso stabiliti!

Gli stati democratici tendono a scivolare sempre più verso una strisciante forma di dittatura in cui chi non si adegua alla mentalità dominante ed ai suoi dogmi, rischia di rimanere tagliato fuori dalla società o addirittura di venire perseguitato. In alcuni Stati europei l’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali è una triste realtà, al punto che in Inghilterra, qualche tempo addietro, sono stati tolti dai servizi sociali ai nonni naturali due bimbi di quattro e cinque anni, per consegnarli definitivamente ad una coppia gay, ritenuta più adatta alle esigenze dei piccoli; l’introduzione del reato di omofobia già presente in alcuni Paesi e dibattuto anche in Italia, tende a perseguire penalmente chi esprime in qualunque modo il suo dissenso verso la normalizzazione dell’omosessualità, oltre a prevedere pene maggiori per chi usa violenza verso una persona omosessuale o presunta tale. La logica perversa del politicamente corretto tende a soppiantare il diritto naturale, ponendo le basi di un’etica ad uso e consumo delle lobby di potere.

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