Germania: ecco il primo centro d’accoglienza per migranti gay

LgbtIl popolo Lgbt non vuol proprio farsi mancare nulla. Per questo, in Germania avrà presto anche il proprio centro specializzato nell’accoglienza di richiedenti asilo omosessuali e transessuali. Lo ha rivelato il quotidiano Die Welt, riportando fonti di Berlino, interne al Dipartimento per le migrazioni e l’integrazione.

Lo scorso lunedì il progetto è stato presentato formalmente: dovrebbe trattarsi di una struttura in grado di accogliere un centinaio di individui, 120 al massimo, la prima peraltro di questo tipo in tutta la Germania. L’inaugurazione è prevista per il mese di marzo nel distretto di Treptow. Prevedibilmente, all’insegna del “politically correct”, la sua gestione verrà assegnata ad un’organizzazione Lgbt, quindi “di categoria”, che, per svolgere questo servizio, verrà anche adeguatamente sovvenzionata con soldi pubblici.

Tentativi in questo senso in Germania già ne erano stati varati: come quella sorta di comune denominata «Miles», acronimo di Zentrum für Migranten, Lesben und Schwule, promossa dall’Lsvd, la maggiore organizzazione tedesca non governativa per gay, lesbiche, bisessuali e transgender. Di cosa si tratti, è presto detto: rappresenta un punto d’incontro, consulenza, auto-aiuto, assistenza legale, formazione, corsi nelle scuole, workshop per migranti omosessuali, «aperto a tutte le nazionalità», così da «vivere e rafforzare col gioco, il divertimento ed attività condivise la diversità dei nostri stili di vita e delle nostre identità», come recita il loro sito ed il relativo opuscolo, pubblicato anche on line in tedesco, turco, arabo e russo. Più che altro una sorta di sindacato ricreativo, insomma: proprio qui lo scorso 15 gennaio si è addirittura recato in visita l’Arcivescovo metropolita di Berlino, mons. Heiner Koch (nell’imbarazzante foto è il terzo da destra).

Un vero e proprio centro d’accoglienza, però, ancora manca. Ed è per questo che ora si è voluto ovviare in merito. L’iniziativa, affermano i suoi fautori, si sarebbe resa necessaria come denuncia delle molestie e delle violenze patite dai profughi omosessuali nelle strutture ordinarie. Per questo Lsvd ha anche predisposto programmi di supporto psicologico ed altri servizi, che – come precisato da RaiNews – ricevono incredibilmente il sostegno della Chiesa Cattolica e, nello specifico, della Caritas tedesca. Evidentemente incapace di strutturarne di propri, secondo i dettami della Sacra Scrittura, del Magistero, della Tradizione e del Catechismo (fonte: Osservatorio Gender).

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