Gelli-P2 tra Servizi segreti ed Esoterismo (5a ed ultima parte)

Gelli-P2 tra Servizi segreti ed Esoterismo (5a ed ultima parte)
FONTE IMMAGINE: Editoriale Domani (https://www.editorialedomani.it/)
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[Per le puntate precedenti, vedi qui: https://www.corrispondenzaromana.it/gelli-p2-tra-servizi-segreti-ed-esoterismo-1a-parte/; qui: https://www.corrispondenzaromana.it/gelli-p2-tra-servizi-segreti-ed-esoterismo-2a-parte/; qui: https://www.corrispondenzaromana.it/gelli-p2-tra-servizi-segreti-ed-esoterismo-3a-parte/; qui: https://www.corrispondenzaromana.it/gelli-p2-tra-servizi-segreti-ed-esoterismo-4a-parte/]

10. Esoterismo, Massoneria, Licio Gelli

Nel 2007, in un’intervista rilasciata al giornalista Ferruccio Pinotti, Licio Gelli dichiara di essere entrato in Massoneria nel 1959, nel Grande Oriente d’Italia. Ma secondo Ferruccio Pinotti e l’ex Presidente Francesco Cossiga, Gelli era massone già verso il 1946, sicuramente subito dopo la fine della guerra (cf. F. Pinotti, Fratelli d’Italia, BUR, Milano 2007, pp. 100, 115).

Tra le carte sequestrate e raccolte dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla P2 c’è una copia degli Antichi Doveri – Costituzione – Regolamento del Grande Oriente d’Italia  – Palazzo Giustiniani [GOI], Roma 1977 (131 pagine). Nella Costituzione, all’articolo 2, si legge che la Massoneria della «Comunione Italiana» (GOI) «si raccoglie sotto il simbolo iniziatico A.·.G.·.D.·.G.·.A.·.D.·.U.·.» (p. 11, grassetto mio). All’articolo 3 è precisato che il GOI «[…] segue l’esoterismo nell’insegnamento ed il simbolismo nell’arte operativa; […]» (p. 11, grassetto mio).             All’articolo 147 del Regolamento si parla dell’ispezione da parte del Consiglio dell’Ordine compiuta in Loggia almeno una volta l’anno, e che deve rilevare tra l’altro: «h) la parte data alla istruzione esoterica e simbolistica dei Fratelli in ognuno dei tre Gradi, indipendentemente dagli insegnamenti impartiti nelle cerimonie di iniziazione; la completezza ed efficacia di tali istruzioni; […]» (p. 91)

Insomma l’Esoterismo fa parte dell’essenza della Massoneria italiana del GOI e Licio Gelli ne è stato un fedele custode e promotore, come si evince da alcuni suoi scritti.

10.1. Parlare a Lucifero… l’unione degli opposti… Dio e Satana…

Nel 1959 a Pistoia, la Tipografia Editrice Ripaoni pubblica una raccolta di poesie di Licio Gelli, “Luce di Stelle Alpine”, che verrà poi ripubblicata in seconda edizione nel 1971 da Gino Sansoni Editore di Milano. Cito la seconda edizione che riveste una particolare importanza dato che nel 1971 Licio Gelli è sicuramente Maestro Massone del Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani (GOI), nonché Segretario organizzativo della Loggia Propaganda 2(P2), in quel tempo Loggia regolare all’obbedienza del GOI.

In “Luce di Stelle Alpine” ci sono alcune poesie che lasciano trapelare un pensiero iniziatico ed esoterico.

Nella penultima poesia, «L’Angelo caduto», Gelli si rivolge a Lucifero. Ne riporto solo alcuni brani: «Eri il principe delle schiere angeliche, / il prediletto da Dio e ti ribellasti / per un gesto d’orgoglio: forte della / tua bellezza, delle schiere di angeli / tuoi seguaci, incapace di comprendere / la luce di Dio, tu che già luce / eri anche nel nome, Lucifero, / guidasti la ribellione contro il Creatore. / Furono momenti di fuoco e di dolore. / […]. Le tue candide ali diventate / nere, come quelle dei pipistrelli, / i tuoi capelli d’oro diventati scuri / come la pece. E il tuo sguardo di luce / diventò buio. Era il tuo marchio del male» (p. 105).   

Gelli prosegue, rivolgendosi a Lucifero: «Quanto soffristi? Tu avevi visto e amato / Dio: quanto dolore per averlo perduto a causa / di un gesto d’orgoglio. Perdesti il Paradiso, / ma conquistasti il mondo, di cui sei principe. / E l’uomo, creatura divina, tu tentasti / nel Paradiso Terrestre, trasformato in serpe / attorno all’albero della Conoscenza / del bene e del male. […]» (pp. 105-106).

Poco oltre, Gelli scrive: «Poi la seduzione / di Adamo, che mangiò della mela proibita, / su insistenza di Eva. Avesti la tua / vittoria, Lucifero: l’uomo fu condannato alla / malattia e alla morte, alla sofferenza / di ogni giorno. E tu ne diventasti sempre / più il Signore. Sulla terra striscia / ancora l’antica serpe, con una scia di male» (p. 106).

A «L’Angelo caduto» segue l’ultima poesia del volume, intitolata «Il bianco e il nero» che trasuda interamente di idee esoteriche, in particolare la dottrina dell’unione degli opposti o «legge degli opposti»: «La luce e il buio, la tristezza / e la gioia, l’odio e l’amore, il maschio / e la femmina, il sole e la luna: / ecco, nella vita, il bianco e il nero. /  […] senza il buio / non conosceremmo la luce, senza / il maschio non sapremmo della femmina, / senza l’odio non conosceremmo l’amore, / senza il sole e la sua luce non / vedremmo la luna. Senza il bianco / ci sarebbe il nero? La vita ci dice / che senza il male non esiste il bene. /  Senza Satana, non ci sarebbe Dio / e Satana, […] è / il primo dei credenti, perché quando / era Lucifero, ha visto Dio. E oggi / il suo odio è la perdita della luce / del Signore. Ma non credere […] che tutto si divida in luce e buio. / Nella luce c’è un po’ di buio / nel maschio c’è un po’ di femmina, / nell’odio c’è un po’ d’amore, / e viceversa» (p. 107).

10.2. Templari & Gnosi…

Nel 1991 La Rosa Editrice di Crescentino (VC) pubblica il libro “Racconti e Storie” di Licio Gelli. La descrizione riportata sulla 1a e 2a aletta di sovraccopertina è tutta un elogio a Gelli, con esplicita precisazione del suo passato fascista e filo-tedesco. Sulla prima aletta è scritto che Licio Gelli è «temuto anche dai più potenti». Sulla seconda aletta Gelli è definito «amico di capi di Stato». Nel capitolo «La vendetta dei Templari», Gelli  è convinto che i Templari custodissero dottrine gnostiche: «La forza dei templari era sicuramente dovuta a componenti esoteriche e iniziatiche. Il gran maestro per tradizione, doveva essere analfabeta, e così fu sino a Jacques De Molay, mentre gli adepti conoscevano i testi segreti, trattavano con le sette gnostiche e persino con quelle dei cenacoli esoterici islamici, in particolare con la setta degli Hashashinis, il cui capo era il Vecchio della Montagna. Va subito chiarito che è leggenda la derivazione del nome hashashinish dalla pianta dell’hashish, che fornisce la droga dallo stesso nome» (p. 91).

10.2.1. Arrivare a Dio attraverso Mefistofele…

Nel racconto «L’età perduta», circa la vecchiaia e il desiderio di immortalità senza invecchiamento, Gelli cita il Faust di Goethe. Faust fa il patto col diavolo Mefistofele per avere giovinezza. Gelli commenta, lasciando trapelare le sue convinzioni esoteriche: «Faust, esoterista e grande iniziato, firma il famoso patto col diavolo. In cambio della giovinezza, offre la propria anima, viene accontentato. […] Alla resa dei conti, Faust ribatté di aver chiesto la giovinezza non come tale, ma come tempo. Tempo per cercare la verità, per completare le sue ricerche, poste tutte in una sola direzione: arrivare a Dio, il bene ed il bianco, attraverso la penetrazione del male e del nero, Satana. Perché, senza il buio, non può esservi la luce, senza il maschio, non c’è femmina, senza il falso, non c’è il vero. Faust ha ingannato Mefistofele, arrivando a Dio, non grazie al misticismo, ma per la via iniziatica, proprio affondandosi nelle tenebre del suo nemico, Satana. E così è salvo. Ha seguito quella che, in esoterismo, è definita la via secca» (p. 185).

10.3. “Uomini dal Cielo”: morte mistica, Lucifero…

Nel 1994, le Edizioni Giuseppe Laterza di Bari pubblicano la seconda edizione, riveduta, del libro di Licio Gelli, “Uomini dal Cielo” (1a edizione: 1946).

Gelli elogia il paracadutismo come arte marziale e spirituale. Nella copertina del libro è raffigurato un giovane interamente nudo, con occhiali scuri (Gelli da giovane?), che vola nel cielo, senza paracadute, in quanto è sorretto dalla Morte, ossia uno scheletro umano con ali nere. Con la mano destra lo Scheletro-Morte tiene la mano destra del giovane levata in atto di colpire con un pugnale dalla lunga lama. Con la mano sinistra lo Scheletro-Morte indica al giovane nudo gli obiettivi da colpire sulla terra. Nello sfondo del cielo si vedono aerei e altri paracadutisti. Dunque, il paracadutista, giovane e nudo, è accompagnato dalla Morte, vola con le ali della Morte, è l’uomo della Morte! Ecco il primo messaggio che emerge chiaramente dalla copertina.

Circa «il volo nel mito», Gelli accenna a vari personaggi che hanno osato volare e sfidare potenze superiori (Dio, gli dèi, Giove, il Sole…) e che sono caduti dal Cielo sulla terra, personaggi tutti che rappresentano l’orgoglio dell’uomo: «Lucifero, l’angelo ribelle» che precipita dal Cielo con ali di pipistrello (cf. pp. 19-20), e poi Icaro, Prometeo (cf. p. 20), Fetonte (cf. pp. 21-22). Gelli paragona i giovanissimi paracadutisti agli eroi della mitologia greca antica: «Achille, Patroclo, Aiace, Ulisse, Ettore Paride» (p. 50). Gelli vede nella scuola dell’arditismo paracadutista «qualcosa di sacro e di magico» che accosta alla rinascita alchemica (cf. p. 50)… Gelli equipara il paracadutista al Cavaliere che beve al Sacro Calice del Graal, «bevendo al quale, l’uomo diventa simile a un Dio, e abbraccia tutta la conoscenza e tutta la verità» (p. 51)… Il paracadutista compie una sorta di morte mistica («“mors mistica”»: p. 51). 

11. Pier Carpi, 3.·., tra GOI, P2, Gruppo Bruni, Teosofia, Esoterismo

Pier Carpi (1940-2000), fumettista, scrittore e regista reggiano, fu grande amico di Licio Gelli, collaborò con uomini della P2, il suo nome compare nella famosa lista dei membri della Loggia P2. Carpi fu anche membro della Società Teosofica, amico di Edoardo Bratina Segretario Generale della Società Teosofica Italiana dal 1974 al 1995. Agli inizi degli anni ’90 Carpi diede vita a un gruppo teosofico da lui presieduto, presso Reggio Emilia (vedi qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Carpi). 

Segnalo alcune carte massoniche sequestrate dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla Loggia Massonica P2da cui emerge chiaramente l’appartenenza di Pier Carpi alla Massoneria. Il 23-1-1967 Pier Carpi è Compagno Libero Muratore (2° grado massonico) della “Loggia Ausonia” di Milano, della Serenissima Gran Loggia d’Italia (cf. Camera dei Deputati – Senato della Repubblica – IX Legislatura – Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla Loggia Massonica P2 – Allegati alla Relazione – Serie II : Documentazione raccolta dalla Commissione. Volume VI. Loggia P2 e Massoneria, Tomo XIII, Doc. XXIII n. 2-quater/6/XIII, Roma 1987, p. 312. Cito l’opera con la sigla CPIP2).

In un depliant informativo del Grande Oriente d’Italia (GOI), datato 3 giugno 1969 e indirizzato al «Risp. Fr.·. Piero Carpi», circa il 3° grado: «[…] siete stato elevato al grado di Maestro attraverso una morte che era la condizione per rinascere. Avete conosciuto l’Acacia e siete divenuto depositario della sublime leggenda di Hiram, chiave di volta di tutto il nostro insegnamento simbolico» (CPIP2, Doc. XXIII n. 2-quater/6/XIII, Roma 1987, p. 314).

In quel depliant viene comunicato al Fr. Carpi che, in quanto Maestro Massone, può appartenere a uno dei Corpi Massonici Rituali riconosciuti all’epoca dal Grande Oriente d’Italia, ossia: Rito Scozzese Antico e Accettato, Rito Simbolico Italiano, Arco Reale (cf. p. 315).

Secondo l’elenco P2 sequestrato nel 1981 dalla GdF, Pier Carpi risulta iscritto alla P2 dal 1° gennaio 1977, con tessera 1699, e aver pagato le quote di tesseramento per le annate 1977 e 1978 (Cf. Reperto 4/C del sequestro operato il 17 marzo 1981 a Castiglion Fibocchi (elenco dei 962 iscritti alla loggia P2), pubblicato dalla “Commissione Sindona”, in CPIP2, Doc. XXIII n. 2-quater/7/X,  p. 777).

Ma il nominativo «Pier Carpi – nato a Scandiano (R.E.) il 16/I/1940 – Regista» risulta prima con il «domicilio» di Milano, via Fiordalisi 6, e poi col nuovo indirizzo di S. Ilario d’Enza (Reggio Emilia), già nell’elenco degli iscritti alla Loggia P2 al dicembre 1974, consegnato nell’ottobre 1976 dall’allora Gran Maestro Lino Salvini (GOI) al Procuratore della Repubblica di Firenze (cf. Elenco iscritti alla Loggia P2 alla data dicembre 1974 trasmesso dal Gran Maestro Lino Salvini nell’ottobre 1976 alla Proc. Rep. di Firenze, in CPIP2, Doc. XXIII n. 2-quater/7/X, pp. 683.697).

La Loggia P2 era divisa in circa 17 gruppi (dunque 17 elenchi), ciascuno avente un capo-gruppo. Il Gruppo Centrale della Loggia P2 era presieduto direttamente da Licio Gelli. Nell’elenco del Gruppo N. 13 guidato dal Generale di Pubblica Sicurezza (in pensione) Vittorio Lipari (3° grado, P2, residente a Bologna),  risulta anche il nome di Pier Carpi: via Mazzini 12, S. Ilario d’Enza (RE), «3°» grado massonico, numero tessera 1699 (data scadenza 31-12-1980), quote versate per gli anni 1977 e 1978  (cf. Gruppo N. 13 = Lipari Gen. Vittorio, in CPIP2, Doc. XXIII  n. 2-quater/1/II, Roma 1984,  p. 515).

11.1. Idee di Gnosi e di magia sessuale…

Negli Atti della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla P2 ci sono anche le trascrizioni di intercettazioni telefoniche compiute dai Carabinieri di Reggio Emilia nei confronti di Pier Carpi. Il 30-8-1983 Pier Carpi parla col massone Dario Bernazza [Gran Loggia Generale d’Italia del Gran Maestro Fausto Bruni 33°] sulla necessità di riorganizzare la Massoneria. Entrambi convengono che il progetto riformista caldeggiato anche da Fausto Bruni «Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese» (RSAA), renderà in futuro la (loro) Massoneria più numerosa e più influente nella società (cf. Rapporto del Gruppo Carabinieri di Reggio Emilia in data 10 novembre 1983, con allegate trascrizioni di conversazioni telefoniche, in CPIP2, Doc. XXIII n. 2-quater/6/XII, Roma 1987, pp. 387.419-422). Bernazza e Carpi convengono nel fatto che «parapsicologia» e «spiritismo»  sono un «hobby» di «molti fratelli» massoni (cf. pp. 425-426).

Ancora il 30-8-1983, Piero Carpi telefona a Guido Crapanzano (residente in Milano) e gli dice che Fausto Bruni («Gran Maestro del rito scozzese», «Gran Maestro di Piazza del Gesù») li ha invitati ad un congresso a Roma, alla fine di settembre, per «la rifondazione della Massoneria» (cf. p. 387 + All. n. 11, p. 428). Tra le altre cose, Pier Carpi e Guido Crapanzano convengono seriamente («ma non sto scherzando», «per se stesso è vero»,  «questo discorso ha un suo fondamento […] di realtà») sulla credenza gnostica e di magia sessuale secondo cui «delle conoscenze a livello esoterico» [Carpi] «sono trasmissibili» [Crapanzano] «attraverso il pene» [Carpi], «la conoscenza attraverso… lo sperma» [Crapanzano] (cf. All. n. 11, p. 430).

11.2. Il romanzo e il film “Un’ombra nell’ombra”: la magia, l’Androgino, il Diavolo…

Nel 1974 Pier Carpi pubblica il romanzo “Un’ombra nell’ombra” (Editrice Nord, Milano), da cui nel 1979 verrà ricavato l’omonimo film con soggetto e sceneggiatura dello stesso Pier Carpi che ne è anche il regista. Il romanzo e il film mostrano la grande passione di Pier Carpi, massone e piduista, per l’Esoterismo, la magia, il Diavolo…

Il romanzo descrive il rapporto conflittuale tra Carlotta (una donna legata a una congrega di maghe o streghe “bianche”, ossia praticanti “magia bianca”) e sua figlia Daria (orgogliosa di essere legata al potere del male). È una lotta tra madre e figlia, tra magia bianca (Carlotta) e magia nera (Daria), e alla fine Daria provoca volutamente la morte della madre perforando con uno spillone il talismano di Carlotta, ossia una mosca viva che “impersona” il Diavolo…

Carlotta è amica di Raffaella, una prostituta; entrambe fanno parte di una congrega di streghe. Raffaella è, in realtà, «androgino» o ermafrodito (cf. p. 109).

Anche Carlotta, maga “bianca”, evoca un demone, «Azoth» (cf. p. 154), e cerca di conciliare gli opposti, allorché in un rito dice: «si uniscano  buio e luce, notte e giorno, maschio e femmina, bene e male, nulla e tutto, vita e morte» (p. 170).

Circa il film “Un’ombra nell’ombra” (1979) mi limito a segnalare alcuni elementi che non risultano nel romanzo. Nel film (qui: https://www.youtube.com/watch?v=dcC-TE8NB7w), attraverso il gioco degli scacchi, un «Professore» dà lezioni di Esoterismo a vari discepoli scacchisti. Egli insegna la necessità del Bianco e del Nero… e che il Nero è necessario più del Bianco… Il Bianco rappresenta il Bene, il Nero il Male… Non è detto che il Bianco vinca sempre (cf. min. 10:50-11:05) Il Professore afferma che ci sono «due Princìpi eterni contrapposti l’uno all’altro fin dall’inizio del mondo. Il Bianco ossia il Bene, il Nero ossia il Male. Ma ci sarebbe il Bene se non ci fosse il Male? Naturalmente noi parteggiammo per il Bene. […] Non è detto che il Bianco vinca sempre… se il Nero sa combattere» (cf. min. 11:07-11:55). Detto questo, il Professore fa “scacco matto” al Re bianco «ossia al Bene» (cf. min. 11:59-12:00). Poi il Professore prosegue:

 «I due Principii il Bene e il Male, il Bianco e il Nero si combattono fin dall’inizio del mondo, dall’epoca in cui si credeva nello Zoroastro bianco, il Dio buono e nello Zoroastro nero il Dio cattivo. Ma chi ci dice che il Bianco sia buono e il Nero cattivo? Il Dio bianco vuole dall’uomo supina obbedienza quindi gli impone l’ignoranza. Il Dio nero vuole dare all’uomo la Conoscenza e per questo viene dannato dal Dio bianco come Prometeo che svelò all’uomo il segreto del fuoco» (min. 12:07-12:35).

Il Professore, dopo una pausa intento a controllare gli scacchisti, prosegue: «Lucifero vuol dire apportatore di Luce e sotto le spoglie del Serpente indusse Eva a mangiare il frutto dell’albero della Conoscenza» (min. 12:39-12:47).

Il film finisce con Daria che, dopo aver ucciso sua madre, si fa portare in taxi dinanzi a Piazza San Pietro (Roma) e guarda in quella direzione con sguardo minaccioso. Una sfida alla Chiesa e al Papa? Il film esce nel 1979. Circa due anni dopo, il 13 maggio 1981, Giovanni Paolo II subisce l’attentato in Piazza San Pietro.

11.3. “Il Diavolo” (1988)

Nel 1988 Editoriale Albero di Milano pubblica il libro di Pier Carpi “Il Diavolo. I riti. I sabba. Gli esorcismi. Tutti i segreti e i patti satanici”.

Carpi sostiene che i demòni non sono altro che divinità luminose del mondo pagano pre-cristiano sconfitto dagli Ebrei e dai Cristiani i quali hanno trasformato quegli dèi in entità malvage (cf. pp. 12-14)… Secondo Carpi, Belzebul (“Signore delle Mosche”) era una divinità benefica, come pure Belfegor, il cui nome deriverebbe da Baal, “signore della vita”… Poi «Lucifero» vuol dire «portatore di luce» (cf. pp. 13-14)…

Riporto vari brani di Pier Carpi in cui riscontriamo concetti esoterici già visti in alcuni scritti di Licio Gelli: «Come si vede, per la tradizione giudaico-cristiana, i dèmoni derivano da dèi di luce. E anche la parabola di Lucifero, il principe degli angeli ribelli, precipitato dal cielo nelle fiamme eterne dell’Inferno, ci parla di un dualismo tra luce e buio, tra potere e rivoluzione, tra maschile e femminile, tra nero e bianco. Essendo Dio il tutto, la “cosa una”, come la definisce Ermete Trismegisto, il bene assoluto, è insieme Bene e Male. Senza l’incarnazione del male in quello che le religioni monoteistiche chiamano Satana, l’Avversario, non esisterebbe il bene. Come capire la luce, se non conosciamo il buio? E senza Dio, Satana non avrebbe ragione di esistere» (p. 14). 

Più avanti, Carpi scrive: «Secondo il concetto esoterico del mito di Faust, quello autentico sul piano sottile, se l’angelo ha cacciato l’uomo e la donna, Adamo ed Eva, dal Paradiso Terrestre, sarà il Diavolo a riportarcelo, perché l’uomo, attraverso la penetrazione e la conoscenza del Male, troverà il Bene e, dopo il tuffo nel buio, troverà la luce. È quanto si ripetono tutte le grandi tradizioni religiose, le grandi opere d’arte, l’opera degli iniziati e degli adepti alle conoscenze segrete: […]» (p. 16).        

«In origine, nei culti antichi, il bene e il male, Dio e il Diavolo, gli dèi buoni e quelli cattivi, appartenevano alla stessa identica divinità, il Dio dai due volti, quello del bene e quello del male, in una sorta di Giano bifronte» (p. 16).

Più avanti, Carpi ribadisce che il Bene e il Male sono nella medesima Divinità, il dualismo bene e male è necessario all’esistenza dell’universo, gli opposti formano la Cosa Una… Pier Carpi riferisce che secondo Zoroastro, Ormuzd (dio del bene) e Ahriman (dio del male) alla fine dei tempi sarebbero tornati alleati e fratelli, si sarebbero riconciliati (cf. p. 22)…

Più avanti, Carpi scrive: «[…] In realtà, come abbiamo già detto, Satana è l’inconscio di Dio e Dio è l’inconscio di Satana. E il nostro inconscio non è Satana, com’è stato predicato da una certa psicanalisi avventuristica, ma è Dio e, in quanto tale, anche Satana» (p. 202).

Conclusioni

Ritengo che la figura e l’opera di Licio Gelli non costituisca affatto una devianza in seno alla Massoneria. Anzi, Licio Gelli è stato un autentico massone, formato esotericamente e impegnato nel mondo “profano” per diffondere, in particolare, l’influenza della sua regolare Loggia P2 e, in generale, quella della cultura massonica.

Il Gelli post-P2, scrittore affermato e colto, si rivela anche un appassionato di Esoterismo. Dai suoi scritti trapelano passione e approvazione per vari temi tipici della cultura neo-gnostica ed esoterica: l’elogio di antichi Iniziati, maghi e massoni; l’elogio esoterico dei Templari ovvero l’attribuzione agli antichi Templari di idee e pratiche gnostiche e magiche; la necessità del Male per trovare il Bene; la necessità di Satana per Dio

Nella Loggia P2, Gelli (che da solo, praticamente la rappresentava e la sintetizzava tutta) non era l’unico appassionato di Esoterismo. C’era almeno un altro piduista esoterico, nonché grande amico di Gelli: Pier Carpi. Il suo romanzo e film “Un’ombra nell’ombra” sono intessuti di fascino per la magia e per Lucifero.  Poi, nella monografia “Il Diavolo”, Pier Carpi esplicita più chiaramente le sue convinzioni gnostiche. Non mi sorprende che Carpi, anche nel periodo post-P2, abbia condiviso con Gelli la passione per la Massoneria e per l’Esoterismo, spingendosi, più di Gelli, a un elogio esplicito verso la figura del Diavolo. Contatti, o rapporti, o doppia appartenenza, tra uomini della Massoneria & uomini dei Servizi segreti non si sono fermati al tempo di Licio Gelli.

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