Gelli-P2 tra Servizi segreti ed Esoterismo (1a parte)

Gelli-P2 tra Servizi segreti ed Esoterismo (1a parte)
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Nei precedenti articoli su “Corrispondenza Romana” ho illustrato dapprima il caso di Giuseppe Cambareri 33°, massone, rosacrociano, spiritista, favorevole a una certa idea di Fascismo, agente segreto a servizio degli Alleati, in particolare degli Americani (quiqui e qui), e poi alcuni scritti di Bino Bellomo, ex capitano del SIM (servizio segreto militare italiano dal Fascismo alla fine della guerra), massone o filo-massone, studioso e conoscitore del mondo dello spionaggio e della Massoneria, sostenitore dell’esistenza di un nucleo interno alla Massoneria “Bianca” (33° grado RSAA), composto da vari massoni del 33° grado, cultori di Lucifero inteso come Dio della Luce, contro il Dio di Noi Cristiani, inteso come Dio delle Tenebre (qui; qui)…

Ora intendo esaminare alcuni aspetti del caso di Licio Gelli (1919-2015) e della “LoggiaPropaganda 2” (detta semplicemente “P2”: qui: https://it.wikipedia.org/wiki/P2).  Sulla rivista “Fides Catholica” N° 1/2016 e N° 2/2016, ho pubblicato, in due puntate, lo studio “Il “potere Gelli-P2” tra Servizi & Esoterismo”, che ora ripropongo qui, in sintesi e a puntate.

1. La Loggia P2

La P2 era una Loggia Massonica del Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani (GOI) riservata a uomini eminenti per posizione sociale e professione, che per esigenze di maggiore segretezza non potevano essere accolti nelle Logge ordinarie. Fondata nel 1875 col nome di “Loggia Propaganda” dall’allora Gran Maestro Adriano Lemmi 33°, la Loggia P2 viene ufficialmente sciolta nel 1976 dal Grande Oriente d’Italia. Tuttavia la P2 del Maestro Venerabile Licio Gelli, forte della protezione dei Gran Maestri del GOI Lino Salvini ed Ennio Battelli, continua ad esistere e ad operare fino allo scioglimento definitivo avvenuto con la Legge Spadolini N. 17 del 18-1-1982. La Loggia P2 è stata sempre all’obbedienza del GOI. Nella lista di Logge Regolari del 1980 («List of Regular Lodges»), tra le Logge del Grande Oriente d’Italia (all’epoca il Gran Maestro era Ennio Battelli) figura anche la “Loggia Propaganda 2”(cf. Camera dei Deputati – Senato della Repubblica – IX Legislatura – Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla Loggia Massonica P2 – Allegati alla Relazione – Serie II : Documentazione raccolta dalla Commissione. Volume VII. Servizi segreti – Eversione – Stragi – Criminalità organizzata – Traffico armi, droga, petroli – Pecorelli, Tomo X, Doc. XXIII n. 2-quater/7/X, Roma 1987, p. 775.  Citerò l’opera con la sigla CPIP2, seguita dall’indicazione di Serie, Volume, Tomo, pagina).

Durante la Gran Maestranza (1999-2013) dell’Avv. Gustavo Raffi, all’interno del Grande Oriente d’Italia, in nome di una strategia di trasparenza, la Loggia P2 è stata definita un: «club privato finalizzato ad attività illecite soprattutto in campo finanziario e politico con il reclutamento di personaggi eminenti del governo, del parlamento, delle forze armate, dei servizi segreti, della finanza e dell’industria, del mondo della comunicazione» (cf. Erasmo Notizie, Bollettino del GOI, N° 1-2, 15-31 gennaio 2006, p. 12).

In ogni caso la P2 è stata una Loggia regolare, protetta da Gran Maestri regolari, in particolare da Giordano Gamberini 33° e da Lino Salvini 33° (cf. On. Tina Anselmi (Presidente e Relatore), Relazione della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla Loggia Massonica P2, in CPIP2, Doc. XXIII – n. 2, Roma 12 luglio 1984,  pp. 12-30).

A quanto risulta dalla stampa massonica e profana, non tutti i massoni (specialmente italiani) hanno gradito il “potere” Gelli-P2; tuttavia è bene precisare, che ogni Massoneria, anche quella regolare, mira a un certo “proselitismo” (e non potrebbe essere diversamente) in vari settori della società (anzitutto quelli più elevati), e tale proselitismo, per sua propria natura, implica presenza, ramificazione e consolidamento della Massoneria nella società, attraverso Liberi Muratori che agiscono secondo i princìpi massonici. Al riguardo è molto istruttivo il libro di Ferruccio Pinotti, “Potere massonico” (2021): non solo, o non tanto, la “defunta” P2, ma la Massoneria in quanto tale è «il “potere forte” per eccellenza», «uno dei network di potere più stabili – dagli inizi del Settecento a oggi»  (qui: https://www.corrispondenzaromana.it/massoneria-buona-e-massoneria-cattiva-una-recensione-al-libro-potere-massonico-di-ferruccio-pinotti/ ).

Sebbene negli ultimi decenni i vertici del Grande Oriente d’Italia abbiano apertamente criticato la Loggia P2 e Licio Gelli, occorre riconoscere che Gelli-P2 hanno reso un grande servizio anche alla Massoneria italiana: infatti, nel giugno 1981, grazie allo scandalo scoppiato tre mesi prima con il rinvenimento delle liste P2 (in cui figuravano nomi di militari, industriali, imprenditori, politici, giornalisti…), è caduto dopo circa 33 anni l’ininterrotto governo della Democrazia Cristiana (governo ritenuto, da ambienti “laici”, troppo clericale), e si è aperta la porta ad altri governi forse più graditi ad ambienti massonici e laicisti…

Inoltre, in tempi recenti, Licio Gelli e la P2 sono stati difesi da studiosi di orientamento massonico (es. Aldo Mola, vicino al GOI fino al 1992c., poi, dopo, vicino alla Gran Loggia d’Italia – Palazzo Vitelleschi) e da ambienti massonici (ad esempio, la “Gran Loggia Nazionale di Romania 1880”) (qui: http://www.politicamagazine.info/Rubriche/LIntervista/IntervistaesclusivaalloStoricodellaMassoneria/tabid/872/Default.aspx#.VvlFECnnDV0.

Con questo studio cerco di focalizzare qualche aspetto di quello che potremmo chiamare il «potere P2», secondo l’appropriata definizione data dal Generale Ninetto Lugaresi, Direttore del Servizio segreto militare italiano (Servizio Informazioni e Sicurezza Militare – SISMI) nei primi anni  ’80. È bene rilevare che il «potereP2» praticamente si identificava con la figura, gli intenti e l’opera del suo Segretario organizzativo, poi Maestro Venerabile, Licio Gelli, per cui a mio avviso è possibile parlare anche del “potere” Gelli-P2, dato che la P2, dagli anni ’70 in poi, era fondamentalmente Licio Gelli. Come ha dichiarato Giancarlo Elia Valori, anche lui massone del GOI e piduista: «Gelli era la P2» (Stralci dalla audizione di G.E. Valori alla Commissione P2 del 7 aprile 1983, in CPIP2, Doc. XXIII n. 2-quater/3/VII-bis, Roma 1985, p. 248).

In questo studio mi interessa scrutare il “potere” Gelli-P2 tra mondo profano e mondo iniziatico, ovvero: Gelli-P2 & i Servizi, Gelli-P2 & l’Esoterismo.

2. Servizi & Esoterismo ?

Quali legami potrebbero esserci tra Servizi & Esoterismo, o, per meglio dire, quali elementi potrebbero permetterci di vedere una qual certa contiguità, e/o alleanza, e/o comunanza d’intenti e amicizie tra ambienti dei Servizi (“deviati” e/o non “deviati”) e ambienti del mondo iniziatico, esoterico e massonico?

In effetti, segretezza, riservatezza, ricerca di informazioni per fini e interessi “superiori” (non sempre e non del tutto comunicabili alle masse), osservazione attenta, discreta e continua nei confronti di personaggi-istituzioni-associazioni-ambienti-luoghi-situazioni, azione discreta ed efficace nel mondo “profano”… sono elementi che in qualche modo accomunano il mondo dei Servizi segreti e il mondo (o perlomeno certi ambienti) della Massoneria.

In genere i Servizi segreti sono denominati tecnicamente “Servizi”, “Agenzie”, “Uffici” di Informazioni. Il mondo dei Servizi appare indubbiamente come una sorta di mondo “iniziatico”, riservato a un numero ristretto di “iniziati” (cioè i rispettivi membri o agenti)… Dall’altra parte, il mondo massonico è, in certo qual modo, un mondo di “Servizi”, nel senso che, ad esempio, i Liberi Muratori tendono a ricercare “informazioni” per la loro formazione e missione massonica, ossia ricercano dalle semplici nozioni storiche e filosofiche alla Conoscenza, Gnosi… Inoltre i Massoni cercano informazioni anche sui possibili candidati all’Iniziazione…

Anche alla luce di queste considerazioni non desta meraviglia il grande interesse di Licio Gelli verso il mondo dei Servizi.

Dal punto di vista storico, si noti che l’aretino Licio Gelli non è stato il primo massone (e forse non sarà l’ultimo) ad avere una spiccata predilezione per il mestiere e/o per gli ambienti di “Intelligence”. C’è almeno un precedente, degno di rilievo per la storia della Massoneria in Italia. È il Maestro Venerabile della prima Loggia Massonica in Firenze e, forse, d’Italia: il barone Philip von Stosch (1691-1757). Antiquario prussiano, visse in gran parte prima a Roma poi a Firenze. Già a Roma si fece la fama di «an expatriated Prussian sodomite». Per mantenere le sue passioni, Von Stosch spiava la corte Giacobita in Roma, per conto del governo britannico di Sir Robert Walpole. Smascherato come spia nel 1731, Von Stosch si rifugiò nella Firenze del Granduca Gian Gastone dei Medici. Nel 1733 Von Stosch fondò una Loggia Massonica a Firenze che durò fin verso il 1737, poi perseguìta dall’Inquisizione Romana operante anche nel Granducato di Toscana. Fino alla morte, Von Stosch fu sovvenzionato dal governo britannico (qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Philipp_von_Stosch). Tra i membri della Loggia anglofila di Von Stosch c’erano anche alcuni ecclesiastici e il giovane omosessuale Paolino Dolci che era l’amante preferito del Granduca Gian Gastone il quale non perseguì affatto la Massoneria (cf. Carlo Francovich, Storia della massoneria in Italia. Dalle origini alla Rivoluzione francese, La Nuova Italia, Firenze 1989, pp. 49-85).

Escludo che il Venerabile della P2, di formazione giovanile eminentemente militare e fascista, avesse le tendenze sessuali attribuite all’antiquario prussiano. Invece, ciò che accomuna Gelli e Von Stosch è: 1) la dimora in Toscana; 2) l’appartenenza alla Massoneria; 3) il ruolo di Maestro Venerabile di una Loggia; 4) la passione per le antichità (libri e gemme per Von Stosch; dottrine esoteriche per Gelli); 5) il grande interesse per l’Intelligence, che certamente in Gelli è stato molto più preponderante, raffinato ed efficace.

È molto istruttivo il libro“Espionage, Diplomacy & the Lodge” (2017) scritto dal massone Richard Berman (UGLE; membro della “Quatuor Coronati Lodge No. 2076” di Londra) il quale analizza gli intrecci tra Spionaggio, Diplomazia e Massoneria inglesenella prima metà del secolo XVIIIattorno alla figura di Charles Delafaye (1677-1762), Sotto-Segretario di Stato, magistrato, ugonotto, anti-giacobita, capo di spie(«spymaster») emassone dell’influente Loggia “Horn Tavern Lodge” inWestminster (Londra). È principalmente Delafaye, attraverso una rete di spie, a far monitorare e decriptare la posta di personaggi sospettati di un complotto giacobita contro il governo inglese “whigh” e hannoveriano. In quel periodo il capo della “Horn Tavern Lodge” è il Duca di Richmond; alla Loggia appartengono personalità del «Whig establishment», ossia un insieme di politici, aristocratici, militari, scienziati e membri prominenti della società londinese della prima metà del Settecento (cf. R. Berman, Espionage, Diplomacy & the Lodge, The Old Stables Press, Goring Heath Oxfordshire 2017, p. 1).

3. Licio Gelli, massone (3°; 33°…), piduista ed esoterista

            In un’intervista rilasciata al giornalista Ferruccio Pinotti (2007), Licio Gelli dichiara di essere entrato ufficialmente in Massoneria nel 1959, nel Grande Oriente d’Italia (cf. Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, BUR (Biblioteca Universale Rizzoli), Milano 2007, p. 115).

Ma secondo Ferruccio Pinotti e il Senatore Francesco Cossiga (1928-2010), Licio Gelli era massone già dal 1946, sicuramente subito dopo la fine della guerra (cf. pp. 100, 115).

Cossiga, da sempre zelante difensore della Massoneria e persino della P2, dichiara a Pinotti: «Il discorso vero della P2 è che essa fu una creazione degli americani. Se va a vedere chi faceva parte della P2, se verifica gli orientamenti dei singoli – lasciando stare Gelli, che ne era l’amministratore – si accorgerà che la P2 era tutta composta da ultramericani, da personalità molto vicine al mondo statunitense» (p. 95).

Cossiga ribadisce che la P2 era un’operazione «Filoamericana e atlantica» (p. 95).

Forse il Sen. Cossiga avrebbe fatto meglio a precisare che la P2 fu «una creazione», non tanto degli USA in quanto tali, bensì di personaggi/settori della Massoneria USA. Poi, dopo che Pinotti afferma «La P2 era perciò un baluardo anticomunista» (p. 95), Cossiga dichiara: «Naturalmente gli americani scelsero la forma massonica per questa operazione, perché da loro la massoneria è molto radicata. […]. Quasi tutti i Presidenti americani erano massoni e nello stemma degli Stati Uniti ci sono delle valenze massoniche. Allo stesso modo, la banconota degli Stati Uniti, il dollaro, è tutta piena di simboli massonici» (pp. 95-96).

Circa il Gelli massone/esoterico poco dopo la guerra, è interessante notare che in una raccolta di poesie del 1959 (“Luci di stelle alpine”), nella poesia “Il bianco e il nero”, Gelli scrive che: «“Senza Satana, non ci sarebbe Dio/ […] Ma non credere/ che tutto si divida in luce e buio…”». Questa raccolta di poesie, con “Il bianco e il nero”, sarà ripubblicata nel 1971 (cf. Aldo A. Mola, Gelli e la P2. Fra cronaca e storia, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2008, p. 422) quando ormai Gelli è un massone di tutto rispetto, dentro e fuori la Loggia P2. Dunque, Gelli lascia intendere cheSatana è necessario a Dio e che non è poi tanto cattivo, anzi...

Nel 2008, in un website massonico della Toscana, ho trovato un articolo del massone Olinto Dini il quale  fornisce un’informazione molto importante, che è assente da tutti gli altri libri o articoli su Gelli-P2, e che non c’è nemmeno negli Atti della Commissione Parlamentare sulla P2.  Eccola:«Il Gran Maestro Gamberini nel 1970 incaricò Licio Gelli, industriale aretino, elevato a Maestro il 27 febbraio 1962 e dopo due giorni al 33° grado del Rito Scozzese, di stabilire rapporti con la loggia aretina di piazza del Gesù ai fini della ripresa di un più ampio colloquio tra le due Obbedienze; lo elevò a Garante di amicizia del G.O.d.I. per la partecipazione al Consiglio dell’Ordine» (Olinto DINI [1° Sorvegliante della Loggia Logos N° 1082, Oriente di Firenze], “I Massoni Toscani per la Libertà, la Fraternità e l’Unità”, 2a parte, Firenze 27 aprile 2007, file: Logos-Dini-Seconda.pdf, p. 24, grassetto mio).

A questo proposito è interessante notare che in un’intervista rilasciata nel 1978, a Roberto Gervaso (anche lui iniziato alla P2), alla domanda: «Quando entrò in Massoneria?», Licio Gelli risponde: «Credo nel 1962» (cf. Roberto Gervaso, Massoneria, ecco cos’è. A colloquio con Licio Gelli, in Il Settimanale, 15 ottobre 1978, p. 30, grassetto mio).

Nel corso del mio studio soffermo l’attenzione su due Maestri Massoni piduisti, tra loro molto amici, entrambi interessati alla cultura esoterica: si tratta, anzitutto, di Licio Gelli (dapprima Segretario, poi Maestro Venerabile della Loggia P2) e di Pier Carpi (1940-2000), teosofo, scrittore e regista. In entrambi l’interesse esoterico precede, accompagna e segue la loro esperienza nella Loggia P2.

Vedremo che in Licio Gelli, la pubblicazione di scritti a contenuto esoterico avviene per lo più dopo la sua “esperienza P2”, anche se già prima di diventarne Maestro Venerabile egli ha fatto sue, ed esternato in modo discreto, alcune idee tipiche del mondo esoterico.

Si direbbe che nel periodo anni ’60-’80, Gelli sia stato impegnato soprattutto a costruire, consolidare e diffondere il «potere P2»in vari settori (politici, militari, sociali ed economici in Italia e all’estero, specialmente in America Latina). Con lo scioglimento della Loggia P2, si direbbe che Gelli abbia avuto più agio nel mettere per iscritto alcuni “sprazzi” della sua cultura esoterica, molto probabilmente già acquisita da tempo grazie ad una pluridecennale esperienza massonica. In ogni caso, pur con lo scioglimento della Loggia P2, e (a quanto pare) con la fine del «potere P2», non è terminato il “potere” Gelli, ossia il suo ascendente, la sua influenza, il suo prestigio, la sua rete di amicizie, iniziatiche e profane.

In effetti, Villa Wanda (la villa di Gelli presso Arezzo) è stata mèta di personaggi altolocati, anche dopo la fine della Loggia P2 (cf. Andrea Scanzi, Michela Scolari: “In un film racconterò segreti e verità di Gelli”, in Il fatto quotidiano, sabato 06 settembre 2014, p. 3).  

È bene precisare che le teorie esoteriche e iniziatiche riscontrabili in alcuni scritti di Licio Gelli si trovano anche negli scritti di altri massoni, membri di Massonerie “regolari”, “irregolari” e “spurie”.

4. Gelli tra Fascismo e Servizi

Ribadisco che, nonostante varie critiche massoniche (sincere o strategiche?), Licio Gelli è stato – a mio avviso – un autentico massone, nel senso che ha dimostrato una notevole abilità e perizia nel conciliare l’azione e penetrazione massonica nel mondo “profano” (attraverso una rete di “servizi”, “informazioni”, “amici”, “fratelli”) con l’approfondimento di quei contenuti della cultura massonica più prettamente esoterica ed iniziatica.

Nella Relazione morale, in occasione della Gran Loggia ordinaria del 24-25 marzo 1973, l’allora Grande Oratore del Grande Oriente d’Italia, Ermenegildo Benedetti denuncia senza mezzi termini Licio Gelli, pur non nominandolo esplicitamente : «[…] Oggi, invece, sembra che la Famiglia si stia smarrendo e che non riconosca più del tutto validi i fondamenti della sua tradizionale concezione della vita politica e sociale. Infatti, alla guida dell’organismo più delicato della Comunione, la Loggia Propaganda n. 2 (P. 2), è stato posto un Fratello, che non solo ha un triste passato fascista, ma che ancora vive delle concezioni di un funesto regime, fino al punto da invitare, i fratelli che appartengono ad alte gerarchie della vita nazionale, ad adoprarsi perché l’Italia abbia una forma di governo dittatoriale, l’unico per lui che possa risolvere i gravi problemi che affliggono la vita della Patria.  Questo illustre Fratello, pur denunciato da un alto dignitario del Grande Oriente d’Italia, per espressioni, ripetute e provate, altamente lesive della dignità e dell’onore del G.M. della Comunione, viene nonostante tutto conservato nel suo posto, per quanto chi di dovere sia stato tempestivamente portato a conoscenza dei suoi proponimenti politici e del suo passato, non tanto di fascista, quanto di violento persecutore di giovani partigiani e di renitenti alla leva della Repubblica di Salò»  (Ermenegildo Benedetti (Grande Oratore del Grande Oriente d’Italia), Relazione morale, Gran Loggia ordinaria, 24-25 marzo 1973, CPIP2, Doc. XXIII n. 2-quater/6/XII, Roma 1987, p. 186).

Indubbiamente Licio Gelli è stato sempre fiero del suo passato fascista. In un articolo del 05 dicembre 2008 su Repubblica (p. 16), il giornalista Concetto Del Vecchio scrive: «A quelli di pandora.tv Gelli ha detto di rimpiangere Benito Mussolini (“anche perché all’ epoca non c’erano in giro né gay né lesbiche”): “Se ci fosse oggi starei al suo fianco. Durante il fascismo c’erano serenità, lavoro, sicurezza, serenità. Non c’era la mafia”» (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/12/05/gelli-con-il-rito-della-spada-iniziai.html?refresh_ce).

In un’intervista del 2008, su Odeon-Tv, l’ex Venerabile della P2 ha dichiarato apertamente: «Io sono nato sotto il fascismo. Ho studiato col fascismo. Ho combattutto per il fascismo. Sono un fascista e morirò fascista» (http://video.repubblica.it/politica/licio-gelli–sono-fascista-e-moriro-fascista/222268/221495? refresh_ce).

Licio Gelli conferma in sostanza quella Relazione morale del Fr. Ermenegildo Benedetti anche in un’intervista a Sky TG24, il 04 giugno 2011, ore 15;30, allorché, chiamato a esprimersi sulla situazione politica italiana, egli (Gelli) afferma che ci vorrebbe una dittatura di stampo nazista o stalinista per rimettere a posto le cose (http://www.grandeoriente-democratico.com/Presentazione_e_Commento_a_GELLI_E_LA_P2_fra_ cronaca_e_storia_by_Aldo_Mola.html)

Anche il fatto che il Venerabile Gelli abbia potutofare pubblicamente l’apologia del Fascismo, senza subire alcuna conseguenza, fa comprendere che probabilmente il “potere” Gelli non si è esaurito con lo scioglimento della P2.

Ancora circa i rapporti tra Gelli & i Servizi, è interessante l’intervista rilasciata dallo stesso Gelli a Marco Dolcetta de “Il fatto quotidiano”, il 23 maggio 2014. Gelli confida : «Lei deve sapere che sono entrato nei Servizi di intelligence dello Stato italiano dopo un incontro con Mussolini che voleva conoscermi. Io, il volontario ‘Licio Gommina’ della guerra civile di Spagna, nella quale aveva perso la vita mio fratello. Il Duce mi chiese quale poteva essere la ricompensa che lo Stato italiano poteva dare alla mia famiglia. In quella occasione, gli dissi che senz’altro mi sarebbe interessato conoscere il mondo dei Servizi segreti… Da allora non ne sono più uscito» (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/23/licio-gelli-il-bambinone-renzi-e-gli-ex-lacche-di-berlusconi/996830/). (segue)

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