Francia: votato in prima lettura il progetto di legge sul fine-vita

eutanasiaAnche la Francia, dunque, ha adottato il progetto di legge sul fine-vita, anticamera dell’eutanasia. I deputati dell’Assemblea Nazionale, sia pure soltanto in prima lettura, hanno ritenuto così d’aver interpretato il pensiero «quasi unanime» della popolazione – secondo quanto scritto dal settimanale L’Express -, fondandosi però non su di un esito referendario o su di una qualsivoglia forma di democratica consultazione popolare, bensì su di un sondaggio televisivo condotto alla vigilia del dibattito parlamentare, incredibile! Più che legittimi sono i dubbi circa le percentuali diffuse. Che il consenso non sia generale, del resto, lo dimostrano i foglietti recanti le scritte «No all’eutanasia» e «R come resistenza» lanciati da ignoti sui banchi dei deputati di sinistra nell’emiciclo, episodio liquidato dalla stampa come un banale «incidente», una scocciatura insomma, benché alquanto significativo. Come significativa è anche la posizione nettamente contraria al progetto di legge, espressa in aula dagli eletti aderenti all’Intesa interparlamentare per la Famiglia o dall’ala cattolica, ritenendo – come l’on. Jean-Frédéric Poisson – «i rischi di una deriva eutanasica sempre presenti», praticamente dietro l’angolo. Prima dell’estate il testo dovrà essere esaminato dal Senato, ma questo passaggio, al momento, pare configurarsi come pro-forma o farsa di una scelta già compiuta a priori ed altrove.

I malati terminali potranno pertanto essere eliminati previa sedazione, quando i dolori lancinanti – fisici o psichici – non possano essere altrimenti alleviati o sopportati. Si comincia sempre così, con la concessione di un ampio margine valutativo ed interpretativo a chiunque – sanitari, familiari,… – sia in grado di esercitar pressioni dirette o indirette in tali, drammatiche situazioni.

Il testo, messo a punto dal socialista Alain Claeys e dal liberal-popolare Jean Leonetti dell’Ump, è passato a larghissima maggioranza, con 436 voti a favore e 34 contrari, assecondando così una promessa elettorale fatta dal Presidente François Hollande. Prevede il ricorso ad una «sedazione profonda e continua», sia pure solo «in certi casi». Proprio come per la legge sull’aborto, per la quale ben presto l’eccezione è divenuta norma. Vincolanti, in tal senso, sono le «dichiarazioni anticipate» eventualmente espresse a suo tempo dal paziente sano contro il cosiddetto «accanimento terapeutico». Il che significa poco o nulla, poiché, quando si sta bene, i parametri di riferimento sono generalmente ben diversi da quelli propri della malattia.

Ma questa è una società, che preferisce addormentare piuttosto che affrontare il dolore e la morte, come se di questa il paziente, decidendone cronometricamente il minuto esatto, potesse diventar padrone. L’importante – secondo Leonetti – è «por termine alla propria vita con dignità», senza tuttavia spiegare cosa, lui, con questo termine intenda. Mette forse conto ricordare cosa dica in merito il Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 2277, dove definisce l’eutanasia «moralmente inaccettabile», così come qualsiasi altra «azione» o «omissione», che, «da sé o intenzionalmente», provochi «la morte allo scopo di porre fine al dolore», come nel caso specifico in oggetto, costituendo ciò «un’uccisione gravemente contraria alla dignità della persona umana e al rispetto del Dio vivente, suo Creatore. L’errore di giudizio, nel quale si può essere incorsi in buona fede, non muta la natura di quest’atto omicida, sempre da condannare e da escludere».

Attenzione, poiché è già pronta la seconda puntata di questa messa in scena bioetica. Un nuovo sondaggio tv attesterebbe essere sull’80% i Francesi favorevoli ad un’eventuale legalizzazione dell’eutanasia, già peraltro reclamata a gran voce nell’aula parlamentare dai soliti pasdaran socialisti, Verdi-ambientalisti, radicali e Fronte di Sinistra, che – come Jean-Louis Touraine – han ritenuto, ad esempio, questo progetto di legge «troppo prudente, timido, zeppo di ambiguità, quindi frustrante e destinato a non funzionare», puntando a garantire l’incolumità piena ed assoluta in tribunale agli esecutori materiali del fine-vita. Non solo. L’Admd-Associazione per il diritto di morir con dignità, fautrice dell’eutanasia subito, ha già minacciato i deputati con lo spauracchio elettorale, sibilando che i Francesi «si ricorderanno, nel 2017, delle promesse dimenticate circa la libertà individuale, l’ultima libertà». Chiaro, no?

Essendo tali forze bravissime nel far lobby, ci si può dare sin d’ora appuntamento alla prossima, inevitabile puntata di un copione già scritto, che presto prevedrà anche l’estensione dell’eutanasia ai minori – con o senza il consenso dei genitori – e, perché no?, anche un confronto tra i costi sanitari di un anziano curato ed i costi sociali di un anziano eliminato. Tirando prevedibilmente le vili, disumane conclusioni…

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