Francia: sul fine vita il governo interpella la massoneria

LeonettiL’appuntamento era per mercoledì 8 ottobre presso l’Assemblea Nazionale, a Parigi: qui i deputati Alain Clayes e Jean Leonetti hanno ricevuto in veste ufficiale ovvero su incarico del primo ministro francese, Manuel Valls, niente meno che Daniel Keller, Gran Maestro del Grand’Oriente di Francia, Dominique Mantion in rappresentanza della Grande Loggia di Francia e Catherine Jea Nnin-Naltet, presidente della Gran Loggia Femminile di Francia. Tre vertici della massoneria d’Oltralpe, in poche parole. Per parlare di cosa? Di «accompagnamento delle persone in fin di vita». Argomento evidentemente strategico, poiché, nell’antilingua dominante, sinonimo di eutanasia.

In prima istanza ciò prova ancora una volta – caso mai ve ne fosse bisogno – la notevole considerazione goduta ed anche l’estrema influenza esercitata dai “grembiulini” sulle politiche del governo, ciò che già s’era ampiamente capito dopo la nomina di uno di loro, Patrick Kanner, a capo del ministero per le Città, la Gioventù e gli Sport, e dopo la partecipazione del ministro Taubira alla convention della Gran Loggia di Francia. Ma non si tratta solo di questo.

Uno dei due delegati di Valls, in particolare, ovvero Leonetti, cardiologo, ha un “pedigree” politico tutto particolare, che val la pena analizzare: è membro del Partito Radicale francese, la cui strategia politica è stata da sempre – e fortemente – influenzata dalla massoneria. Non a caso, tra i capisaldi del programma, trovan da sempre posto anche umanismo, laicismo ed il rispetto giacobino dei diritti umani.

In Francia, il Partito Radicale ha aderito, come persona morale, all’Ump: ciò gli ha permesso di conservare una propria fisionomia giuridica distinta, il legame diretto con i propri iscritti, l’accesso al potere, condizionando però al contempo la linea politica dell’Ump, di cui non a caso Leonetti è Vicepresidente dal febbraio dell’anno scorso.

Leonetti, di temi bioetici – e di fine vita in modo specifico –, si è sempre occupato: porta il suo nome la legge emanata in proposito il 22 aprile 2005. Il 20 agosto 2012 ha depositato, con altre personalità del gotha d’Oltralpe, anche la dichiarazione dei principii del movimento «Francia moderna ed umanista», di fatto una corrente interna all’Ump. Ma quel termine, umanismo, non è posto lì a caso, né rappresenta una corrente filosofica tra tante: ha anzi precisi connotati ideologici, anche in tema di fine vita, come viene ben chiarito sul sito ufficiale dell’European Humanist Federation, che individua proprio su tali questioni bioetiche le più evidenti differenze rispetto ad un approccio confessionale, approccio ch’essa vorrebbe rinchiuso nelle sagrestie, bollando come “interferenza” qualsiasi escursione religiosa in merito.

L’umanismo invoca l’eutanasia, fatta rientrare nei “diritti” individuali: ciascuno sarebbe cioè libero di decidere per conto proprio ed in modo totalmente indipendente, senza pressioni, né da familiari, né dalla Chiesa; lasciandolo fare, qualora si risolvesse per il gesto estremo, per una questione di… rispetto. Zitti ed inermi a guardare un proprio caro togliersi la vita.

Ma non è l’unico aspetto critico dell’umanismo: esso invoca anche una netta separazione tra Chiesa e Stato, si scaglia contro i crocifissi esposti nelle aule scolastiche, contro la manifestazione pubblica della propria fede, contro la tutela del diritto alla vita dei bambini non nati, contro qualsiasi sostegno economico a scuole ed ospedali, se cattolici. Ecco, Leonetti si forma e cresce politicamente in questo brodo di coltura. Non stupisce più di tanto, quindi, il fatto che, per parlare di fine vita, si sia incontrato con le principali logge massoniche francesi. Il fatto che non stupisca, non rende però tutto questo meno inquietante e sinistro…

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