FRANCIA: schiacciante vittoria degli astensionisti alle europee

Le elezioni europee in Francia sono state caratterizzate da un’astensione più forte di quella del 2004: il 59% degli elettori non è andato a votare. Rispetto alla prima elezione europea, nel 1979, l’astensione è cresciuta di venti punti. Questa astensione di massa punisce una campagna elettorale tra le più piatte, durante la quale la stampa e i grandi partiti hanno evitato di affrontare realmente le questioni europee. Un anno dopo la ratifica parlamentare del trattato di Lisbona, l’atteso dibattito non ha avuto luogo.


Il 27,9% dei voti raccolti dall’UMP, il partito di governo, rappresenta solo il 10,8% degli iscritti. Ciononostante, i risultati di queste elezioni sono stati accolti con soddisfazione dal governo di François Fillon. Nicolas Sarkozy non poteva sperare di meglio: l’UMP arriva in testa, anche se il suo punteggio è in calo di tre punti rispetto al primo turno dell’elezione presidenziale. Il PS è crollato, ottenendo solo il 16,5% dei voti, soggiogato dalla lista Europe Ecologie guidata da D. Cohn-Bendit (16,3%), in buoni rapporti con Sarkozy. Il Movimento democratico, presieduto da F. Bayrou, non è riuscito a superare i voti dell’elettorato abituale del centro (8,5%), benché avesse tentato di imporsi come principale forza di opposizione.

Le liste “sovraniste” sono state respinte, in quanto hanno raccolto solo il 13,2% dei voti contro il 29% del 1994 e del 1999 e il 20% del 2004. Non bisogna però lasciarsi ingannare dalla vittoria relativa dell’UMP. Se l’UMP ha confermato di essere un’eccellente macchina elettorale, raccogliendo fin dal primo turno la grande maggioranza dell’elettorato di destra, le riserve di cui potrebbe beneficiare in un sistema a doppio turno restano deboli. Nonostante il successo ottenuto alle elezioni europee, non sembra essere in grado di riconquistare un gran numero di regioni alle elezioni regionali di marzo 2010. Il risultato più significativo di queste elezioni resterà il successo senza precedenti della lista Europe Ecologie di D. Cohn-Bendit, ex agitatore sessantottino che gode di un grande favore nella stampa e che trae vantaggio non solo dalle difficoltà in cui versa il PS, ma anche dalla campagna orchestrata da ormai due anni e mezzo sul tema del riscaldamento climatico. E mentre la proiezione alla televisione del film Home, dedicato a questo argomento, solo due giorni prima del voto, ha senza dubbio fatto crescere le preferenze della lista Europe Ecologie. A Parigi e nelle grandi città i Verdi hanno spesso superato il 20%: il 29% a Parigi (il 36% nel quartiere del Marais), il 27% a Rennes, il 25% a Nantes…

Emarginate dalla stampa, le liste sovraniste non sono riuscite a far sentire la loro voce. Ottengono un risultato deludente: 6,3% per il FN; 4,8% per Libertas, alleanza tra il Mouvement pour la France e il Movimento Caccia Pesca Natura e Tradizioni; 1,8% per le liste golliste di Nicolas Dupont-Aignan (Debout la République) e 0,4% per le tre liste del Partito della Francia di C. Lang e di J.-C. Martinez, entrambi deputati uscenti del FN.

I “sovranisti” dovranno accontentarsi di quattro seggi: tre per il FN – J. M. Le Pen a sud-est (8,5%), M. Le Pen a nord-ovest (10,2%) e B. Gollnisch a est (7,6%) – e uno per il MPF, Philippe de Villiers a ovest (10,3), il quale avrà avuto almeno la consolazione di arrivare ampiamente in testa nel suo feudo di Vandea (33%) e di essere in grado di incidere nelle elezioni regionali della prossima primavera nella Loira (14%) e nel Poitou-Charentes (11,5%). Mentre l’opinione pubblica sembra sempre meno sensibile ai temi nazionali, i sovranisti hanno visibilmente sofferto di una forte demotivazione del loro elettorato che tende, dall’elezione di Nicolas Sarkozy nel 2007, a rifugiarsi nell’astensionismo, rifiutando un meccanismo politico nel quale non trovano più posto.

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