Francia: la jihad ora comincia nelle scansie del supermercato

CarrefourUn intero scaffale di libri sfacciatamente filo-islamici a disposizione della clientela: è accaduto presso l’ipermercato Carrefour di Montigny-Les-Cormeilles nella Valle d’Oise, in Francia, lo scorso 2 luglio. Si trattava di classici dello jihadismo salafita, specifico dell’Arabia Saudita. Jihadismo, che intende diffondersi in tutto il mondo, ritenendo la parola di Allah superiore a quella di tutte le altre religioni.

Non basta: due dei testi proposti alla vendita contengono scritti esplicitamente discriminatori nei confronti dei cristiani. Uno, ad esempio, I 40 Hadith, tratto dall’opera dell’imam Nawani, preconizza la morte per gli «apostati» (intendendo con tale espressione quei musulmani, che si convertono al Cristianesimo). L’altro libro è dello sceicco saudita Abu Bakr al Jazairi e si intitola La via del musulmano. Ricorda il divieto di costruire chiese nei Paesi islamici. Ma non solo: esalta la schiavitù, predica una jihad esplicitamente «offensiva» – poiché necessario sarebbe «attaccare» -, promette l’esecuzione capitale per gli apostati, per gli omosessuali ed anche per le coppie di conviventi non sposati. Altre delle opere esposte nell’ipermercato ricalcano i medesimi contenuti. Fenomeni di questo tipo rappresentano, secondo un’inchiesta messa a punto dall’Osservatorio dell’islamizzazione, una sorta di «sharia sunnita classica applicata alla lettera dallo Stato islamico d’Iraq e del Levante, la cui ideologia i clienti di quel Carrefour concorrono ingenuamente a diffondere».

Il prof. Hamadi Redissi dell’Università di Tunisi, uno dei massimi esperti d’islam politico, ha scritto nel suo ultimo libro, La tragedia dell’islam moderno: «Il lettore occidentale verrà così certamente dirottato al sommario di un qualsiasi manuale di diritto musulmano. Manuale, che immancabilmente include il ‘Libro della jihad’, dovere collettivo che riguarda la comunità nel suo complesso e non una persona in particolare. È un testo interamente consacrato alla cosiddetta ‘guerra santa’, sebbene oggi sia opinione comune credere che il corpus giuridico sia preoccupato della ‘jihad spirituale’». Ma non è così. Guerra santa, cui lo stesso Occidente adesso fa da megafono. Ora anche attraverso le corsie dei supermercati. Non sarebbe ora di darsi una regolata?

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