Francia: la comunità islamica ci riprova e vuole la “sua” scuola

HalluinDopo il tentativo fallito della scuola islamica di La Chapelle-Saint-Mesmin, chiusa per cavilli burocratici, la comunità musulmana ci riprova e annuncia dal prossimo settembre l’apertura di una primaria privata all’ombra del minareto d’Halluin, nei pressi di Tourcoing, in Francia. Si tratta di una cittadina di 20 mila abitanti, vicina al confine col Belgio: eppure qui, in questa piccola comunità, dovrebbe sorgere il primo istituto di questo tipo nella regione. Ancora non sono state espletate tutte le tappe amministrative necessarie affinché il progetto si concretizzi, ma l’annuncio, intanto, l’associazione al-Fitra, presieduta da Farid Aouragh, l’ha dato, quasi a voler mettere la bandierina sul progetto. A darne notizia, è stato il giornale La Voix du Nord.

Eppure avere i pur necessari pareri favorevoli da Comune, autorità didattiche, Prefettura e Procura, è tutt’altro che scontato: ancora la scorsa settimana i tecnici municipali hanno compiuto un sopralluogo ed hanno ritenuto che non tutte le esigenze d’igiene e sicurezza corrispondano ancora ai parametri richiesti. Nonostante questo, si è già tenuto sabato scorso un incontro pubblico di presentazione, per informare chiunque dell’iniziativa e magari, perché no?, raccogliere anche qualche nuovo alunno con i moduli prestampati distribuiti per l’occasione. Non che la scuola ne abbia bisogno: prevede infatti sin d’ora d’accogliere fino a 110 allievi nei locali messi a disposizione dall’organizzazione islamica locale, che ne è proprietaria. Locali, quindi, a due passi dalla moschea.

Ora pare che l’istituto stia selezionando cinque insegnanti per i corsi di francese, matematica, scienze ed altre materie: «La nostra base sarà il programma comune della Pubblica Istruzione», ha dichiarato la futura direttrice, Céline Benfyala. Ma i promotori puntano anche sul trilinguismo (oltre al francese, l’inglese e l’arabo opzionale) e sull’educazione religiosa (un’ora e mezza la settimana, pure opzionale), per riempire le proprie aule. Oltre a garantire un’istruzione «personalizzata», che «prolunghi» in classe «i valori ricevuti a casa», affermano in modo sibillino.

Per cinque anni – come previsto dalla legge d’Oltralpe – la scuola sarà fuori contratto e dovrà basarsi esclusivamente su fondi propri, poi potrà ricevere invece sovvenzioni statali, nel caso i requisiti corrispondano a quanto richiesto dalla normativa: questa è la «nostra ambizione», dichiara al-Fitra. Che nel frattempo ha già fissato le rette per le famiglie – dai 90 ai 150 euro al mese ad alunno – e lanciato un appello per eventuali offerte e donazioni.

Insomma, i ripetuti tentativi mossi in tal senso rivelano come l’islam francese voglia a tutti i costi le proprie scuole: e v’è da dubitare che, con le leggi europee “tolleranti” ed “interreligiose”, la Francia iperlaicista possa e voglia opporsi ancora a lungo… Salvo poi “esportare” tale modello dal Paese a maggior tasso d’immigrazione anche al resto del Continente…

Donazione Corrispondenza romana