Francia: così si sventano gli attentati kamikaze della jihad

ParigiL’obiettivo era la Francia, la data giovedì 1 dicembre, il mandante l’Isis: sono queste le coordinate del «grave attacco» jihadista – come lo ha definito il presidente Hollande – sventato grazie agli arresti compiuti nella notte tra sabato e domenica a Strasburgo ed a Marsiglia. A confermarlo, è stato il Procuratore della Repubblica di Parigi, François Molins (nella foto).

In merito è stata aperta un’indagine giudiziaria con le accuse di associazione a delinquere e detenzione d’armi in relazione ad un’azione terroristica. Cinque sono gli individui sospettati di un progetto eversivo definito «mortale». I primi quattro, intercettati presso il quartiere della Meineau, a Strasburgo, sono tra loro amici di lunga data: si tratta di Yassine B., 37 anni, francese, animatore in una scuola e sconosciuto ai servizi segreti; Icham M., suo coetaneo e connazionale, magazziniere, con 6 condanne alle spalle per reati comuni; Samir B., 35 anni, franco-tunisino, tabacchino, già condannato 7 volte; Zakaria M., 35 anni, franco-marocchino, disoccupato e sconosciuto all’intelligence. Tutti agivano in modo molto discreto e prudente, coordinati dal loro mandante, stanziato nella zona siro-irachena. Comunicavano tra loro tramite una rete chiusa ed una linea dedicata. Presso di loro sono state recuperate molte armi automatiche – tra cui pistole Sig Sauer e Glock, decine di cartucce calibro 6.35 e 9 mm, oltre a munizioni 38 special – e quantità importanti di documenti comprovanti il loro stretto collegamento con l’Isis, nonché una spiccata predisposizione a compere attacchi kamikaze. Un paio di file rintracciati su di una chiavetta Usb, appartenente a Yassine B., hanno evidenziato la disponibilità di una certa somma di denaro, oltre alle coordinate satellitari di un deposito d’armi. Una decina i siti da loro valutati per l’attentato, tutti luoghi simbolici, di cui gli inquirenti han trovato traccia, controllando le loro ricerche su Google Maps: tra i possibili bersagli, la sede della Polizia parigina, i mercatini di Natale, i Champs-Élysées, Disneyland Paris, la stazione della metropolitana e numerosi edifici sacri.

Contemporaneamente ai loro arresti, a Marsiglia, la Dgsi, Direzione Generale della Sicurezza Interna, ha proceduto anche al fermo di Icham E., 38 anni, l’unico personaggio già noto ai servizi segreti: fu segnalato per la sua spiccata radicalizzazione dalle autorità del Portogallo, Paese ove risiedette sotto falsa identità a partire dall’autunno del 2013. Ad insospettire sono stati i suoi frequenti spostamenti, in particolare uno compiuto in Turchia.

Proprio alla vigilia degli arresti, Yassine B. e Icham M. avevano scaricato l’applicazione Periscopio, probabilmente per farsi un selfie in diretta, durante il massacro. Per un soffio, però, il loro sogno criminale è provvidenzialmente svanito.

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