Francia: atti cristianofobici +40%, quelli gravi sono stati 307

FranciaLa statistica c’è e nei giorni scorsi era stata ripresa (tra i pochissimi media disposti a farlo) dall’agenzia francese on line Atlantico.fr e dal quotidiano italiano Il Foglio: in Francia gli atti cristianofobici, da gennaio ad oggi, sono aumentati del 40%. Nessuno ne parla, ma è così, come confermato dal Service central de reinsegnement territorial, l’ente ministeriale preposto ad occuparsi di Pubblica Sicurezza. Drammatico record per un Paese europeo. Che, tradotto, vuol dire, per lo più (ma non solo) chiese profanate e/o depredate, lo stesso per i cimiteri, sagrestie incendiate e preti aggrediti.

L’Observatoire de la Christianophobie ha in queste ore diffuso anche le cifre della persecuzione: solo tenendo conto dei crimini gravi commessi nei Dipartimenti francesi, nei primi 9 mesi dell’anno se ne sono calcolati già 307, vale a dire una media di più di uno al giorno. Solo a settembre ne sono stati registrati 17 in 14 luoghi diversi, avvenuti in 12 Dipartimenti. Numeri impressionanti, numeri che parlano da soli.

Eppure, secondo una politica autolesionistica purtroppo imperversante nel gotha d’Oltralpe, il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, sempre pronto a condannare qualsiasi graffietto islamofobico venga commesso, diventa incredibilmente muto e fa lo gnorri quando nei guai ci siano i cristiani, nonostante il Service central de reinsegnement territorial, che li ha diffusi, sia una sigla dipendente dal suo dicastero.

Non meno schizofrenico l’atteggiamento della stampa: il quotidiano Le Monde ha recentemente dato ampio spazio ad un soggetto letteralmente cacciato dall’Osce, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, dove sedeva come consulente, per aver fatto «lobbyng pro islamista»: si tratta di Marwan Muhammad, leader del Ccif, il Collectif contre l’islamophobie en France, uno pronto a sostenere che «l’islam sia una religione francese, il velo faccia parte dei capi d’abbigliamento francesi e Mohammed sia un nome francese», quindi o totalmente ignorante della fede, della storia, dell’arte e della cultura del Paese che lo ospita oppure non in mala, bensì in pessima fede e spavaldo al punto da esser convinto di potersi prender gioco di tutti.

Sulle cifre reali della persecuzione condotta contro i Cristiani in Francia, invece, silenzio generale. Il prof. Xavier Raufer, criminologo e direttore di ricerca del Dipartimento sulle Minacce Criminali Contemporanee presso l’Università Paris II, ha puntato con fermezza il dito in un’intervista apparsa su Atlantico.fr: «40% è una cifra drammatica. Siamo un Paese di 66 milioni di abitanti: già quando la criminalità aumenta del 2/3% si parla di dramma, vi lascio dunque immaginare cosa possa rappresentare questa esplosione».

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