Fondata la prima chiesa per atei

Peters KoreyPer la serie “ma che senso ha?”, ecco la prima chiesa per atei. Nata a Calgary (Canada) per opera di un ex cristiano convertito all’ateismo, desidera raccogliere tutti quelli che “non riescono a credere nella religione”.
Inoltre, secondo il suo fondatore Korey Peter, è “opportuno creare una chiesa priva di horror, ignoranza e superstizione”. Per questo la Chiesa Secolare si baserà su quattro articoli, tra cui “puntare sulla sostenibilità” e “costruire una cultura durevole”.
Difficile trovare una confusione maggiore.

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31 gennaio 2013
In arrivo la chiesa per atei

Tutto merito di un uomo di Calgary innamoratosi della fede anglicana

L’Huffington Post ci racconta la storia di Korey Peters, convertitosi dal Cristianesimo all’ateismo e che ha creato la prima chiesa per atei di Calgary al fine di raccogliere tutti coloro che non riescono più a credere nella religione.

VOGLIA DI CORO – Per Peters è opportuno creare una chiesa che sia priva di horror, ignoranza e superstizione dopo un viaggio compiuto in Regno Unito nel 2006 con sua moglie. Viaggio che l’ha portato a rispettare una scommessa che prevedeva come, in caso di trasvolata oceanica, l’uomo dovesse entrare a far parte di un coro ecclesiastico con lei. All’epoca in Regno Unito si trovarono subito a proprio agio tanto che al ritorno a casa loro a Calgary hanno voluto frequentare una chiesa anglicana per poter cantare in un coro simile

I FONDAMENTI – Ed ora che Peter è diventato ateo frequenta la Chiesa con maggiore dedizione. Ma visto che voleva avere la compagnia della chiesa ma senza Dio e Gesù ha cercato di raccogliere i “non-fedeli” per vivere in una comunità di “non-credenti”. Per questo è nata la Chiesa Secolare di Calgary, guidata dagli Unitariani Universalisti. La costituzione è basata su 4 articoli: minimizzare le sofferenze e massimizzare la felicità, puntare sulla sostenibilità, costruire una cultura durevole e costruire una cultura globale. Parliamo di un posto in cui le persone possono godere del lavoro della propria comunità.

Fonte: Giornalettismo

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