Focus su san Giuseppe e sulle catacombe

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(Mauro Faverzani) Nel numero doppio di gennaio/febbraio, attualmente in distribuzione nelle case di tutti gli abbonati, il mensile Radici Cristiane dedica la copertina a san Giuseppe, anzi, come recita l’editoriale, alla «sublime missione di San Giuseppe»: «San Giuseppe fu predestinato dall’eternità a cooperare, nella sua qualità di Sposo di Maria e di padre putativo di Gesù, al mistero dell’Incarnazione, cioè al più grande avvenimento della storia – scrive il Prof. Roberto de Mattei –. A nessuna creatura, dopo Maria, furono concesse grazie così grandi. Per celebrare il 150° anniversario del decreto Quemadmodum Deus di Pio IX, papa Francesco ha indetto un Anno di san Giuseppe. Per l’occasione la Penitenzieria apostolica ha concesso ai fedeli lo straordinario dono di speciali indulgenze, anche se pochi ne hanno colto la rilevanza…».

In Attualità il dott. John Lenczowski, fondatore e presidente dell’Institute of World Politics di Washington, dichiara senza mezzi termini in un’intervista come la Cina rappresenti una minaccia per l’intero mondo non comunista. Ed il guaio è che questo capita proprio nel momento in cui gli Stati Uniti e l’Occidente in genere sono in preda ad una situazione di degrado morale, che intacca e compromette anche la loro politica e le strategie di prospettiva. In un’altra interessante intervista, il dott. Steve Mosher, presidente del Population Research Institute, spiega come lo JAHLF o Accademia per la Vita Umana e la Famiglia intenda rendere un servizio al Magistero della Chiesa cattolica, ribadendo e difendendo sempre le verità morali fondamentali. Ma aggiunge anche per quale motivo il Coronavirus sia da ritenersi un organismo creato in laboratorio e come agiscano i «Black Lives Matter», gruppo di ispirazione comunista.

Il Dossier è dedicato alle catacombe, «cuore della fede»: i primi secoli della Chiesa furono un’epoca di persecuzione e di martirio, ma anche di lotta, che gli Apostoli ed i loro successori condussero, per annunciare il Vangelo ovunque. Del resto, l’Eucarestia è un culto martiriale. I martiri di Roma sono gli imitatori di Cristo e l’Eucarestia, celebrata su ordine e in memoria di Cristo, era l’espressione cultuale più adatta ad onorarli. La Roma sotterranea documenta l’integrità di quella fede romana, che dal tempo dell’apostolo Paolo viene celebrata in tutto il mondo e che mai tramonterà. Anche oggi si prospetta di nuovo una discesa nelle catacombe, per molti già cominciata: è un’opportunità per recuperare i fondamenti della fede. In Storia si presentano i 6.600 santi martiri della Legione Tebea: due antiche Passiones ne narrano le vicende. Furono massacrati sotto l’imperatore Massimiano per il fatto di non aver voluto sacrificare agli dei pagani. Ancora oggi il loro culto è molto diffuso sulle montagne e nelle aree pedemontane di entrambi i versanti delle Alpi occidentali.

Il card. Raymond Leo Burke richiama nel suo consueto intervento l’esempio di sant’Agata: secondo la logica umana, avrebbe potuto salvare la sua vita rinnegando Cristo, adorando gli idoli ed assecondando i desideri del governatore Quinziano, ma così avrebbe guadagnato soltanto l’infelicità nel presente e la perdita della vita eterna. Invece, come fedele “schiava” di Cristo, sant’Agata godette di quella piena ed autentica libertà, che comporta la felicità già in questo mondo e la speranza sicura della felicità eterna nel Regno dei Cieli. Don Marino Neri propone invece una riflessione sulla festa per la presentazione di Gesù al Tempio, introdotta a Roma già nel VII secolo, probabilmente dal papa di origine orientale Sergio I. Essa prefigura l’oblazione cruenta di Cristo sulla croce. Il Tempio di Gerusalemme è pertanto figura del Tempio Celeste della gloria nel quale Cristo Risorto, Sommo ed Eterno Sacerdote, continua ad intercedere come Mediatore.


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Tesori d’Italia si occupa della Maremma, terra indomita, selvaggia e ricca di storia. Dante ne parlò nell’«Inferno», paragonandola alla selva dei suicidi: è nei secoli sbocciata, rivelandosi ricca di storia, di arte, di cultura e di fascino. Ed è proprio qui che si trova la più famosa – ed autentica – “spada nella roccia”: è la Rotonda di Montesiepi, ai confini della Maremma senese. Qui, nel XII secolo, un cavaliere, Galgano, convertitosi dopo una vita violenta e dissoluta, conficcò l’arma nel terreno, per dedicarsi ad un’esistenza eremitica nella devozione del Signore. Tanti altri luoghi della Maremma invitano alla sosta ed alla contemplazione come il piccolo borgo di Bolgheri, che ispirò Giosuè Carducci, il quattrocentesco Palazzo dei Priori a Piombino, la cattedrale di San Lorenzo a Grosseto, palazzo Vitelleschi a Tarquinia e molti altri ancora, a dimostrazione di come questa sia una terra d’arte, di fede e di tradizione.

In Arte e Letture viene proposta la pala d’altare Fuga in Egitto, realizzata tra il 1561 ed il 1565 per la cappella Mantica del duomo di Pordenone: giunse come il coronamento di un progetto, iniziato qualche anno prima con gli affreschi dedicati alla glorificazione della vita della Vergine. Se l’arte solitamente distingue il momento dinamico della fuga da quello statico della sosta, in questa circostanza l’autore, Pomponio Amalteo, li fonde insieme: mentre ancora la Sacra Famiglia è in movimento da Betlemme verso Eliopoli, per sfuggire alla strage ordinata da Erode, si compie l’episodio miracoloso del ramo di palma, che si piega verso il Bambino e sua Madre, per offrir loro i suoi frutti e la sua ombra, come ristoro per una pausa.

A Roma è possibile porsi sulle orme di santa Cecilia. La si ritrova nella chiesa di San Luigi dei Francesi grazie all’opera di un pittore, il Domenichino. E poi ancora nella basilica ad essa dedicata, a Trastevere, ove viene raffigurata in una scultura di Stefano Maderno. Patrona di musicisti e poeti, venne martirizzata nel III secolo, per essersi rifiutata di adorare gli idoli. Chiudono il numero di Radici Cristiane di gennaio/febbraio le consuete rubriche ovvero le News, L’arte racconta, le Letture consigliate, i Lettori ci scrivono e L’Agenda.


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