In un’epoca caratterizzata da conflitti religiosi, politici e militari, crisi culturale, decadenza morale e smarrimento progressivo di ogni identità, non si possono eludere alcune domande di fondo: quali sono le radici del disordine in cui siamo immersi, qual è la sua essenza ultima e come reagire aa questa situazione in modo efficace? I cattolici, ha detto Papa Leone XIV nell’enciclica Magnifica humanitas del 15 maggio 2026, «si trovano oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme».
Per rispondere a queste domande torna, da giovedì 23 a domenica 26 luglio 2026, presso la suggestiva Foresteria del Monastero di Santa Scolastica a Subiaco, l’Università d’Estate della Fondazione Lepanto, giunta alla sua undicesima edizione. Il tema scelto per quest’anno riassume il compito che lo stesso Leone XIV sembra affidare alle nuove generazioni: “Fermare il caos. L’impegno dei cattolici nel nuovo disordine mondiale”. L’Università d’Estate non è un semplice ciclo di conferenze, né una vacanza culturale, ma rappresenta da oltre un decennio, una vera esperienza di formazione intellettuale, spirituale e umana, capace di riunire studenti, docenti, sacerdoti, e laici desiderosi di approfondire la propria visione del mondo alla luce della dottrina della Chiesa e della legge naturale.
Svoltasi per la prima volta a Norcia nel 2014, per iniziativa della Fondazione Lepanto, l’Università d’Estate si è progressivamente affermata come uno degli appuntamenti culturali più significativi della cultura cattolica italiana. Dopo il terremoto che ha colpito la città natale di san Benedetto nel 2016, l’Università si è spostata nel 2017 a Subiaco, luogo anch’esso legato al padre del monachesimo occidentale e di quella civiltà cristiana alla cui restaurazione è finalizzato l’impegno culturale ed apologetico della Fondazione.
Nel corso delle sue edizioni l’Università ha affrontato grandi questioni religiose, filosofiche, storiche e geopolitiche: dalle radici cristiane dell’Occidente alla crisi della civiltà contemporanea, dal ruolo dei laici alla battaglia culturale del nostro tempo, fino alle nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale, dalla bioetica e dai mutamenti geopolitici globali.
Nel corso degli anni, numerosi studiosi e personalità di primo piano hanno contribuito alla crescita dell’iniziativa. Accanto al professor Roberto de Mattei, presidente della Fondazione Lepanto, sono intervenuti relatori conosciuti nel panorama culturale cattolico e internazionale, come i padri Alessandro M. Apollonio e Serafino M. Lanzetta, don Marino Neri, i professori Giorgia Brambilla, Pucci Cipriani, Matteo D’Amico, Massimo de Leonardis, Davide Ferraris, Luca Galantini, Umberto Galeazzi, Lorenzo Gasperini, Ettore Gotti Tedeschi, Carlo Manetti, Cristina Siccardi, Andrea Sandri, Giovanni Turco, oltre a figure internazionali, come Bernard Antony, Stéphane Buffetaut, John Rao, e a personalità del mondo delle istituzioni, tra cui il presidente della Camera Lorenzo Fontanae l’abate di Subiaco Mauro Meacci, che hanno aperto più di una volta i lavori..
L’edizione 2026 si annuncia particolarmente ricca, attraverso un percorso che intreccia storia, filosofia, morale cattolica e politica internazionale. Le relazioni affronteranno temi cruciali: la crisi morale e culturale dell’Occidente, le trasformazioni geopolitiche del mondo multipolare, la difesa della vita e della legge naturale, il ruolo dei laici nella battaglia delle idee, la comunicazione, la teologia e le nuove sfide poste alla coscienza cattolica. Tra i relatori dell’edizione 2026 saranno presenti, oltre al prof. Roberto de Mattei, il prof. don Roberto Spataro SDB, teologo e studioso di scienze umane; don Lubomír Urbančok e don Ignazio Devoto, teologi; l’ing. Fabio Fuiano, esperto di bioetica; il dott. Marco Ferrazzoli, specialista di scienza della comunicazione; il prof. Corrado Gnerre, docente di Scienze religiose e direttore del Cammino dei Tre Sentieri; il dott. Marco Rota, esperto di geopolitica; il prof. José Antonio Ureta, dirigente dell’Associazione Tradizione, Famiglia, Proprietà.
L’esperienza di Subiaco non si esaurisce nelle lezioni. La forza dell’Università d’Estate non risiede soltanto nella qualità dei relatori, ma nel metodo che propone: in un’epoca dominata dall’informazione frammentata e dai messaggi istantanei, Subiaco offre uno spazio di studio, riflessione, vita spirituale e amicizia culturale. Le giornate sono scandite dalla celebrazione quotidiana della Santa Messa, da momenti di dialogo e convivialità e da visite guidate in luoghi di straordinario valore spirituale, come il Sacro Speco e lo stesso Monastero di Santa Scolastica, cuore della tradizione benedettina europea. Una ricca selezione di libri, antichi e recenti, è a disposizione di chi comprende l’importanza dell’approfondimento attraverso la lettura.
Partecipare all’Università d’Estate significa dunque rafforzare la propria formazione e acquisire strumenti di giudizio in un clima di autentica amicizia cristiana.
La quota d’iscrizione, comprensiva di vitto completo, alloggio in camera doppia e partecipazione al corso, è di 320 euro per l’intero soggiorno da giovedì 23 luglio a domenica 26 luglio; è disponibile anche la sistemazione in camera singola con supplemento. Chi desidera partecipare dovrà inviare un curriculum vitae all’indirizzo [email protected] (non richiesto per chi ha già preso parte alle precedenti edizioni).