FECONDAZIONE ARTIFICIALE: nuove aberrazioni in Canada

L’ultima notizia sconcertante in tema di uteri in affitto arriva dal Canada, riferisce Schoepflin su “Avvenire” del 14 ottobre. Un uomo e una donna si trovano a dover affrontare una battaglia contro la madre surrogata che sta portando in grembo il figlio concepito in vitro con i loro gameti, a causa del rifiuto dalla gestante di abortire. La richiesta di interrompere la gravidanza è arrivata dalla coppia canadese una volta che gli esami hanno evidenziato che il bambino è affetto dalla sindrome di Down.

La legge canadese prevede la possibilità della maternità surrogata nei casi in cui non vi sia una ricompensa in denaro per la donna che porta avanti la gravidanza, ma in questo caso il motivo della disputa legale è costituito dal contratto stipulato tra quest’ultima e la coppia. Il dottor Ken Seethram, che lavora presso la clinica di Vancouver che ha seguito l’iter medico della coppia, ha infatti rivelato che esiste un accordo scritto secondo il quale, nel caso in cui la madre surrogata si rifiutasse di abortire, la coppia non avrebbe alcun tipo di responsabilità nei confronti del figlio.

Giuristi, medici ed esperti di bioetica si interrogano adesso sulla validità di quell’accordo e su quale sia la strada per tutelare i soggetti coinvolti. Secondo Juliet Guichon, bioeticista dell’Università di Colgary, i genitori non possono rifiutarsi di prendere in carico il bambino. Il contratto non avrebbe alcun valore poiché le norme che riguardano gli accordi tra due o più persone non si possono applicare in materia di maternità surrogata a meno di non ledere la sacralità della vita umana.

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