Fatta a pezzi statua di Gesù Bambino ad Albino

Gesù BambinoRidurre letteralmente in briciole la statua di Gesù Bambino e colpire anche quella della Madonna con tanta cattiveria, con tanta foga, con tanta violenza, in spregio ad ogni timor di Dio e rispetto del prossimo, non può essere archiviato, ancora una volta, come un semplice atto di “teppismo”: gli ignoti che la notte di Santo Stefano hanno compiuto questa profanazione, devastando, anzi violando il presepe nella piazza della parrocchia di San Giuliano, ad Albino, non possono essere considerati, derubricati, né liquidati come “vandali” comuni. Forse per questo il parroco, don Giuseppe Locatelli, ha voluto lasciare i resti del manufatto in pezzi dentro uno scatolone, sotto il porticato della chiesa, e pubblicarne la foto su Facebook. Perché fosse evidente l’assoluta e cruda stoltezza del gesto compiuto.

E’ chiaro contro chi si sia diretto l’odio dei criminali, che han compiuto l’efferata azione. Ancora una volta. Come altre, in passato: solo tre anni fa la statua del Bambinello fu addirittura rubata ed il resto della Natività distrutto.

Il parroco ha rivolto un chiaro invito sui social ed, al termine delle Sante Messe, ai fedeli: «Non ci resta che pregare». Ed è vero. Anche se ha aggiunto, mestamente: «Oggi, come duemila anni fa, qualcuno è infastidito da quel grande messaggio di Amore, che è per tutta l’umanità».

Speriamo che davvero questo “qualcuno” venga disturbato al punto da rimettere in discussione anche sé stesso e la sua coscienza e comprendere la gravità del gesto sacrilego compiuto.

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