FAMIGLIA: più di due milioni a Madrid “per la famiglia cristiana”

Più di due milioni di persone si sono riuniti questa domenica nella Plaza Colón di Madrid per esprimersi a favore della “famiglia cristiana”, in un atto organizzato dall’arcidiocesi della capitale spagnola con l’appoggio di movimenti ecclesiali e organizzazioni di sostegno alla famiglia e alla vita.





Più di due milioni di persone si sono riuniti questa domenica nella Plaza Colón di Madrid per esprimersi a favore della “famiglia cristiana”, in un atto organizzato dall’arcidiocesi della capitale spagnola con l’appoggio di movimenti ecclesiali e organizzazioni di sostegno alla famiglia e alla vita.

Benedetto XVI, prima di recitare l’Angelus da Piazza San Pietro domenica 6 gennaio, ha rivolto in spagnolo un saluto ai manifestanti incoraggiandoli a «testimoniare davanti al mondo la bellezza dell’amore umano, del matrimonio e della famiglia».

«Questa – ha spiegato – fondata sull’unione indissolubile tra un uomo e una donna, rappresenta l’ambito privilegiato in cui la vita umana viene accolta e protetta, dall’inizio fino al termine naturale».

I presenti, in una mattinata di sole, hanno potuto seguire le parole del Vescovo di Roma attraverso nove maxischermi collocati in Plaza Colón e nelle vie adiacenti.

«I genitori hanno il diritto e il dovere fondamentale di educare i propri figli nella fede e nei valori che danno dignità all’esistenza umana» ha detto il Papa. «Vale la pena di lavorare per la famiglia e il matrimonio perché vale la pena di lavorare per l’essere umano, l’essere più prezioso creato da Dio».

L’incontro di Madrid ha seguito i passi del Family Day convocato dalla Chiesa italiana il 12 maggio in piazza San Giovanni in Laterano, a Roma. Hanno partecipato all’evento la gran parte dei Cardinali e dei Vescovi spagnoli, i dirigenti dei movimenti e altre organizzazioni laiche, come il Forum della Famiglia.

Il Cardinale Antonio María Ruoco ha pronunciato un’omelia in cui ha affermato che la famiglia «si presenta come il problema obiettivamente più grave e inquietante di fronte al quale si trovano le società europee».
L’Arcivescovo di Madrid ha constatato che «si relativizza radicalmente l’idea del matrimonio e della famiglia» fomentando «fin dalla più tenera età pratiche e stili di vita» che sono «opposti al valore dell’amore indissolubile tra un uomo e una donna».

In queste circostanze, il Cardinale ha affermato che in Spagna «l’ordinamento giuridico ha fatto marcia indietro rispetto alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite», che riconosce e stabilisce «che la famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto di essere protetta dalla società e dallo Stato».

Il Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola e Vescovo di Bilbao, Ricardo Blázquez, ha affermato che «è possibile vivere la fedeltà nella famiglia» e che si può trasmettere la vita grazie alla speranza e alla fede in Dio. È stata accolta tra gli applausi la sua allusione alla “famiglia tradizionale”, che si vuole screditare di fronte alla cosiddetta “famiglia moderna”.

L’Arcivescovo di Valencia, il Cardinale Agustín García Gasco, ha denunciato i poteri pubblici che minano e denigrano la famiglia anziché difenderla, definendo il laicismo una frode che conduce alla disperazione come si vede nel caso dell’aborto, del divorzio espresso o dell’educazione a ideologie che vanno contro la Costituzione.

Anche il Cardinale Antonio Cañizares, Arcivescovo di Toledo e Primate di Spagna, è intervenuto per dire che la famiglia è una scuola di pace, di speranza e di sicurezza per cui finché esiste la famiglia la Spagna ha un futuro.


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