FAMIGLIA: non più slogan ma misure concrete

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Per la famiglia italiana non è più tempo di promesse, né di attese. A due anni dal Family Day è giunto il momento che il Governo centrale e gli enti locali ne accolgano istanze e rivendicazioni, mettendo in atto politiche che favoriscano il rilancio demografico. Se ne è parlato lo scorso 22 aprile alla tavola rotonda “La famiglia serbatoio culturale e morale: politiche familiari per la società di domani”.


La conferenza, promossa dall’Associazione Famiglia Domani, si è svolta alla presenza dell’on. Laura Marsilio, assessore alle Politiche familiari, scolastiche ed educative del Comune di Roma. Il fenomeno delle “culle vuote” è stato preso in esame da Paola Zerman, avvocato dello Stato ed esperta di politiche familiari. Prendendo atto del sempre più evidente aumento degli ultrasessantenni a scapito della fascia d’età al di sotto dei quindici anni, l’avvocato Zerman ha descritto l’invecchiamento della popolazione come «un problema che coinvolge la generazione attuale, prima ancora delle future».

La giurista ha auspicato l’adozione di politiche a favore della famiglia analoghe a quelle della Francia, uno dei pochissimi paesi europei dove il ricambio generazionale sta avvenendo indipendentemente dall’immigrazione. Gli ostacoli da vincere sono di carattere sia politico che culturale. «Va superato l’egoismo generazionale di chi pensa solo al proprio tornaconto e va superato il pregiudizio ideologico che considera la famiglia come un retaggio della cultura cattolica e tradizionale», ha affermato Zerman.

La prassi politico-amministrativa a favore della famiglia potrebbe concretizzarsi in nuove applicazioni come la “valutazione di impatto familiare”, ovvero la quantificazione dei benefici economico-sociali nei confronti delle famiglie. Senza trascurare sgravi fiscali per le giovani coppie e misure a compensazione dell’alto prezzo degli immobili.


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Paolo Floris, presidente del Forum delle Famiglie del Lazio, ha individuato la chiave di volta nel riconoscimento alla famiglia di uno status giuridico proprio ed originale che non si riduca ad una semplice somma di individui. «La famiglia – ha ricordato Floris – è serbatoio culturale e morale: essa è il primo ambiente nel quale la persona apprende il valore della solidarietà». «Le famiglie italiane vanno aiutate attraverso strumenti fiscali – ha proseguito –. Ad esempio deducendo le spese per ogni figlio dall’imponibile.

Inoltre va favorita la libertà di scelta educativa da parte dei genitori, mettendo fine all’egemonia della scuola statale». Giuseppe Brienza, storico e ricercatore presso l’Università La Sapienza di Roma, ha sottolineato la necessità di favorire la famiglia tradizionale, intesa come unica famiglia possibile, spesso messa in secondo piano da scelte politico-amministrative indirizzate ai presunti diritti degli omosessuali e ad altre istanze “relativiste” non in linea con le reali esigenze della stragrande maggioranza della popolazione.

L’assessore Laura Marsilio ha infine sottolineato quanto la giunta del sindaco Alemanno ha fatto e le iniziative che intende intraprendere. «Abbiamo istituito un registro per le associazioni familiari – ha sottolineato –. Intendiamo inoltre modificare le politiche sociali, indirizzandole in modo puntuale alle famiglie e non più solo ai singoli soggetti generazionali (bambini, adolescenti, anziani)».


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La Conferenza è stata introdotta e moderata da Roberto de Mattei, Presidente della Fondazione Lepanto.

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