FAMIGLIA: appello di mons. Betori in favore dei giovani e delle famiglie

Il Segretario della Cei, mons. Giuseppe Betori, è tornato a parlare domenica 1 giugno presso gli studi televisivi della trasmissione “A sua immagine” di Rai 1 di due argomenti che stanno a cuore non solo alla Santa Sede, ma all’Italia intera: la denatalità e la precarietà del lavoro per i giovani.





Il Segretario della Cei, mons. Giuseppe Betori, è tornato a parlare domenica 1 giugno presso gli studi televisivi della trasmissione “A sua immagine” di Rai 1 di due argomenti che stanno a cuore non solo alla Santa Sede, ma all’Italia intera: la denatalità e la precarietà del lavoro per i giovani.

Anche se possono sembrare due questioni apparentemente lontane, esse hanno, secondo il presule, invece, un intrinseco rapporto che le lega. La bassa crescita demografica è dovuta al fatto che le giovani coppie hanno letteralmente “paura del futuro”, poiché le possibilità di ottenere un lavoro stabile appaiono sempre più difficili, rendendo vani i sforzi per cercare di creare una famiglia, e magari di coronare questo sogno con la nascita di un figlio. Ciò solleva anche un’altra obiezione: troppe tasse gravano sulle famiglie, e a risentirne sono soprattutto quelle con più figli a carico. Betori lo ha chiamato il «problema delle culle vuote», ed è per questo che incoraggia una politica di sgravi fiscali, che appronti particolarmente «provvedimenti miranti a tagliare le tasse a chi ha figli» (Giornale di Sicilia del 2 giugno 2008).

Il numero due della Cei ha inoltre dichiarato durante la suddetta intervista: «I giovani italiani non appartengono ad una “generazione malata”; se non si sposano e non hanno [bambini] è perché (…) non trovano un lavoro stabile». Ricorda inoltre che la grave crisi economica che sta investendo il Paese, vede molte persone ricorrere alle Caritas per i necessari sostegni alimentari.

Al termine dell’intervento sopra citato, ringrazia tutti coloro che hanno sostenuto la Chiesa devolvendole l’otto per mille, e si pronuncia sul problema dell’immigrazione spiegando che si può trovare una vera conciliazione tra i termini accoglienza e sicurezza.

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