EUTANASIA: il Senato avvia le consultazioni sul ?testamento biologico?

Con la seduta del 4 ottobre 2006, il Senato italiano ha avviato le consultazioni di esperti sul tema del ?testamento biologico? (living will), che pretende di tutelare il futuro paziente da eventuali comportamenti ar-bitrari dei medici in caso di perdita della capacit? d?intendere e volere. Tali consultazioni sono avvenute in preparazione della discussione dei 7 progetti di legge presentati in aula su questo problema.

I primi ad essere stati consultati sono stati alcuni medici esperti in geriatria, oncologia e trattamento di malati terminali. Stando a quanto dichiarato dalla sen. Sandra Monacelli (FI), i medici hanno pi? che altro riferito le loro esperienze con i malati. Hanno inoltre convenuto che il paziente non può affidarsi ad un pezzo di carta che dichiari la propria volont? su una futura e imprevedibile condizione sanitaria, ma pu? risolvere il problema nello stabilire un onesto rapporto con la classe medica, fiducioso sulle sue capacit? di curare ed alle-viare il dolore. In fondo, non ? il paziente, e nemmeno i giudici, che possono decidere in concreto se una certa cura costituisca accanimento terapeutico o tentativo di salvezza, anche perch? in molti casi solo lo sviluppo clinico potr? rivelare qual ? la soluzione giusta.

Su questo problema ? intervenuto Gianfranco Iadecola, docente di medicina legale nell?Universit? Cat-tolica di Roma e componente uscente del Comitato Nazionale di Bioetica. Intervistato da ?Avvenire? (5 ottobre 2006), egli sostiene che il ?testamento biologico? non potrebbe garantire il diritto di autodeterminazione del paziente in caso della perdita di capacit? decisionale. Difatti, spiega il docente, ?il consenso, prestato precedentemente dal soggetto, non ? dotato del requisito fondamen-tale dell?attualit?. I medici avrebbero a loro disposizione un documento, ma nessuno sarebbe in grado di verificare se il suo contenuto corrisponde alla effettiva volont? del paziente in quel momento. Per tale moti-vo, ritengo fortemente rischioso attribuire al ?testamento biologico? un valore vincolante per il medico?.

A questo inconveniente si vorrebbe rimediare con la figura del fiduciario, ossia con la persona delegata dal futuro paziente a decidere quali trattamenti clinici accettare e quali rifiutare. Ma in questo modo viene smentita proprio la tanto sbandierata autodeterminazione del malato, il quale si sottrae al competente giudizio del medico solo per cadere sotto l?incompetente giudizio del fiduciario. Secondo Iadecola, ?appare quantome-no discutibile la persistenza del rapporto di fiducia nel momento in cui necessita l?intervento del medico; senza contare che nulla garantisce in modo assoluto che la scelta del fiduciario sia ispirata al rispetto della volont? del paziente e non risulti inquinata da un eventuale interesse personale?.

Infine, secondo il medico legale, ? contestabile anche il fatto che il ?testamento biologico? abbia valore vincolante e quindi prevalga sul-la volont? dei sanitari, prevedendo una conseguente penalizzazione dei medici che lo violano, sia pure per sal-vare la vita del paziente: ?Se s?invoca il diritto all?autodeterminazione del paziente, non si pu? neppure pre-scindere dal principio di libert? terapeutica del medico. Il vero problema giuridico (?) si pone in quei con-testi in cui il soggetto intenda esercitare tale opzione al cospetto di un sanitario, alquale l?ordinamento stesso affida il ruolo specifico di curare la salute del msuo malato?. Senza contare che il ?testamento biolo-gico? pu? essere concepito solo come estensione del ?consenso informato?; ma questo non ? ancora disciplina-to organicamente nel nostro ordinamento giuridico, che non prevede la rilevanza del soggetto di fronte alle te-rapie applicategli.

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