ESTREMO ORIENTE: venti di guerra fra le due Coree

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L’attacco di martedì 23 novembre contro l’isola di Yeonpyeong (Corea del Sud), che ha causato 4 morti e 18 feriti, è «probabilmente» stato ordinato da Kim Jung-un, terzogenito e successore designato del “caro leader” nordcoreano Kim Jong-il. Così sostiene Rim Jong Jin, profugo nordcoreano che ha trascorso 12 anni nell’esercito di Pyongyang e in seguito ha lavorato come giornalista a Chong’giin, sua città natale, nel nordest della Corea del Nord. Prima di fuggire nella primavera del 2009, Rim era parte dell’elite nordcoreana, seppure a un livello medio-basso, e conosceva i misteriosi meccanismi decisionali della Corea del Nord, uno dei Paesi più chiusi del mondo.


«Kim Jong-un – afferma Rim – è stato abituato fin da piccolo a pensare che per affermarsi avrebbe dovuto fare qualcosa che né suo padre né suo nonno Kim Il-sung (fondatore della dinastia dittatoriale. N.d.R.) hanno fatto». Contrariamente a quanto si crede, infatti, prosegue il dissidente, la decisione di farne un leader è stata presa «molti anni fa». Indiscrezioni sulla successione sono emerse nel 2009 e sono state confermate nei mesi scorsi, quando il giovane Kim è stato nominato prima generale e poi membro del comitato centrale del Partito dei Lavoratori.

«In questi anni – sostiene Rim – (Kim Jong-un. N.d.R.) si è costruito il suo gruppo di fidati sostenitori e penso che la decisione di questo attacco sia stata presa da loro. Kim Jong-il, che è anziano e malato (ha 68 anni e si ritiene che abbia avuto un infarto nel 2008. N.d.R.) non prende le decisioni da solo, anche se potrebbe aver approvato l’azione».


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