Esposto contro la CEI: la pubblicità dell’8 per mille è ingannevole e fuorviante

22 agosto 2012

Ad aprile è uscito il documento di sintesi della CEI sull’8 per mille, con la destinazione dei fondi e degli impieghi per gli anni 1990-2011. Un fascicolo riassuntivo di 16 pagine che contiene dati, statistiche, ambiti d’uso.
Sulla base di questo l’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori) ha definito lo spot della CEI “Chiedilo a loro” ingannevole e fuorviante. Il 2 agosto ha così presentato un esposto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, perché nel messaggio pubblicitario “non si dà notizia della reale quantità di denaro messa a disposizione di questo genere d’iniziative”.
L’Aduc chiede che venga valutata la sincerità della campagna e che si prendano provvedimenti adeguati, fra i quali la sospensione provvisoria degli spot.
Il motivo dell’esposto si trova nelle cifre esplicitate nel documento della CEI. A fronte di uno stanziamento complessivo di 1 miliardo e 148 milioni di euro per il 2011, solo 235 milioni sono stati destinati a “Interventi caritativi”. E questo è l’unico dato sul quale sembra soffermarsi l’Aduc, sfoltendo velocemente tutte le altre voci che comprendono le esigenze di culto, la tutela dei beni ecclesiastici, il restauro e la nuova edilizia, le iniziative di rilievo nazionale.
Gli spot, sostiene l’Aduc, mostrano solamente una singola attività svolta dalla Chiesa. Gli spettatori riceverebbero perciò un’informazione fuorviante e non chiara. Gli spot non farebbero capire a sufficienza che non l’intero contributo, ma solo una sua parte è destinato agli scopi pubblicizzati.

Redazione

Fonte: linkiesta

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