Editoriale: una straordinaria coincidenza

(di Massimo Viglione) Un milione di persone hanno accolto in trionfo e col cuore ricolmo gioia e speranza Papa Benedetto XVI a Milano, mentre altri 3.000.000 seguivano in tv la grande messa e gli eventi connessi. Oltre un milione di persone si è raccolto a Londra per festeggiare il giubileo delle “nozze di diamante” della Regina Elisabetta II con il suo Trono.

Festa di popolo e di gioia a Milano. Festa di popolo e di gioia a Londra. Entrambe con grandi coreografie. Poco più di un anno fa, scrivevo un articolo simile, per una simile situazione (e coincidenza): da un lato, la beatificazione di Giovanni Paolo II a Roma, dall’altro le nozze dell’erede al Trono d’Inghilterra. E, in entrambi i casi, decine di milioni di persone partecipavano direttamente o tramite tv agli eventi. Scrivevo allora: «Forse che in questo mondo impazzito e sventatamente aperto a ogni dissoluzione dei principi cristiani e naturali, gli unici due valori capaci di richiamare l’interesse gioioso e sincero di decine di milioni di persone sono la religione cristiana e la monarchia più tradizionale?»

Da un lato, la laicissima, immorale e plurietnica Inghilterra, dove, però, non si riesce, nonostante tutto, a cancellare il viscerale amore di tutto un popolo verso la monarchia (e verso una famiglia reale tutt’altro che sempre all’altezza del proprio ruolo).

Dall’altro, una Chiesa nel turbine della tempesta dell’eresia propalata ovunque, della ribellione criptoscismatica di buona parte dei suoi ecclesiastici, religiosi e teologi, dello scandalo dell’immoralità più perversa e inaccettabile, e, ora, anche nello scandalo delle “guerre per bande” dei suoi governanti in Vaticano; una Chiesa per la quale, solo pochi giorni or sono, si prevedeva il crollo del Vicario di Cristo (e lo si invitava alle dimissioni); una Chiesa apparentemente sempre più odiata e vilipesa in ogni parte del mondo. Ebbene, questa Chiesa, questo Vicario di Cristo, hanno ancora una volta dimostrato che, nonostante tutto ciò che sta accadendo, sono amati da centinaia di milioni di persone in ogni parte del mondo, che riconoscono in essa e in lui l’unica certezza spirituale e morale per questa vita e l’unica via per assurgere alla futura.

Chi oggi nel mondo è capace di una tale attrazione verso i popoli, le genti, i propri fedeli, i propri sudditi, in ogni parte del mondo? Quale capo di Stato? Quale politico? Quale istituzione laica (o laicista)? Quale esponente della finanza o della tecnocrazia? O dello spettacolo o dello sport?

Il Vicario di Cristo, come la Regina d’Inghilterra, non sono eletti dai popoli. Sono dove sono, sono chi sono, «per Grazia di Dio». E sono le due figure pubbliche indubitabilmente più amate al mondo (il Papa, anche la più denigrata). Tutti gli altri politici del mondo, a partire da quelli occidentali, sono eletti (in Italia oggi neanche più eletti), hanno con sé tutti (o quasi) i media, fanno tante promesse terrene: ma chi di loro può vantare un simile amore e successo?

C’è una strana coincidenza del tutto anacronistica e assolutamente politicamente scorretta, la più scorretta possibile. Quale? Il Papa è l’“Altare”, Elisabetta il “Trono”. Insieme, rappresentano la società del Trono e dell’Altare, quella società odiata e combattuta con ogni mezzo dalla società figlia della Rivoluzione Francese e del Sessantotto oggi imperante ovunque.  I popoli di oggi, iniziando a essere disintossicati dalle ubriacature delle ideologie e ormai disillusi dai miti democratici e consumisti, acclamano, amano, seguono, sognano, il Trono e l’Altare. Quale immensa sconfitta per il laicismo sovversivo e anarchico, liberal-democratico, totalitario o tecnocratico che sia. (Massimo Viglione)

 

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