EDITORIALE: lo scandalo olandese

Prima i fatti: Padre Herman Spronck, Delegato dei Salesiani per l’Olanda, ha rilasciato domenica scorsa un’intervista al canale televisivo Rtl, in cui ha dichiarato di non condannare «a priori le relazioni tra adulti e bambini». Ed ha incalzato: «Ci sono naturalmente alcune norme sociali, alle quali tutti dovrebbero attenersi. Ma ci si può chiedere se esse non siano troppo strette. Formalmente dirò sempre che ognuno deve rispettare la legge. Ma simili relazioni non sono necessariamente dannose».


Anzi: dai 12 anni in su, avere rapporti con adulti, secondo il reverendo, «andrebbe bene». Una clamorosa “assoluzione” per il suo confratello, Padre B., di 73 anni, dal 1994 sino al 21 maggio scorso membro dell’associazione Martijn, che promuove la liberalizzazione della pedofilia e la depenalizzazione dei rapporti sessuali con minorenni. Organizzazione per la quale dal 2008 al 2010 ricoprì addirittura l’incarico di segretario amministrativo nel consiglio direttivo. Il religioso aveva già in passato avuto dei guai per atti osceni in luogo pubblico.

Utile, come sempre, analizzare il contesto, in cui un fatto avviene: stiamo parlando dell’Olanda, Paese in cui la pedofilia non costituisce reato. Lo stesso Paese in cui soltanto 5 anni fa sorse, come fosse cosa normale, l’Nvd, un partito dichiaratamente pedofilo, il partito dell’Amore Fraterno, della Libertà e della Diversità.

Tra i suoi obiettivi, la liberalizzazione della pornografia infantile, l’assoluta libertà di circolare nudi in pubblico, i rapporti sessuali fra adulti e bambini e l’abbassamento dell’età del consenso da 16 a soli 12 anni, aspetti – questi ultimi due – che riflettono sin troppo da vicino il pensiero di Padre Spronck. Non pago, l’Nvd mise in rete anche un videogioco pedofilo, il pedophile’s quest, creato dallo stesso segretario del partito: l’utente doveva cercare di adescare più bambini possibili, sottraendoli ai loro genitori.

Ciò ad indicare come, pericolosamente, certe affermazioni non nascano da una singola mente isolata, eccentrica o disturbata, bensì rappresentino una concezione morale e culturale pacificamente tollerata, quando non addirittura accettata, da un intero popolo. Ed è questo l’aspetto incredibile rispetto al quale nessuno si è interrogato o, laddove sia stato fatto, è avvenuto tutto troppo disinvoltamente. Se il partito pedofilo si sciolse, lo scorso anno, non fu per i suoi contenuti: nessuno lanciò alcun anatema morale, non si ravvisarono ragioni eticamente ostative alla sua esistenza.

Nessun rigurgito di dignità, insomma, né da parte dei cittadini, né da parte delle istituzioni. Si sciolse solo per una mera questione ragionieristica, per un impiccio quantitativo: il fatto cioè di non aver raccolto per due volte consecutive le 600 firme necessarie, per concorrere alle elezioni politiche. Ma sul fatto che esistesse un partito pedofilo in quanto tale e sul suo devastante programma, nessuno pare abbia avuto granché da eccepire, tanto meno gli organi di stampa internazionali, con poche, rare eccezioni. Ed è questo uno degli aspetti, che dovrebbero ancora oggi indurre ad un’ulteriore riflessione.

Ora, uno sguardo alle reazioni rispetto alle clamorose e farneticanti dichiarazioni di Padre Spronck, diffuse in Italia dal benemerito sito www.messainlatino.it del 22 e 23 maggio 2011: i Vescovi olandesi han minacciato di portare il caso a Roma, se i Salesiani non avessero assunto misure immediate nei confronti di Padre B. e di Padre Spronck. Il Provinciale salesiano di Belgio-Olanda, Padre Jos Claes, si è detto stupito nell’apprendere dalla stampa dell’adesione di Padre B. a tale organizzazione, in quanto «assolutamente incompatibile con i principi ed i valori della tradizione salesiana. Quindi, disapproviamo in maniera ferma tale fatto e prendiamo le distanze da un simile comportamento personale di un singolo confratello». Unitamente alla richiesta di scuse «in nome dei Salesiani di don Bosco», rivolta alla sensibilità ed al dolore di quanti siano stati feriti da tale notizia. Ma non basta: c’è un passaggio in più, che val la pena rilevare. Padre Claes ha specificato che «la Congregazione prenderà» nei confronti di tale Confratello «i dovuti provvedimenti disciplinari, conformemente ad un protocollo in atto già dall’anno 2002 e alle normative date dalla Chiesa» in materia. Detto, fatto: nel giro di pochissime ore, l’Ispettoria del Belgio Nord-Olanda ha ufficialmente informato che a Padre B. «non è più permesso svolgere alcuna attività pastorale e che padre Spronck è stato sospeso dall’incarico di Delegato». Si tratta di un primo atto concreto e perciò importante: a fronte della confusione e del disordine morale che alberga ormai non solo tra i fedeli laici, ma – purtroppo – anche tra religiosi e religiose, è quanto mai urgente passare dalle parole ai fatti: non basta più la “tiratina d’orecchie”, occorrono gesti tangibili, efficaci ed esemplari che ristabiliscano, agli occhi del mondo, cosa sia bene e cosa sia male. Anzi, di più: che esiste un Bene ed esiste un male.

Giustamente senza mezzi termini è stato don Fortunato Di Noto, fondatore dell’associazione Meter per la lotta alla pedofilia: a suo giudizio, chi la pensi come Padre Spronck «è un irresponsabile». Anzi, lo è due volte, trattandosi di un religioso: «Sbaglia come uomo e come sacerdote, è indegno della Chiesa, dell’abito che porta e della missione che compie. Bastano le inutili, stupide parole dette da una persona evidentemente non in sintonia con la Chiesa, a gettar discredito sul duro, forte operato che con coraggio Benedetto XVI, i Vescovi ed i sacerdoti portano avanti in tutto il mondo».

Don Di Noto cita a questo proposito – quale azione concreta contro la pedofilia – l’esito dell’operazione Rescue (Salvataggio), resa possibile proprio grazie alla sua associazione Meter, che permise di smantellare la piattaforma della “pedofilia culturale” nel mondo con oltre 70 mila iscritti, nonché con l’individuazione di 234 bambini abusati, 700 indagati e 250 arresti. E dà un suggerimento concreto: che affermazioni come quelle di padre Spronck possano presto configurarsi quali reato di «istigazione alla violenza sui minori». Anche questo sarebbe un importante ed esemplare gesto, in grado di ripristinare non solo una legalità perduta, bensì prima ancora una morale oggettiva ed il buon senso condiviso. (Mauro Faverzani)

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