E intanto c’è chi insiste nell’accusare la Chiesa

Vallejo. La puta de BabiloniaMentre Papa Francesco raccoglie i consensi e il plauso di tutti, c’è sempre qualcuno che cerca di remare contro e tornare sui soliti punti noti.
Questa volta si tratta di un libro di Fernando Vallejo, appena uscito, scritto da chi “
rimane inflessibile nella dura critica ai papi e alla loro chiesa”. Nel libro si vuole dunque ripercorrere “tutti i peccati capitali attribuibili alle istituzioni cattoliche, a partire dai tempi delle crociate”. Con il solito canovaccio da campagna anti-cattolica, i temi mostrati sono sempre gli stessi: orrendi crimini, gravi ingiustizie, oscurantismo. Il revisionismo non lascia in pace nemmeno Giovanni Paolo II, accusato di aver provocato la sovrappopolazione mondiale, poi incolpato dello scandalo Ior e della pedofilia.
Tutti questi crimini, “
i più odiosi della storia moderna della Chiesa cattolica”, sarebbero stati rimossi (?) per via della commozione provata di fronte al Papa morente.
Il libro è recensito sul sito “Anti mafia duemila”, col titolo: “Ci si può ancora fidare della Chiesa?”. Ovviamente, secondo l’autore, la risposta è no.

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19 marzo 2013

Ci si può ancora fidare della Chiesa?

Seppur non del tutto chiariti i rapporti con la dittatura militare e la presunta chiusura alle rivendicazioni delle madri di Plaza de Mayo, l’insediamento di Jorge Mario Bergoglio si può dire abbia riscosso un’approvazione quasi unanime (condivisa anche da alcuni nemici storici del Vaticano), se non altro per le modalità unconventional di approccio e comunicazione esibite dal nuovo papa.
Chi rimane inflessibile nella dura critica ai papi ed alla loro chiesa è, invece, il filosofo di origine colombiana Fernando Vallejo che nel suo nuovo libro “La Puttana di Babilonia”, edito da Nuovi Mondi, raccoglie e ripercorre – come richiama la ferocia dello stesso titolo – tutti i “peccati capitali” attribuibili alle istituzioni cattoliche, a partire dai tempi delle crociate. Non si tratta di un attacco alla fede o ai miliardi di credenti cristiani e cattolici, bensì di un trattato di belligeranza contro l’istituzione, e soprattutto la gerarchia, della chiesa cattolica. Un infinito elenco di peccati, anche millenari, che trasuda rabbia ed indignazione poichè il suo compilatore dimostra di non dimenticare e tralasciare alcun “crimine, abuso o impunità perpetrati dalla chiesa di Roma”.

Con Vallejo si potrà essere in disaccordo su molti punti, tuttavia è ormai accertato storicamente che, in nome dell’evangelizzazione e della “volontà di un essere supremo”, pure la chiesa cattolica si è macchiata di orrendi crimini o si è resa complice troppe volte, con azioni deliberate, con una sottomissione alla politica o una passiva indifferenza, di gravi ingiustizie anche in epoche recentissime, se non l’altro ieri. E come il suo sistema di potere continui a presentare alcuni tratti caratteristici – in primis la scarsa trasparenza – delle organizzazioni mafiose. Può apparire esagerato, se non estremistico, il ragionamento secondo cui Karol Wojtyla e la sua campagna contro il controllo delle nascite siano i principali responsabili di quello che per Vallejo è “il drammatico problema della sovrappopolazione”; ma bisogna ammettere che provare a criticare la figura di Giovanni Paolo II si rivela un’operazione sempre più impopolare ogni giorno che passa, nel susseguirsi di inaugurazioni di piazze e vie in suo onore, sulla scia emotiva del processo di beatificazione compiutosi a velocità record, nonostante le pesanti ombre addensatesi anche sul suo interregno. Sebbene la chiesa non muova più guerre come all’epoca delle crociate, l’egoismo, il materialismo, l’oscurantismo, l’immobilismo, la corruzione, l’elitarismo e la depravazione di cui è ancora oggi impregnata rimangono altrettanto pericolosi!

Gli scandali che si sono succeduti proprio nel pontificato di Wojtyla, specie negli anni Ottanta, si sono svelati come i più odiosi della storia moderna della Chiesa cattolica; nell’immaginario collettivo, tuttavia, sembrano essere stati del tutto rimossi, anche grazie alla commozione ed alla solidarietà che hanno abbracciato il papa morente. Durante le imponenti commemorazioni della sua morte, ogni voce dissenziente è stata soffocata dall’uniformità di consensi che il sistema massmediatico ha provveduto (servilmente?) ad amplificare.
Eppure, il papato di Wojtyla è legato indissolubilmente allo scandalo del Banco Ambrosiano e dello IOR diretto all’epoca da un vescovo americano a dir poco spregiudicato, quel Paul Casimir Marcinkus la cui figura unisce pezzi importanti di storia criminale d’Italia: Sindona, Calvi, Licio Gelli e la P2, Umberto Ortolani, la mafia e Pippo Calò, Flavio Carboni, Banda della Magliana, cardinali senza scrupoli, esponenti di spicco dell’Opus Dei e lotte di potere interne al Vaticano, il “presunto” sequestro Orlandi…
Ed, ovviamente, lo “scandalo pedofilia” non è solo una questione degli ultimi anni o un problema dell’ultimo papato. E’ una piaga che ha origini secolari e che ha, inevitabilmente, segnato l’era di Giovanni Paolo II colpevole, in questo caso, di non aver mai voluto affrontare di petto il problema, cercando, anzi, di nasconderlo, silenziarlo e di coprire tutti i carnefici.
Sempre grazie all’incoraggiamento di Wojtyla, inoltre, nelle stanze del potere ecclesiastico stanno acquisendo sempre più spazio movimenti integralisti come Opus Dei, Comunione e Liberazione, Legionari di Cristo, Focolarini tanto da costituire ormai una vera e propria chiesa nella chiesa, molto pericolosa e dedita agli affari, alla finanza, alla politica.

Il nuovo papa Francesco sembra aver promesso al fratello della povera Emanuela Orlandi di far finalmente luce sul suo sequestro, dopo che gli ultimi due papati più che alla collaborazione, si sono mostrati propensi all’ulteriore insabbiamento…Ma, certo, come continua ad ammonire Fernando Vallejo, visti i precedenti, non c’è molto da fidarsi di questa chiesa…

di Gaetano Farina

Fonte: Anti Mafia Duemila

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