Due libri di Dominique Tassot smontano l’evoluzionismo

Due libri di Dominique Tassot smontano l’evoluzionismo
FONTE IMMAGINE: Edizioni Piane (https://edizionipiane.it/) e IBS (https://www.ibs.it/)
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L’evoluzionismo è, da 150 anni a questa parte, la matrice di innumerevoli errori in tutti i campi, compreso quello religioso. L’accusa di “indietrismo” rivolta da papa Francesco ai difensori della Tradizione cattolica implica, ad esempio, una concezione evoluzionista della vita della Chiesa, basata sul principio per cui il “dopo” è sempre meglio del “prima”, il futuro è sempre più perfetto del passato, con il conseguente capovolgimento del principio metafisico secondo cui il più non può venire dal meno, l’effetto non può essere superiore alla causa che lo ha prodotto.

L’evoluzionismo, infatti, prima di essere una teoria pseudo-scientifica, è un’opzione filosofica antitetica al primato dell’Essere sul divenire. Ciò spiega perché Karl Marx, vedendo la convergenza tra evoluzionismo e materialismo dialettico, scriveva a Federico Lasalle il 16 gennaio 1861: «Il libro di Darwin è molto importante e mi serve per fondare sulle scienze naturali la lotta di classe all’opera nella storia» (Marx-Engels Opere complete, Editori Riuniti, vol. 41, p. 630). Ed è per questo che l’evoluzionismo è incompatibile con la philosophia perennis, prima ancora che con la fede cattolica e con la vera scienza.

Più che opportuna appare dunque la scelta delle Edizioni Piane di pubblicare il libro di Dominique Tassot, L’evoluzione in 100 domande e risposte (con una prefazione di Pierre Rabischong pp. 310, 28 euro), che costituisce un eccellente vademecum per demolire le fallaci prove su cui la teoria evoluzionista pretende di appoggiarsi. Tassot, un ingegnere-filosofo francese, direttore del C.E.P. (Centre d’Etudes et de prospective sur la science) e della rivista “Le Cep”, passa in rassegna pseudo-prove tratte da campi diversi, dalla paleontologia alla biologia, dalla genetica alla religione, demolendo uno ad uno i luoghi comuni dell’evoluzionismo. Tra le pagine più interessanti del suo studio segnaliamo quelle dedicate alla visione cattolica della Creazione, incompatibile con ogni forma di evoluzionismo (pp. 250-254). Puntuale anche la critica del “concordismo” (pp. 258-263), che presumeva di far coincidere il racconto della creazione con i periodi dell’evoluzione. «Si trattava di un errore epistemologico –scrive Tassot –: quello di attribuire alla geologia e all’astrofisica la capacità – che non possono avere – di estrapolare all’indietro nel tempo fino all’origine delle cose» (p. 262).

Un altro errore, purtroppo diffuso tra i cattolici, che Tassot confuta brillantemente (pp. 264-270), è quello di negare l’inerranza della Bibbia, con il pretesto che conterrebbe affermazioni contraddette dalla scienza. Leone XIII nella sua enciclica Providentissimus Deus del 18 novembre 1893, già aveva dato la soluzione del problema, affermando che «molte cose di ogni ramo delle scienze che per lungo tempo furono oggetto di grande opposizione contro la Scrittura, ora sono cadute come vuote».

Sagge dunque le parole dell’autore: «Se paragoniamo la Chiesa a una nave che naviga sui flutti del mondo, l’adesione di molti suoi teologi alla visione scientista dell’universo ha avuto due effetti; ha oscurato il faro che indica la direzione da seguire, la Rivelazione divina, e ha affidato il timone a chi vorrebbe allontanarsene quanto più possibile. Non sorprende che un secolo e mezzo di questa navigazione abbia fatto deviare la Barca di Pietro dalla rotta che il concilio incompiuto del 1870 avrebbe dovuto imprimerle» (p. 289).

Di Dominique Tassot, le Edizioni Radio Spada avevano pubblicato a loro volta, nel 2022, Il Darwinismo: un mito tenace smentito dalla scienza (pp. 102, euro 13), trascrizione adattata e arricchita di una conferenza dell’autore, con l’aggiunta di due capitoli tratti da un altro testo sull’evoluzionismo e del documento della Pontificia Commissione Biblica (1909) sul carattere storico dei primi tre capitoli della Genesi. Anche questo testo di Tassot è altamente raccomandabile a chi voglia comprendere, al di là del mito, la vera natura dell’evoluzionismo. Lo studioso francese spiega bene come la teoria darwiniana sia la proiezione del mito del progresso, individuandone i precursori intellettuali nel XVIII secolo; il diplomatico Benoît de Maillet (1656-1738) e gli illuministi della generazione successiva, soprattutto il marchese Nicolas de Condorcet (1743-1794), che nella sua opera postuma Esquisse d’un tableau historique du progrès humain (1795), postula che nell’universo nulla mai regredisce e tutto sempre si perfeziona. Il travestimento scientifico del mito del progresso si deve al naturalista Jean-Baptiste de Lamarck (1744-1829), celebre per la sua (mai dimostrata) legge «la funzione crea l’organo» e, naturalmente, a Charles Darwin (1809-1882), la cui opera, pubblicata nel 1859, ha come titolo completo: L’origine delle specie per selezione naturale o la preservazione delle razze privilegiate nella lotta per la vita. «Va notato – osserva Tassot – che questo libro è un modello di disinformazione perché l’origine delle specie è menzionata solo nel titolo. Non un solo paragrafo spiega come possa comparire una nuova specie» (p. 40).

 Sia il libro delle Edizioni Piane che quello di Radio Spada riportano integralmente il testo di un “Breve” di Pio IX indirizzato al dott. Constantin James (1813-1888), un medico francese che aveva pubblicato un’operetta intitolata Du darwinisme ou l’homme-singe (1877). In questo documento Pio IX elogia l’autore del libro per aver bene confutato «le aberrazioni del Darwinismo», «un sistema che ripugna alla storia, alla tradizione di tutti i popoli, alla scienza esatta, all’osservazione dei fatti e persino alla stessa ragione».

Assieme ai due libri di Dominique Tassot consigliamo la lettura di un volumetto, profondo ma di agile di lettura di mons. Pier Carlo Landucci (1900-1986), La verità sull’evoluzione e l’origine dell’uomo (Edizioni Fiducia 2023, pp. 95, euro 10), un’ottima introduzione al tema, che sottopone la teoria dell’evoluzionismo al vaglio di una rigorosa analisi scientifica e filosofica, dimostrandone l’inconsistenza. L’evoluzionismo è un errore talmente insidioso e pervasivo che non va sottovalutato, ma seriamente studiato da ogni cattolico, per rendersi conto che non si tratta di un fatto scientifico, ma come ben dice Tassot, di un’esercitazione letteraria, una “favola”, che senza il sostegno delle lobbies accademiche e mediatiche sarebbe da tempo caduta nel ridicolo.

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