Doppio blitz… e gli altri? L’incubo di una Francia a ferro e fuoco

JihadDopo l’attentato al Charlie Hebdo, l’attenzione mediatica internazionale si è concentrata, prevedibilmente, sulle vicende dei fratelli Kouachi e del terzo terrorista, Coulibaly. Ma i riflettori son rimasti spenti su altri fatti di cronaca, comunque inquietanti benché di minore gravità, in quanto mostrano come la strage nella sede del settimanale ed il blitz nel negozio di alimentari possano non essere casi isolati. Che poi gli altri episodi siano da derubricarsi come gesti di squlibrati ed opportunisti, è possibile; ma è altrettanto certo che il clima maturato in Francia, un clima ormai esasperato, viziato, malato, mostri i sintomi di una strategia del terrore  che potrebbe già essere oppure diventare più complessiva, più sistematica, più metodica, lasciando sullo sfondo l’eventualità, tutt’altro che remota, tutt’altro che da sottovalutarsi, di una Francia messa a ferro e fuoco.

Secondo quanto riferito da L’Indépendant, un paracadutista della III RPIMa di Carcassonne ha sporto denuncia in Commissariato, dopo esser stato vittima di un’aggressione: l’uomo si trovava a bordo di un veicolo dell’esercito, quando è divenuto bersaglio delle invettive di uno sconosciuto, che lo ha inseguito alla guida di una Ford Mondeo nera. Raggiuntolo, si è scagliato contro di lui al grido di «Allah Akbar», brandendo un machete ed una bombola di gas lacrimogeno. Fortunatamente l’episodio è rimasto privo di conseguenze, ma un’indagine è stata immediatamente avviata, per chiarirne bene i contorni.

Le Figaro ha parlato invece del TGV, il treno ad alta velocità Lione-Parigi, bloccato presso la stazione di Creusot ed evacuato a Saône-et-Loire: sul convoglio un viaggiatore di nazionalità siriana, sorpreso senza biglietto, ha urlato d’essere un «terrorista», uno jihadista per la precisione, scatenando un putiferio.

I siti web di numerosi Comuni d’Oltralpe sono inoltre divenuti preda di odiosi atti di pirateria, condotti da gruppi islamici: Val-d’Oise, Ezanville, Goussainville e molti altri han visto sui propri portali le informazioni municipali rimpiazzate dalla bandiera nera del sedicente “Stato islamico”, con messaggi zeppi di minacce. E’ normale tutto questo? Per non parlare dei tanti, vili post su Facebook, inseriti da cittadini musulmani, che han perso un’occasione per starsene zitti, solidarizzando con i terroristi.

Non tutti sono infatti rimasti choccati, né mortificati per il sangue versato. Non tutti se ne sono rattristati. Non tutti hanno manifestato cordoglio e disprezzo verso gli autori dell’efferata carneficina. Non tutti. Anche se in questi giorni la grancassa mediatica ha voluto dimenticarsene.

Oggi tutto questo accade in Francia, una Francia ferita, provata, stremata, debole ed inquieta. Ma pochi ne parlano. Mentre si insinua orribile il dubbio che, complice il nostro silenzio, come un’epidemia, il virus del terrore possa presto infettare tutta l’Europa.

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