Proteste, Biblioteca del Congresso Usa elimina immagine blasfema

Library_of_CongressEra inaccettabile. Che la prestigiosa Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti (nella foto, la sala di lettura) avesse promosso lo scorso 31 luglio un evento dai contorni anti-cattolici, era assolutamente inaccettabile. Che poi lo avesse pubblicizzato tramite un volantino blasfemo raffigurante il Papa come satana, questo rappresentava un vero e proprio oltraggio, tale da richiedere l’assunzione di provvedimenti esemplari. Le scuse, insomma, non bastavano. Non sarebbe stato difficile risalire al responsabile dell’iniziativa, come pubblicamente richiesto dal Presidente della Catholic League, Bill Donohue, che ha definito il tutto un «inopportuno ed offensivo disservizio». Detto, fatto. I Cattolici americani non se ne sono stati fermi e zitti. Hanno anzi letteralmente tempestato di proteste il promotore ovvero il responsabile della Divisione Libri Rari e Speciali Collezioni della Biblioteca del Congresso, che si è visto costretto in fretta e furia quanto meno a modificare il volantino dell’iniziativa, togliendo quell’immagine dissacrante.

Certamente si è trattato di un episodio oltraggioso nei confronti della Fede Cattolica, ma squalificante anche per un’istituzione illustre degli Stati Uniti, fondata nel 1800 e ritenuta la maggiore Biblioteca al mondo, con oltre 128 milioni di documenti conservati. La sua autorevolezza ne è uscita minata, anche dal punto di vista scientifico.

Il pretesto per la censurabile iniziativa è infatti sintetizzato nel titolo, “Il Libro e la Riforma”, ipotizzando già così un impossibile legame tra l’invenzione della stampa a caratteri mobili, presentata da Gutenberg nel 1454, e Martin Lutero, scomunicato soltanto nel 1521 ovvero circa settant’anni dopo. Se la matematica non è un’opinione, è il calendario a smentire in partenza qualsiasi fantasiosa ipotesi di collegamento tra i due personaggi.

Gutenberg fu di famiglia cattolica e fu a sua volta cattolico, anzi cattolicissimo, fedele praticante e devoto. Se collaborò, dunque, non fu certo con la Riforma, ma con la Santa Sede, sia con Papa Niccolò V, che gli commissionò subito nello stesso 1454 le «lettere d’indulgenza cipriote» per la Crociata contro i turchi a Cipro, sia col suo successore, Papa Callisto III, che l’anno dopo gli fece stampare un Appello ai Cristiani o Bolla contro i Turchi. Non v’è ombra di luteranesimo in tutto questo.

Solo un dichiarato intento ideologico può spingere ad affiancare il nome dell’inventore della stampa moderna allo spregevole volantino dell’epoca, di matrice protestante, raffigurante in tono canzonatorio il Santo Padre come capo dei diavoli e specificandone l’identità, per timore che potesse non esser chiara a tutti, con la scritta «Ego sum Papa», “io sono il Papa”.

Riproporre oggi proprio quel disegno dissacrante dopo quasi cinque secoli, senza una cogente necessità culturale o storica, va oltre il pessimo gusto ed acquista l’amaro sapore di una persecuzione volutamente discriminatoria nei confronti dei Cristiani. Le vibrate proteste prima e la decisione di cancellare quell’immagine poi, lo dimostrano. Confermando quanto già notato anche in altre circostanze: che se e quando i Cattolici non accettano di subire e trovano anzi la forza di reclamare, i risultati si vedono.

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