Dom Mariano Grosso, OSB

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Venerdì 15 Agosto 2025, giorno della gloriosa Assunzione della Madre di Dio in cielo, dom Mariano Grosso, monaco benedettino del monastero di Santa Scolastica di Subiaco, rendeva a 78 anni, inaspettatamente, l’anima a Dio. Il Signore, proprio in questo particolare giorno mariano, decideva di richiamare a Lui questo Suo fedele servo che, al secolo Francesco, divenendo monaco, decise di assumere il nome religioso di Mariano proprio in onore della Madonna, per la quale nutriva una vera, tenera e profonda devozione.

Egli, nato nel 1947 a Rofrano (Salerno), laureato in Agraria, abbracciata la vita monastica dal 1979, ha dedicato con generosità tutto sé stesso all’ideale benedettino dell’ora et labora. Nel 1996 ha iniziato il suo incarico presso la Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Santa Scolastica, nella quale – come ha affermato sul “Messaggero” il direttore della biblioteca dom Fabrizio Messina Cicchetti – «lascia un vuoto incolmabile» in tutti coloro che lì lo hanno conosciuto e stimato, non solo i collaboratori ma «soprattutto i tanti studiosi che ne hanno potuto apprezzare la competenza e il garbo». Uomo di cultura, è stato anche autore e redattore di diverse pubblicazioni divulgative, tra le quali Santa Scolastica, sorella di san Benedetto. Vita e spiritualità (2° edizione Tipografia Editrice S. Scolastica 2007) e San Benedetto. Uomo di Dio (Shalom 2018).

I riti esequiali, officiati dal Padre Abate Ordinario di Subiaco dom Mauro Meacci, si sono svolti alle ore 16:00 di Sabato 16 Agosto, nella cattedrale di Santa Scolastica, con la presenza delle autorità locali – tra cui il sindaco e il comandante della stazione dei Carabinieri – e con grandissima partecipazione di fedeli a lui affezionati, parenti, amici e conoscenti che gremivano la chiesa. 

Durante l’omelia il Padre Abate ha ricordato di aver condiviso con dom Mariano la vita monastica fin dall’età del noviziato, e come egli abbia sempre operato per il bene del monastero e della comunità nella quale si trovava, profondendo in essa pace e serenità, svolgendo con efficienza, dedizione e competenza gli incarichi affidatigli tra cui quelli di cronista del Monastero, Bibliotecario e vicedirettore della Biblioteca. L’Abbate ha definito dom Mariano un «monaco esemplare», sempre fedele e puntuale in coro a tutte le ore canoniche dell’ufficio ed a tutti gli altri momenti in comune della comunità ed ha soggiunto come la morte lo abbia colto certamente preparato, lui che ha avuto sempre una attenta cura della sua anima e che ha saputo conservare sino alla fine la sua pura innocenza, innocenza che, ha rivelato l’Abate, lasciava a volte stupiti e spiazzati. Ha osservato infine come la sua vita, trascorsa tutta nel nascondimento, abbia avuto una fine “coram populo”, durante la Messa solenne dell’Assunta, alla presenza di tutti i fedeli che riempivano la cattedrale di Santa Scolastica. La morte l’ha colto infatti nel momento più importante della Messa, la Consacrazione, mentre era in ginocchio sull’ultimo gradino dell’altare, per incensare il Corpo e Sangue del Signore, secondo l’ufficio del servizio di turiferario che stava svolgendo: all’improvviso, si è accasciato in terra, lì, ai piedi dell’altare e della statua della Madonna. Inutili sono stati gli interventi dei presenti in chiesa – tra i quali alcuni medici – di rianimarlo. 

L’Abate ha inoltre confidato che, quando è stata composta la salma, nel guardarlo, è rimasto colpito dalla serenità e pace che emanava il suo volto. Quella pace e serenità che percepivano tutti coloro che lo incontravano. Anche i partecipanti all’Università d’Estate della Fondazione Lepanto hanno avuto la possibilità di conoscerlo bene perché non mancò mai l’appuntamento del mese di luglio da quel 2017 quando gli incontri di formazione della Fondazione Lepanto vennero tenuti a Subiaco, nella foresteria del monastero di Santa Scolastica. Dom Mariano assisteva a tutte le conferenze e non mancava mai al suo ruolo di Cicerone sia al Sacro Speco che al Monastero di Santa Scolastica, con quella cultura e semplicità di esposizione che incantavano grandi e piccini.

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