DIVORZIO: separazioni e divorzi in netto aumento in Italia

Sulla base dei recenti rilevamenti statistici le separazioni ed i divorzi sono in netto aumento. Il  quadro dei dati relativi al 2008 presentato dall’Istat evidenzia rispetto all’anno prima un aumento del 3,4% delle separazioni mentre del 7,3% dei divorzi; nel 2008 si è arrivati a 286 separazioni e 179 divorzi ogni mille matrimoni e rispetto al 1995 i divorzi sono più che raddoppiati.


Particolarmente indicativo l’ulteriore dato secondo cui, sempre rispetto al 1995, sono più che raddoppiate le separazioni oltre i dieci anni di matrimonio e addirittura più che triplicate oltre i venticinque anni. Nella grande maggioranza dei casi la fine delle unioni ha riguardato coppie con figli minori (“Avvenire”, 22 luglio 2010).

L’approvazione nel 1970 della legge sul divorzio (la cosiddetta legge Fortuna-Baslini) segnò l’inizio del processo di disgregazione dei legami familiari, i cui effetti catastrofici per la società ed i suoi membri sono ampiamente documentati: suicidi, depressione, abbandono scolastico, disordini psichici, abuso di alcol e sostanze stupefacenti, comportamenti devianti sono solo alcuni dei disastri provocati, soprattutto negli adolescenti, dal business delle separazioni. Inoltre, serie ricerche statunitensi hanno evidenziato che la maggior parte degli abusi sessuali sui minori hanno origine da una famiglia sfasciata o da un genitore single (Massimiliano Fiorin, La fabbrica dei divorzi, San Paolo, Milano 2008). Tuttavia, ci si è abituati a vivere come se tale “esigenza” fosse sempre esistita; anzi, gran parte delle agenzie di informazione (soprattutto cinema e televisione) continuano a propagandare il divorzio come una imprescindibile conquista di civiltà, oppure come un inevitabile rimedio (il male minore) di fronte ad un “matrimonio che proprio non va più”.

Occorre anche tener presente che la legittimazione giuridica del matrimonio a tempo ha sancito il primato dell’individualismo sul bene comune; ciò ha costituito il substrato ideologico che ha portato all’approvazione nel 1978 dell’omicida legge 194 sull’aborto, che ha reso legale, in nome della possibilità di scelta, l’eliminazione dei bambini non ancora nati. Mentre la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna subisce attacchi da tutte le parti ed è considerata un residuo arcaico della società cristiana, ciò non accade per il matrimonio tra persone dello stesso sesso; anzi, tali unioni sono sempre più sponsorizzate dalle lobby di potere che vedono nel matrimonio omosessuale l’ennesima occasione per scardinare l’ordine morale naturale e condurre l’umanità al caos e all’autodistruzione.

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